Cantone: "Non sono un parafulmine né una foglia di fico"

Il presidente dell'Anac chiarisce: "L'Autorità nazionale anticorruzione non si occupa né si occuperà di banche"

"Non sono un parafulmine ma un garante". Raffaele Cantone, presidente dell'Anac, intervistato dal Corriere della Sera, spiega che: "l'Autorità nazionale anticorruzione non si occupa né si occuperà di banche, così come non farà valutazioni su vicende delle quale si sta occupando l'autorità giudiziaria. Del resto, io non ho gli elementi per dare giudizi né sono un tuttologo, sebbene qualcuno voglia farmi passare per tale".

Il presidente dell'Anac ribadisce di non essere"né un parafulmine né una foglia di fico. Se ci sono problemi da risolvere ed esistono già gli strumenti a disposizione, mi pare giusto utilizzarli. Senza snaturare la funzione dell'Anac nè allargarne il campo d'azione" e anche "sull'Expo abbiamo svolto un'attività di controllo garantendo che i lavori potessero proseguire, su realtà diverse da quelle in cui si trovano oggi le banche. Per il resto abbiamo continuato a lavorare, senza sconfinamenti, sulla corruzione".

Nel caso specifico del risarcimento degli obbligazionisti delle quattro banche fallite"metteremo a disposizione la Camera arbitrale che già esiste all'interno della nostra struttura, ed è formata da personalità di assoluto valore", prosegue Cantone secondo cui "rispetto alle rivendicazioni dei privati, cioè i risparmiatori, e alla parte pubblica chiamata a pagare i risarcimenti, cioè lo Stato, ci dev'essere un terzo che decide; l'arbitro, appunto, che sarà scelto dalla nostra struttura in base a criteri che in parte bisognerà scrivere nella legge che ci affida tale compito. Ad esempio quando scattano i presupposti, e la regolarità delle procedure".

Cantone, chiarisce che l'Anticorruzione farà da garante per "la correttezza degli arbitrati, nei quali è chiamato in causa lo Stato, non le banche. Non ci occuperemo della crisi del sistema bancario, bensì di situazioni specifiche". L'arbitrato, spiega ancora Cantone, "è uno strumento che si attiva su richiesta degli interessati, e non pregiudica altri interventi. In primo luogo quello della magistratura, che andrà avanti per la sua strada, a prescindere da ciò che deciderà l'arbitro 'terzo' che noi contribuiremo a scegliere. Questo accade già con gli appalti: ogni realtà che passa dal nostro ufficio può essere oggetto di indagine da parte dell'autorità giudiziaria".

Commenti

Giovanmario

Lun, 21/12/2015 - 12:46

a roma esiste un tertium genus.. si chiama "paraculo"

Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 21/12/2015 - 14:00

Certo che per l'uomo della strada riesce difficile capire certi discorsi e cosa faccia questa misteriosa autorità, di recente costituzione, allocata in un prestigioso palazzo romano. Certamente l’inquilino è persona valida e ben scelta, però, in un sistema di governo sempre più astruso e distante dal capire popolare, mi pare giustificato che il medesimo uomo della strada resti perplesso e si faccia delle domande, specie dopo aver letto l’icastico parere espresso da “Giovanmario”: TERTIM GENUS, UN PARACULO? Ma nella specie non abbiamo già Renzi? Un inutile doppione?

Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 21/12/2015 - 14:03

Certo che per l'uomo della strada riesce difficile capire certi discorsi e cosa faccia questa misteriosa autorità, di recente costituzione, allocata in un prestigioso palazzo romano. Certamente l’inquilino è persona valida e ben scelta, però, in un sistema di governo sempre più astruso e distante dal capire popolare, mi pare giustificato che il medesimo uomo della strada resti perplesso e si faccia delle domande, specie dopo aver letto l’icastico parere espresso da “Giovanmario”: TERTIUM GENUS, UN PARACULO? Ma nella specie non abbiamo già Renzi? Un inutile doppione?