Intercettazioni: nei "sogni" anche match di A e B. Fango su Lotito: "Un ricattatore

La banda a caccia di finanziatori esterni per puntare sempre più in alto

Roma - Non è solo il (presunto) candore dei campionati minori, dalla serie D alla Lega Pro, a essere stato colpito dall'ultimo scandalo sul calcioscommesse, scoperchiato dalla Dda di Catanzaro. Nelle carte emergono anche tentativi di trovare finanziatori esteri per «apparecchiare» un paio di partite di serie B - Livorno-Brescia e Catania-Crotone - e una di Coppa Italia con una squadra di serie A, Sassuolo-Pescara.

Di Livorno-Brescia parlano, il 21 gennaio scorso, il Dg dell'Aquila Ercole Di Nicola e lo scommettitore albanese Edmond Nerjaku. Il primo «offre» la partita al secondo, chiedendogli 70mila euro per suggellare la combine, «puntando sulla vittoria del Livorno nonché su un numero di goal messi a segno durante la gara non inferiore a 3». La procura comunque rimarca la mancanza di una «prova di contatti specifici con dirigenti e/o calciatori delle due squadre interessate». Nerjaku, peraltro, dalle intercettazioni emerge come «terminale» di un gruppo di investitori stranieri e facoltosi, pronti a scommettere anche un milione «su siti asiatici», ma non alla cieca: chiedono un'assicurazione pari a tre volte i soldi investiti in caso di «buco». «I miei collegi vogliono sicureza. Vogliono garancie se non esce la partita», scrive in italiano stentato l'albanese a Di Nicola. Che garanzie non può darne, ma dopo un serrato tira e molla spiega al «complice»: «Fai tu, io lo fatta lo stesso». Alla fine Nerjaku scommette, e vince, sulla vittoria del Livorno, e scrive a Di Nicola che «domani ti porto 8», per i pm 8mila euro, la quota dovuta per la combine. Subito dopo, Di Nicola ritenta di «agganciare» i ricchi amici di Nerjaku, proponendo una scommessa «sicura» per Catania-Crotone, che sarebbe da «finanziare» con 60mila euro per far vincere i siciliani, e con 100mila euro per garantire l'over 3,5. Nerjaku insiste sulle «garanzie», e l'affare cade. Ma l'albanese, ingolosito dal precedente del Livorno, scommette in proprio 21mila euro sul Catania vincente. Che invece pareggia 1-1 e fa infuriare Nerjaku, al quale Di Nicola replica: «Guarda che non è stata fatta. Chi cacciava i soldi?».

A «interferire» con Sassuolo-Pescara del 2 dicembre 2014, invece, sono i «soci occulti» della Pro Patria Mauro Ulizio e Massimiliano Carluccio, insieme all'ex calciatore e scommettitore Fabio Di Lauro. Secondo i pm di Catanzaro sono i primi due a proporre il match per il tramite di Di Lauro a un gruppo di «investitori» serbi, guidati da Uros Mirosavljevic, per 150mila euro. L'affare poi salta, ma per la Dda Ulizio e Carluccio erano così sicuri del business che «non potevano non essere forti della combine della partita, che avevano di certo già imbastito promettendo lauti compensi a qualcuno dei partecipanti all'evento sportivo, che fosse del Sassuolo o del Pescara».

Ma il «flusso» di combine, talvolta, funzionava anche nell'altra direzione. Ossia i serbi, a loro volta referenti di finanziatori asiatici, in più occasioni passano a Di Lauro qualche dritta su partite della massima serie cinese e maltese, sulla serie B romena ma anche su partite di basket serbe (con scommesse sul risultato di un singolo quarto di partita) e persino sul tennis, con l'indicazione di una sconosciuta coppia di doppisti che, in un torneo in Qatar, si dovrebbe aggiudicare il secondo set. E qui le combine pizzicate dalle intercettazioni, quelle a denominazione di origine estera, guarda caso vanno tutte a buon fine.

Tornando a Di Nicola, tra le intercettazioni del Dg dell'Aquila (che secondo i pm spesso organizzava combine per far vincere la propria squadra) ce n'è una con l'ignaro ex dirigente sportivo Vittorio Galigani (che non è indagato), nella quale quest'ultimo attacca il patron della Lazio Claudio Lotito, per i suoi asseriti troppi interessi nel calcio: «Lotito deve... ha rotto i coglioni , il motivo del dissidio è Lotito, non è... Macalli e Tavecchio sono due rincoglioniti in mano (...) a Lotito che li ricatta». Di Nicola istiga l'amico: «Dimmi una cosa .. lui è proprietario di Lazio, Salernitana, Bari e Brescia?». Galigani conferma che ora «con Infront, insieme a Galliani, ha preso anche il Brescia. Infront è Galliani!».