Il braccio di ferro Usa-Russia dietro il "golpicino" alla turca

L'ambiguo ruolo di Obama e la sua nota anti-ribelli: una loro vittoria avrebbe rafforzato Putin nell'area

Ora possiamo dirlo, quel golpicciattolo era nato deforme e prematuro, ma a strangolarlo nella culla c'ha pensato zio Obama. Chi racconterà ai posteri la notte in cui il presidente Recep Tayyp Erdogan è sembrato barcollare sotto i colpi dei suoi generali non potrà ignorare il ruolo della Casa Bianca. Una Casa Bianca rassegnatasi - dopo aver scommesso sulla deposizione di Saddam Hussein, di Mubarak e Gheddafi - al fatto che i vecchi demoni sono alla fine più rassicuranti di quelli ignoti.

E così mentre un Erdogan ancora incapace di valutare la rivolta s'affidava ad un videomessaggio Barak Obama annientava i suoi nemici con un comunicato tanto semplice quanto efficace. Un comunicato in cui lui e il segretario di Stato John Kerry riconoscevano la piena legittimità del presidente turco e gli garantivano il totale sostegno dell'America. «Il presidente e il segretario concordano che in Turchia tutte le parti devono appoggiare il governo democraticamente eletto, dimostrare moderazione ed evitare violenza e bagni di sangue».

Dopo quelle tre righe tutto è stato chiaro. Washington non aveva intenzione d'abbandonare un presidente che - seppur accusato di scarso rispetto per i diritti umani, di ambigue collusioni con lo Stato Islamico e di evidenti mire autoritarie - restava l'unico volto conosciuto in una notte incerta ed oscura. Una notte da cui nessuno a Washington, al Pentagono e alla Cia sapeva immaginare quale Turchia poteva emergere.

Una Turchia lacerata da una guerra civile? Una Turchia pericolosamente vicina a Mosca? O la Turchia di un Erdogan comunque vincente, ma con il dente avvelenato verso un'America colpevole di averlo abbandonato? In quei calcoli elaborati consultando non solo Kerry, ma anche i capi di Forze Armate ed intelligence pesavano questioni cruciali. Prima fra tutte lo scontro con la Russia di Vladimir Putin, seguita dalla lotta all'Isis nella confinante Siria. Due questioni madri a cui si aggiungevano le incognite sulle 60 testate nucleari custodite nella base aerea di Incirlik e quelle su un'Europa che rischiava, in caso di caos, una nuova invasione di profughi.

Certo in questo ginepraio d'incognite geopolitiche quel che più preoccupava il Pentagono e un Segretario di Stato appena rientrato da Mosca era il rapporto con la Russia. La Turchia è - dai tempi della Guerra Fredda - l'alleato indispensabile per garantire alla Nato una profondità strategica in quei territori cruciali che si stendono dal confine iraniano al Caucaso, dal Mar Nero al Caspio. Una profondità strategica che val bene un alleato ambiguo, inaffidabile e impresentabile come Erdogan. Senza contare che scommettere sui golpisti anziché su quel Sultano traballante equivaleva a perdere definitivamente la partita siriana sottoscrivendo la sopravvivenza di Bashar Assad e regalando un'altra significativa vittoria a Putin.

Ma soprattutto senza puntare su Erdogan su chi avrebbero potuto scommettere? Nonostante le centinaia di miliardi investiti in spionaggio tradizionale ed elettronico la Cia, l'Nsa, la Dia e tutte le altre agenzie d'intelligence statunitense sembravano miseramente cieche e sorprese di fronte ad un rivolta militare assolutamente inattesa. Una rivolta in cui non riuscivano ad individuare alcun profilo significativo capace di emergere come potenziale alleato alternativo. Ed in questo grande buio c'era anche l'incognita Mosca. Chi poteva garantire che i rivoltosi non avessero contatti con Putin? Un Putin che minacciava di sfruttare una caduta di Erdogan per diventare il nuovo incontrastato signore del Medio Oriente.

Commenti

angelovf

Dom, 17/07/2016 - 15:26

Con un presidente americano di fede mussulmano non si va molto lontano.

roberto zanella

Dom, 17/07/2016 - 15:31

può anche darsi , certamente la sensazione è che se non lo ha costruito abilmente Erdogan , non penso Obama ne Putin . Se l'avesse favorito Obama è per bloccare il riavvicinamento fra Erdogan e Putin , un segnale . Se l'avesse organizato Putin ? Non sarebbe stato una cosa così abborraciata...è troppo forte nella popolazione turca..l'ha portata sulla strada dell'islamismo ed ora sono in pieno potere...l'unica cosa è che Erdogan porti la Turchia a qualche scontro con i vicini e ci siano dei morti e allora Putin e Obama potrebbero trattarlo come un neo Fuhrer da abbattere , è solo questione di aspettare il momento giusto...

VittorioMar

Dom, 17/07/2016 - 15:32

....se il golpe l'avesse organizzato "IL BIONDO" il risultato sarebbe stato diverso!!!

superpippo70

Dom, 17/07/2016 - 15:34

Ottima analisi come sempre quelle del duo Micalessin/Biloslavo. Aggiungo solo un'aggravante: all'inizio Obama o chi per lui ha anche fatto credere ai "golpisti" che avrebbero avuto l'appoggio di Washington salvo poi diramare quel comunicato ed abbattere subito l'elicottero con su i leader della rivolta con un F-16 "lealista"

Ritratto di jasper

jasper

Dom, 17/07/2016 - 15:40

E' ovvio che Obama è contnento che il colpo di stato sia abortito dato che lui è amico di Erdogan che vuole introdurre la Sharia ed essendo Sunnita appoggia ISIS e l'Arabia Saudita. C'è da pensare che il colpo di stato fallito sia semmai stato organizzato da Erdogan stesso per avere le mani libere contro i suoi nemici specialemnte nell'esercito che sono contro l'Islamizzazione della Turchia cosa che invece Erdogan vuole.

ghorio

Dom, 17/07/2016 - 15:51

Il problema è uno solo: di Erdogan non ci si può fidare. Ancora una volta si è registrata la strategia perdente Usa.

arkangel72

Dom, 17/07/2016 - 15:52

Rivoltosi con Putin? E se fosse lui, il sultano, ad aver organizzato tutto per cambiare casacca ed avere la scusa per uscire dalla Nato e avvicinarsi a Putin per avere una maggiore fetta della torta che a breve si dovrà spartire in Siria? Obama non è interessato ad avere una situazione stabile in M.O., ma solo caos per fomentare il mercato delle armi che a parole combatte e che sotto sotto ha fomentato. Erdogan vuole, come Putin, stabilità e magari anche una parte di territorio kurdo. E potrà ottenerlo solo avvicinandosi al vero vincitore della guerra contro l'ISIS: Putin!

PEPPINO255

Dom, 17/07/2016 - 15:53

Credo che sia vero il contrario. E' Putin il nuovo partner di Erdogan...

Antonio43

Dom, 17/07/2016 - 15:54

Questo abbronzato prima se ne va meglio è. Ne ha combinate troppe!

Ritratto di marino.birocco

marino.birocco

Dom, 17/07/2016 - 15:56

Non ho ancora capito noi da che parte stiamo ? Mi raccomando per non sbagliare , mettiamoci sempre con il vincitore così possiamo dire di aver vinto.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Dom, 17/07/2016 - 15:58

Micalessin,concordo con la sua visione!!

ben39

Dom, 17/07/2016 - 16:08

Intanto dopo l'appello di Erdogan amche la quinta colonna turca ( i milioni di turchi residenti in Europa) sono scesi a migliaia nelle piazze delle capitali europee a immeggiare a Edogan.

ernestorebolledo

Dom, 17/07/2016 - 16:15

un colpo di stato ordinato dal governo(Erdogan) ei suoi generali per imprigionare centinaia di giudici e avversari

Ritratto di Monika.M.P.

Monika.M.P.

Dom, 17/07/2016 - 16:19

Solo che democraticamente (e direttamente dal popolo) è stato eletto anche Bashar Hafiz al-Asad, Muammar Kaddafi, Hosni Mubarak, nel referendum è stato democraticamente deciso dalla separazione di Crimea. Allora quanti metri di democrazia abbiamo? Vogliamo davvero così tanto il Califfato turco ?

tihomirb

Dom, 17/07/2016 - 16:40

La Turchia ora andrà a canibalizzarsi con i sospetti reciproci ed ira del sultano. Dimenticatevi le ferie in Turchia per un po'

odifrep

Dom, 17/07/2016 - 16:43

L'uomo degli usati states è già fortunato perché Putin non può farlo più nero.

Ritratto di gianky53

gianky53

Dom, 17/07/2016 - 17:04

Che schifo l'appoggio ad un alleato come Erdogan, e che ipocrisia parlare di governo democraticamente eletto con riferimento a una Turchia che da 15 anni ha imboccato la strada della radicalizzazione islamica. Le barbariche esecuzioni avvenute a Istanbul non hanno nulla di diverso da quelle dell'Isis, sempre di macelleria islamica si tratta. Un merdaio!

alox

Dom, 17/07/2016 - 17:20

Ci mancherebbe che la colpa e' di Obama....bene perche' fra qualche mese non c'e' piu'! Putin rimane e si sa' non sbaglia mai: vergognatevi la Russia di Putin e' peggio della Turchia!

africano

Dom, 17/07/2016 - 17:23

Scusate ma oggi la Turchia accusa proprio gli USA di essere i mandanti del golpe. Questo articolo mi pare un po' fuori strada, se posso permettermi. Obama ha difeso Erdogan quando è parso chiaro che il golpe sarebbe fallito, con il sultano in piena libertà e attivo. Peraltro gli unici davvero preoccupati del golpe, stando alle dichiarazioni ufficiali, sono stati i russi, visto che Erdogan negli ultimi tempi si era riavvicinato a Putin. Oggi la rottura tra Turchia e Usa ci dice che questo pezzo non sta in piedi

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Ausonio

Dom, 17/07/2016 - 17:48

La Russia non ha alcun ruolo nel colpo di stato perché : 1) probabilmente è tuta una messinscena del sultano, 2) se i russi fanno qualcosa la fanno per lo meno decentemente, non certo in maniera tanto ridicola.

acam

Dom, 17/07/2016 - 18:05

una serie di repetita juvant ma la sintesi sta in questo discorso in francese/portogese - https://www.facebook.com/empodereduasmulheres/videos/923455894395066/

acam

Dom, 17/07/2016 - 18:06

in un impicciaccio come questo i cinesi non si immischiano

baldob

Dom, 17/07/2016 - 18:15

Mi spiace, non sono d'accordo con l'articolo. Obama si è espresso a favore del governo turco unicamente perchè Erdogan è musulmano. Quanto poi al golpetto è stato palesemente organizzato da Erdogan stesso, come dimostrano il numero dei golpisti (non devono certo aver faticato a trovare 2000 ixxxxxxxi da provocare), le loro azioni sconsiderate e, immagino, preconfezionate da Erdogan stesso o chi per lui, (solo per esempio: gli ixxxxxxxi, pardon, i golpisti non hanno ucciso Erdogan, non si sono impadroniti di radio e tv, che ci facevano nel ponte sul Bosforo?) e dall'arresto pressochè immediato di almeno 6.000 persone (il triplo dei golpisti) da parte di Erdogan. Un'efficienza come minimo sospetta, non è vero? Obama invece, come sempre, ha agito favorendo, nei fatti, i movimenti islamici. E, deve essere detto, Obama non è certo un ixxxxxxxe, anzi...

acam

Dom, 17/07/2016 - 18:28

uno di questi due ha il nobel per la pace non sa confessare la sua religione ha fatto tnti caisini che dovrebbe rimborsare la somma ha messo tutti nei guai

Ritratto di giordano

giordano

Dom, 17/07/2016 - 18:40

Obama ? bastano due banane e lo tieni in pugno

Sabino GALLO

Dom, 17/07/2016 - 19:35

Secondo una accreditata etimologia il nome di EUROPA era quello di una meravigliosa fanciulla, della quale si innamorò Zeus. Ma per farla sua amante, anche lui tanto grande, fu costretto a trasformarsi in un grande toro bianco e cornuto ! Siamo ad un'epoca molto antica, quando le conoscenze geografiche erano molto modeste. E quasi certamente questo nome EUROPA fu attribuito a tutte le terre più vicine alla Grecia, che ora ne è parte. Cioè quelle che ora chiamiamo Europa Occidentale. Terre, comunque, molto vicine a Egitto, Turchia, ecc.!! Escludendo, allora molto probabilmente, le terre più lontane del Nord ,ma anche quelle meridionali ed un poco più ad Est. Quell'Est europeo che, solo in lontanissima età, è nato (come nome geografico ! ) ed è stato aggiunto alla parte occidentale, la nostra Europa.

Massimo25

Dom, 17/07/2016 - 21:21

Micalessin fatti la domanda opposta..perché non potrebbe essere stata la NATO su ordine come sempre USA a forzare la mano e come sempre con la coda di paglia i veri golpisti(USA) hanno subito smentito la loro partecipazione fin dal primo momento???Dopo il riavvicinamento Russia-Turchia e al prossimo incontro con Erdogan chi aveva interesse a smembrare tutto??ci prendi per dei cxxxxxxi??ma siete i solito deviatori di informazione falsari di professione

Raoul Pontalti

Lun, 18/07/2016 - 13:34

(riproviamo...) Ma va là Gian! Va là... Obama conosce nome e cognome e data della circoncisione di ciascuno degli ufficiali golpisti e anche degli altri ufficiali generali delle FFAA turche proprio perché la Turchia è membro di lunga data della NATO e forse il paese più americanizzato del Vicino e Medio Oriente (basta vistarlo, specie le grandi città come Istanbul, Smirne (Izmir), Adana e ovviamente Ankara). E proprio perché dei militari turchi cui gli USA insegnano tutto, anche come tenersi arruffati i peli del deretano, Obama sa tutto, meno talvolta prevederne certe alzate di ingegno, non potevano gli USA lasciar correre una farsa di golpe destinato ad abortire ben presto. Una cosa ovviamente i golpisti non avrebbero mai fatto: uscire dalla NATO mettendosi nelle fauci di Russia e Iran.