Bonus mamme a tutte le immigrate

L'Inps: esteso a chi ha un permesso non permanente. Il costo: da 56 a 80 milioni l'anno

Roma Il giudice ordina, l'Inps esegue. Dopo che il tribunale di Milano ha intimato all'Istituto nazionale della previdenza sociale di concedere il bonus mamma - 800 euro una tantum elargiti a chi ha avuto un figlio nel corso dell'anno solare 2017 - anche alle madri straniere in possesso di un permesso di soggiorno non permanente o non di lungo periodo, l'Inps ha annunciato che obbedirà.

«In ottemperanza all'ordinanza sopra citata - spiega una nota sul sito web dell'istituto - l'Inps ha già interessato i ministeri vigilanti e la Presidenza del Consiglio dei ministri e sta predisponendo i necessari interventi sulle procedure online». La decisione «corretta» per via giudiziaria, ovviamente, allarga e di molto la platea dei potenziali beneficiari della mancetta in stile renziano, dopo che tre associazioni avevano presentato ricorso contro le circolari dell'istituto di previdenza che circoscrivevano l'accesso al bonus mamma solo a quelle, straniere, in possesso di carta di soggiorno permanente, come tra l'altro era stato previsto «seguendo le indicazioni scritte della Presidenza del Consiglio dei ministri», precisa l'Inps per chiarire di aver, nelle proprie circolari, solo seguito le regole suggerite dall'esecutivo.

L'accoglimento del ricorso, però, ha cambiato le carte in tavola. E non si tratta di una modifica di poco conto, soprattutto per le casse dell'istituto e per le previsioni della copertura finanziaria di questa specifica misura una tantum.

In Italia, infatti, ogni anno nascono all'incirca 100mila bambini con almeno un genitore straniero. E sono ben 70mila l'anno i nuovi nati nel Bel Paese che hanno entrambi i genitori stranieri. Questo vuol dire che, calcolando a spanne, se dopo la caduta per sentenza del requisito del permesso di soggiorno permanente dovessero fare tutti richiesta per accedere al beneficio, l'esborso per le casse statali dovrebbe aggirarsi tra i 56 e gli 80 milioni di euro, cifra ottenuta moltiplicando gli 800 euro per 70 o 100mila bebé stranieri. Ed è più che probabile che le mamme straniere non in regola con i «vecchi» requisiti che si erano viste rigettare la domanda, ora presenteranno ricorso.

Una espansione dei beneficiari che proprio il Giornale aveva anticipato lo scorso 2 dicembre, raccontando dell'Inps battuto in tribunale dalle tre associazioni - Apn, Asgi e Fondazione Giulio Piccini - e del problema che il governo si troverà ora ad affrontare, non avendo ovviamente previsto coperture finanziarie per una platea tanto vasta, ma avendo comunque «disegnato» i requisiti del benefit per le madri con regole piuttosto bizantine, che difficilmente reggono all'attacco di un ricorso in tribunale, come si è puntualmente verificato.

Commenti

ohibò44

Sab, 16/12/2017 - 10:12

Oltre ad essere la ‘reception’ per coloro che vogliono entrare nell’hotel Europa cominciamo anche a mantenerli mentre il recptionist di Bruxelles trova loro una stanza Tutto sulle spalle dei soli italiani, of course