Caccia pure ai "voti Erasmus" Circolare trucco del Viminale

Legge piegata per racimolare consensi all'estero: tempi più lunghi, comunicazioni via mail o attraverso amici

La caccia non ammette pause, né limiti di tempo e spazio: ogni possibile votante pro referendum va individuato e blandito, e se c'è da piegare la legge con una circolare, pazienza.

Non si scappa, nemmeno se si va all'estero per studiare o per curarsi. Con l'Italicum si era data la possibilità di votare a distanza anche per i cittadini temporaneamente all'estero, allargando la platea dagli emigranti veri e propri fino a includere chi si trovi oltre frontiera per motivi di studio, lavoro o cure mediche per almeno tre mesi. Vedi gli studenti Erasmus, che sono circa 25.000 ogni anno. Il problema è che la legge ha previsto termini stringenti per registrarsi presso il proprio Comune, comunicando l'indirizzo temporaneo all'estero dove ricevere il plico con la scheda: dieci giorni a partire dal decreto che indice il referendum. Per questo voto è arrivato il 28 settembre, la scadenza sarebbe stata dunque l'8 ottobre. Troppo in fretta per la smania del governo di racimolare ogni possibile voto, attraverso le tournée all'estero cui hanno partecipato pezzi grossi del «giglio magico» come Maria Elena Boschi e Luca Lotti. A risolvere il problema ci ha pensato il ministro dell'Interno Alfano con una circolare, la numero 40 del 2016, che allunga il termine al 2 novembre, cioè «entro il trentaduesimo giorno antecedente la data della votazione» fissata il 4 dicembre. Anche in occasione dell'ultimo referendum si era deciso un allungamento del termine, ma quel voto era il primo dopo l'approvazione dell'Italicum, quindi la prima volta in cui si dava la possibilità di voto a distanza agli italiani temporaneamente all'estero. E infatti la circolare dell'epoca, la 3 del 2016, richiama esplicitamente questa circostanza. Nel nuovo documento del Viminale sparisce la motivazione, ma resta l'allungamento del termine, con due giorni in più. E non solo. La circolare raccomanda ai Prefetti di «sensibilizzare a vista i comuni stessi affinché inseriscano nell'home page del proprio sito un indirizzo di posta elettronica non certificata» per comunicare di trovarsi temporaneamente all'estero. Non basta: si ordina di accettare anche dichiarazioni in carta semplice «recapitata a mano anche da persona diversa dall'interessato». La circolare raccomanda anche di «controllare poi attentamente» le comunicazioni via mail, ma chi andrà mai a verificare?

Gli unici a denunciare l'opaca manovra al momento sono i parlamentari ex grillini: «Siamo alla follia - dice Massimo Artini di Alternativa Libera -, la legge prevede un termine di 10 giorni mentre il ministero dell'Interno decide in splendida solitudine che il termine è di 35 giorni. Ormai è chiaro che il premier spera di vincere il referendum con i voti degli italiani all'estero, dopo aver mandato la Boschi a fare proseliti nelle americhe ora ci prova Alfano con questo trucchetto, peccato sia una violazione di legge bella e buona che può inficiare il voto degli italiani all'estero».

Intanto, dalla Legge di Bilancio spuntano altre mance elettorali, stavolta destinate alle famiglie con figli. Un buono asilo per un massimo di 1000 euro l'anno, spendibile sia in strutture pubbliche che private, per i bambini nati a partire dall'1 gennaio 2016, finché non compiono tre anni. Vengono aumentate le risorse per finanziare il voucher babysitter da 600 euro, e spunta anche un bonus «mamma domani», destinato ai nascituri. Si tratta di un assegno da 800 euro complementare rispetto al bonus bebè, perché richiedibile già durante la gravidanza per bambini destinati a nascere a partire dal 1 gennaio 2017. Altre briciole seminate sulla strada verso le urne. Proprio ieri uno studio di Lavoce.info notava che la legge di Bilancio destina alle famiglie con figli 600 milioni, meno di un terzo di quanto va ai pensionati.

Commenti

zucca100

Gio, 20/10/2016 - 00:35

Siete penosi. Vi fanno così paura i voti dei ragazzi che sono alll'estero?