Il cane innamorato che persa la sua lei non vuole più vivere

Dopo otto anni nella stessa cuccia del canile, India viene data in adozione. E Birillo smette di mangiare e camminare

D'amore forse non si muore. Ma quando si perde l'amata, si fa una vita da cani. Ne sa qualcosa Birillo, un meticcio di border collie che nella stagione della maturità, coi suoi 14 anni d'età certificati dall'anagrafe, è salito agli onori della cronaca per l'accesa passione nutrita nei riguardi di India, sua compagna di gabbia per un lustro prima dell'improvviso distacco, causa adozione. La trama del racconto pare presa a prestito da un feuilletton di fine Ottocento. Unica variante: i protagonisti. In questo caso, a quattro zampe.

Tutto comincia nel 2006: Birillo il ribelle scappa di casa. Lascia gli agi e i lussi domestici e quasi come per voto di povertà, o magari per provare sensazioni diverse da quelle domestiche, si presenta ai cancelli di un canile di Montecatini. Gli operatori lo accolgono a braccia aperte. Lui ricambia scodinzolando ed accettando da subito la nuova dimora, da spartire con una cagnetta di nome India. La coppia resta unita a lungo, senza alcun problema: a passeggio sempre in due, a pappa ed a nanna uguale. Mai uno screzio, men che meno un litigio. D'altra parte, Birillo di ottocentesco pare avere non solo il romanticismo, ma anche la signorilità. Canina, of course. «Molto buono, ubbidiente e coccolone, è pulitissimo. Ad esempio, non fa mai i bisogni nella gabbia, pure a costo di aspettare che qualcuno lo porti fuori», si legge nelle sue note caratteristiche. Sarà probabilmente anche per questo che tra i due cuccioli nasce una sintonia che va in frantumi soltanto quando, nei mesi scorsi, India viene adottata da una famiglia che vive nei dintorni. Chi la porta via con sè per regalarle l'affetto di bimbi che la attendono come fosse una sorellina fa un pensierino pure a Birillo, ma poichè a casa ci sono già gatti, e lui da cane tutto d'un pezzo con i mici non condivide un tetto ma dà loro la caccia, non se ne fa niente. Sulla vicenda d'improvviso cala l'ombra del dolore: il gentilcane si chiude in se stesso, abbaia sempre meno, prende a mangiar poco. Soprattutto, racconta Erika Venturini, una delle volontarie dell'associazione «Amici degli animali» che oggi si prende cura della bestiola, «si accuccia nella sua gabbia e rifiuta di uscire, fosse pure per prendere un pò d'aria e sgranchirsi le zampe».

Degli animali e dei loro sentimenti gli studiosi si occupano ormai da tempo, e da ultimo nel 2013 i ricercatori del Dipartimento di scienze veterinarie dell'Università Statale di Milano hanno acclarato che distacco e abbandono sono situazioni traumatiche pure per loro. Per guarire Birillo, però, i suoi amici volontari hanno pensato ad una cura semplice: niente farmaci. Solo amore. Una ricetta del resto universale: vale per gli uomini (e le donne), vale per i cani.

E così, moltiplicati gli appelli su internet e attivata una specifica utenza telefonica (360 308565), hanno proposto: lo adotti qualcuno che vive nelle province di Lucca, Pistoia, Pisa o Livorno, in una zona comunque vicina a quella nella quale sgambetta la sua India, così da favorire, almeno di tanto in tanto, qualche incontro tra loro. Storia da romanzo. Resta da scrivere il finale: riusciranno un giorno Birillo e India ad abbaiare insieme felici e contenti?

Commenti

bonzino

Ven, 12/12/2014 - 10:45

Anch'io ho avuto un meticcio maschio che si è lasciato andare quando la sua amica lupa è morta. Una lunga vita di 12 anni passati insieme. Non l'ha mai lasciata sola durante gli ultimi giorni della malattia poi ha smesso di mangiare e di muoversi. Dopo 72 ore è morto nonostante tutte le cure. Gli animali hanno una sensibilità unica e una riconoscenza imparagonabile. La Lupa prima di dare l'ultimo respiro tra le mia braccia mi ha guardato con i suoi occhioni dolci colmi di lacrime come segno di ringraziamento per tutto quello che le avevo dato.

Ritratto di sekhmet

sekhmet

Ven, 12/12/2014 - 12:47

I cani hanno una mente semplice (buono, indifferente, cattivo), ma capace di intensità sconosciute all'uomo. È un vero peccato che al mondo vi siano tante persone che non fanno neanche lo sforzo di comprendere i cani e gli animali in genere, perché potrebbero arricchire molto la loro esistenza. Sekhmet.