Il buco nell'acqua di Roma 2009 La cittadella dell'archistar oggi è ridotta a una discarica

L'Italia per l'ennesima volta sta dimostrando la sua inaffidabilità sui grandi eventi. I Mondiali di nuoto 2009 a Roma ne furono un altro penoso precedente

Quando Mario Monti bocciò la candidatura di Roma per le Olimpiadi 2020 considerandola una sciagura da evitare (per il timore di speculazioni edilizie e appalti truccati) fece, in verità, l'unica cosa buona del suo governo. L'Italia per l'ennesima volta sta dimostrando la sua inaffidabilità sui grandi eventi.

I Mondiali di nuoto 2009 a Roma ne furono un altro penoso precedente. Vasche vuote, scheletri di tribune, lo stendardo sbrindellato di «Roma 2009»: 400 milioni stanziati per cinque maxi impianti. L'avveniristica Città dello Sport a Tor Vergata immaginata dall'archistar Santiago Calatrava che doveva donare a Roma un campus universitario e quattro spettacolari piscine è rimasta nella sua testa. Dopo 240 milioni di euro spesi e una lievitazione dei costi a 660 milioni di euro, nell'estate 2008 gli organizzatori si accorgono che il progetto di Calatrava non poteva essere finito in tempo e decidono di spostare i mondiali al Foro Italico. I lavori a Tor Vergata si fermano. Per sempre.

Gli altri due grandi monumenti allo spreco sono il Polo natatorio di Ostia e quello di Valco San Paolo sull'Ostiense, fiori all'occhiello dei mondiali di nuoto: inaugurati in corso d'opera pochi giorni prima della manifestazione internazionale, vennero chiusi 20 giorni dopo. Bruciati 42 milioni di euro di finanziamenti pubblici: 26 milioni per il Polo di Ostia e 16 per quello di Valco San Paolo.

Il Polo natatorio doveva costare 14 milioni ma alla fine vennero spesi 26 milioni e l'impianto non venne mai completato. I lavori non sono più andati avanti e il centro sportivo con tre piscine da 10, 35 e 50 metri è stato abbandonato. Le tribune in cemento non sono state più completate, così come le piscine interne. Il Polo natatorio è diventato prima terra di nessuno, poi discarica di rifiuti ingombranti. La piscina olimpionica, inoltre, non venne mai utilizzata per i mondiali del 2009 perché era più lunga di un metro e mezzo rispetto alla misura standard prevista (50 metri). Ad accorgersene furono gli atleti inglesi arrivati ad Ostia per allenarsi prima della competizione. Degna conclusione. La magistratura ovviamente aprì un'inchiesta: 33 imputati, tutti assolti.

Commenti

spectre

Mer, 08/04/2015 - 09:29

HHAHAH che vergognaaaaaa!!! nessuno e dico nessuno dei nostri stramaledetti governanti si indigna davanti a questi sprechi e a queste schifezze???