Camusso citata per mezzo milione La Cgil in Germania chiede i danni

Il sindacato ha smesso di rinnovare il fido a Francoforte nel 2012. L'ente: «Licenziati 34 dipendenti e 50 insegnanti. Ora ci paghi»

A forza di parlar male della Germania, la Germania le si è rivoltata contro. La segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, ha ricevuto una citazione da mezzo milione di euro dalla Cgil Bildungswerk di Francoforte, ente di formazione attivo dal 1987 che ha lo scopo di aiutare gli studenti italiani ed emigranti all'estero a trovare un lavoro. Nel 1999 la Cgil ha sottoscritto una convenzione con la Cgil Bildungswerk di Francoforte con cui si impegnava a garantire i costi di gestione e il pagamento degli stipendi dei funzionari inviati dall'Italia e degli insegnanti locali. Per 15 anni. Ma, come riportato da ilfattoquotidiano.it, il sindacato della Camusso (eletta nel novembre 2010) ha smesso di rinnovare il fido bancario nel 2012 e ora l'ente tedesco si trova in grave crisi economica. Con questa mossa la paladina degli operai ha provocato il licenziamento di 34 dipendenti a tempo indeterminato e di 50 insegnanti. E così la Cgil tedesca ha chiesto un risarcimento da 446.805 euro a cui vanno aggiunti gli interessi che fanno lievitare il totale a mezzo milione di euro.E pensare che nel giugno scorso la Camusso era volata proprio in Germania per partecipare a un convegno dal titolo «Il ruolo del sindacato per un'Europa più sociale» nel quale parlò di «salario, orario minimo, concertazione e modifiche del mondo dei sindacati» esaltando l'importanza di «un dialogo fra sindacati». Bell'esempio, devono aver pensato i tedeschi. Se si considerano pure le sue lezioncine di morale quando nel 2011 parlava di un'Italia «commissariata da Germania e Bce». Lei che intasca 3.850 euro netti al mese, mentre i segretari nazionali poco meno di 2.800.Secondo la Cgil, però, la vicenda è campata in aria e ruota attorno a due fidejussioni prestate annualmente dalla Cgil: una da 220mila euro per la Cgil Bildungswerk e una da 180mila per il Progetto Scuola. Fidi rinnovati fino al 2012, quando la garanzia per il Progetto Scuola è stata escussa dalla Commerzbank, che ha preteso i soldi da Monte dei Paschi, banca della Cgil. Ed è proprio qui che cascò il ciuco. La Cgil Bildungswerk è rimasta con il cerino in mano. «La Cgil non è un bancomat, i tempi delle vacche grasse sono finiti», chiosano i legali del sindacato. Non fa una piega.