Una campagna per rivalutare l'olio di palma

Non solo deforestazioni: c'è una produzione sostenibile ed ecologica

L'olio di pama è uno degli ingredienti più utilizzati dalle industrie alimentari. Che lo usano perché garantisce ad alcuni prodotti, come le merendine, la giusta croccantezza e cremosità senza alterarne il gusto - di cui è praticamente privo - , consentendo così di eliminare i grassi vegetali idrogenati nella filiera produttiva. Inoltre l'olio di palma è resistente a temperature elevate e all'ossidazione, ed è molto stabile e quindi garantisce una maggiore conservabilità agli alimenti che lo contengono, consentendo anche di ridurre gli sprechi. Non solo. In termini di sostenibilità l'olio di palma - che si ottiene per spremitura della polpa del frutto della palma e che contiene l'acido palmitico, l'acido grasso che maggiormente e naturalmente si trova nel latte materno - è sicuramente più «virtuoso» di altri grassi di origine naturale: ha una resa per ettaro di 3,47 tonnellate, cinque volte più della colza, sei più del girasole, nove più della soia e addirittura undici volte più del tanto decantato olio extravergine d'oliva.Dati che fanno dell'olio di palma un prodotto ecologico e perfetto per le future crescenti esigenze dell'industria alimentare destinata a nutrire un pianeta sempre più affollato. Eppure di recente questo grasso è stato al centro di una campagna che lo ha messo sotto accusa per le conseguenze sulla salute e sull'ambiente. In particolare sotto i riflettori è finita la responsabilità di alcuni produttori privi di scrupoli nel disboscamento di alcune foreste in alcuni dei 43 Paesi (principalmente del Sud-Est asiatico) in cui si produce la pianta da cui si ricava questo olio.Per questo l'Unione italiana per l'olio di palma sostenibile ha deciso di lanciare una campagna di comunicazione istituzionale su quotidiani, periodici, tv e testate online per promuovere una produzione etica di questo ingrediente che tuteli le foreste, la biodiversità e le comunità locali. «In linea con quanto accaduto in altri Paesi dell'Ue - spiega Giuseppe Allocca, presidente dell'Unione italiana per l'olio di palma sostenibile - la nostra associazione intende diventare in Italia un punto di riferimento per i consumatori, i media e le istituzioni che desiderano maggiori informazioni sul tema, con l'obiettivo di portare l'attenzione del dibattito sull'importanza della sostenibilità di questo ingrediente, intesa sia in termini di sicurezza nutrizionale dia di impatto sociale e ambientale».Nel 2014 l'Italia ha importato circa 1,6 tonnellate di olio di palma; il 21 per cento viene impiegato nell'industria alimentare mentre il rimanente 79 viene usato nel settore bioenergetico, mangimistico, chimico, cosmetico e farmaceutico.