Cannabis a chi legge. Ma Marina non ci sta: "Mai in Mondadori"

Plantasia lancia l'iniziativa nelle principali catene. Berlusconi: "Dico no da editore e madre"

Dispiaciuta come editore e come madre. Marina Berlusconi presidente di Mondadori, il principale editore e distributore italiano di libri, ha rifiutato di mettere in vendita negli store e sul web a marchio Mondadori i libri della collana «Read & Weed, Grandi autori in erba» della casa editrice Plantasia che, oltre alle pagine cartacee, contengono anche un grammo di marijuana legale. Non c'è dubbio che l'idea di marketing potrebbe anche essere vincente almeno per un certo di tipo di lettore, ma la presidente di Mondadori è stata chiara. «I volumi della casa editrice Plantasia non saranno messi in vendita nelle nostre librerie. La promozione della lettura è sempre stato per noi uno degli obiettivi più qualificanti, ma la nostra sensibilità di editori e la mia come madre, non potrebbe essere più lontana da metodi come quelli utilizzati da Plantasia».

La casa editrice, che propone in omaggio per ogni volume acquistato un grammo di canapa legale, si era rivolta a Mondadori Retail, come alle altre principali catene di librerie italiane (Feltrinelli, Amazon, Ibs) sia fisiche che online, per la distribuzione del proprio volume. I primi titoli della collana, tratti dai classici, sono significativi: Il canto dei Lotofagi de L'Odissea, un brano tratto da Alice nel paese delle meraviglie e uno da I paradisi artificiali di Baudelaire. Titoli che di per sé non sono vietati ai minori di 18 anni ma che lo diventano a causa dell'omaggio improprio.

E così dopo la fioritura, per così dire, dei cannabis shop, la canapa legalizzata cerca nuovi adepti tramite la cultura. Plantasia è comunque una società del ramo in quanto ha all'attivo, oltre ai libri, una linea distributiva di «erba» legale che rifornisce più di 10mila tabaccai.

«Un'iniziativa semplicemente folle» - ha denunciato Fratelli d'Italia che ha organizzato un flash mob davanti a Roma davanti a Feltrinelli contro lo «spaccio» in libreria.

«Siamo davvero alla follia. Utilizzare le opere dei grandi autori per promuovere la cultura dello sballo e l'uso di droghe è un atto vergognoso che deve essere fermato immediatamente» - ha detto Maria Teresa Bellucci di Fratelli d'Italia da sempre impegnata nella lotta alle dipendenze -. È l'ennesimo tentativo per favorire la legalizzazione della cannabis che si unisce alle centinaia di Cannabis Shop aperti in ogni parte d'Italia, grazie ad una legge approvata dal Pd, sostenuta dal movimento 5S che vede la complicità della Lega nel non chiudere tali negozi, per buona pace del Contratto di governo». L'esponente di Fratelli d'Italia diffida l'ideatore dell'iniziativa e socio della casa editrice Francesco de Figueiredo che però ha tenuto a puntualizzare che «la nostra cannabis non supera lo 0,2 di THC (uno dei componenti attivi della cannabis) che è la nuova soglia prevista nella proposta di Fratelli d'Italia».

Secondo Bellucci però questa affermazione non corrisponde al vero perchè «il nostro partito è per l'assoluto divieto di vendita della cannabis per uso ricreativo. Preoccupato per l'azione di marketing definita «scorretta, pericolosa e diseducativa» anche Luciano Squillaci presidente della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (Fict).

«I dati ufficiali - ha detto - certificano che negli ultimi 7 anni c'è stato un aumento di consumatori di cannabis del 30%. Ma forse non interessano mentre io sono preoccupato dal fatto che tutto ciò viene sempre più considerato come normale, compatibile, accettabile e addirittura naturale».