C'è già l'effetto Venezia: spunta Brugnaro come leader Altra Italia

Berlusconi lancia il sindaco-imprenditore: «Lui sarà il mio successore? Me lo auguro...»

Più investitura di così: «Brugnaro mio successore? Me lo auguro perché è un imprenditore, è il sindaco di una città bellissima come Venezia ed è un uomo di sport». Berlusconi dixit. L'endorsement arriva al sindaco che forse più gli somiglia. Al Cavaliere piace così tanto il «Doge» che lo lancia oltre la laguna: «Non faccio nessun annuncio ma nei lunghi discorsi che sono intervenuti tra me e il vostro sindaco - dice ai cronisti veneti - ho visto in lui una visione che guarda molto lontano, che pensa non solo a Venezia e al Veneto ma che si estende all'Italia e pensa agli italiani che amano la libertà». E ancora, perché sia chiaro che Brugnaro «deve» pensare in grande: «Lo invito anche pubblicamente a proseguire in questi suoi sguardi sulla situazione italiana che ha bisogno di interventi di forze, di gente che abbia studiato, lavorato, che abbia esperienza e che sottragga il nostro Paese alla guida di chi è certamente non capace».

Luigi Brugnaro, classe 1961, sindaco di Venezia dal 2015 quando straccia l'avversario di sinistra, la toga Felice Casson, ha tutte le caratteristiche per guidare l'Altra Italia. È il pallino di Berlusconi: un movimento parallelo a Fi formato da non politici che nei rispettivi settori hanno fatto bene, capaci di calamitare il consenso di almeno 7 milioni di italiani che si professano moderati ma che, disgustati da questa politica, disertano le urne.

È solo un caso che l'investitura arrivi nel giorno del dramma di Venezia sommersa. Brugnaro e Berlusconi si vedono spesso ad Arcore, si stimano, si piacciono. E non potrebbe esser altrimenti perché il sindaco che ha vinto nell'«ultima Stalingrado d'Italia», assomiglia molto al Cavaliere. È un imprenditore che s'è fatto da sé. Fonda l'Umana, agenzia che trova lavoro, e in dieci anni la trasforma in una holding dal fatturato di 600 milioni di euro con 126 filiali in 13 Regioni e 700 dipendenti. Come il Cavaliere ama lo sport e come il Cavaliere ha portato ai vertice un club. Non di calcio ma di basket. Compra la Reyer, blasonata squadra di pallacanestro, e le fa vincere lo scudetto 2016/2017, il primo nel Dopoguerra. Come il Cavaliere detesta la politica, almeno quella politicante. Dice sempre: «Io non sarò mai un politico. Non ho mai avuto una tessera di partito in tasca e il patto lo faccio solo con i cittadini». Come il Cavaliere è pratico, parla di «buon senso», è privo di intossicazioni ideologiche, adora il contatto fisico con i suoi elettori e il suo motto è «l'occupazione non si costruisce con i decreti ma con anni di impegno e di fatica». E, come il Cavaliere, è un inguaribile ottimista: «ghea podemo far», ripete sempre.

Insomma, Berlusconi lo lancia e lui ringrazia senza smancerie: «L'ho invitato io perché con le amicizie e le relazioni che ha a livello internazionale riusciamo a spiegare all'Europa e al mondo la difficoltà di vivere Venezia e di proteggerla. Chi meglio di una persona che ha un'esperienza del genere ci può aiutare nelle relazioni internazionali?». La praticità all'ennesima potenza imparata da papà Ferruccio, operaio ma anche poeta e leader sindacale; e da mamma Maria, maestra elementare. Insomma, Brugnaro può essere la carta vincente anche perché ha pure una dote in più: piace tanto anche a quelli di sinistra.