Carbonio e metano, su Marte i "mattoni della vita"

Si tratta di altri due indizi del fatto che il Pianeta Rosso milioni di anni fa poteva ospitarla

Aumentano gli indizi del fatto che Marte abbia ospitato, in un lontano passato, forme di vita. Il rover della Nasa «Curiosity», in missione sul Pianeta Rosso, ha infatti analizzato - dopo averli estratti con il trapano da sedimenti antichi di miliardi di anni - alcuni campioni di suolo trovando tracce di molecole organiche.

La scoperta è stata pubblicata su Science dal gruppo di ricercatori coordinato da Jennifer Eigenbrode. Nel cratere Gale sorgeva un antico lago che la sonda sta esplorando dal 6 agosto 2012 : qui ha rinvenuto queste molecole a base di carbonio e zolfo (nella fattispecie tiofene, 2-metiltiofene, 3-metiltiofene e solfuro dimetile) la cui origine non è comunque chiara. Potrebbe essere la testimonianza di una vita passata, oppure cibo di forme di vita esistenti, o ancora qualcos'altro.

Però Curiosity ha fatto anche un'altra scoperta fiutando con il suo il suo Tunable laser spectrometer, ossia che il metano nell'aria di Marte aumenta ciclicamente alla fine dell'estate. E il metano è un gas considerato fra le spie fondamentali dell'esistenza di forme vita.

Insomma, manca la prova regina che potrebbe essere rappresentata dagli aminoacidi che compongono il dna, ma arrivano altre conferme sul fatto che Marte ha tutte le carte in regola per aver ospitato la vita tre miliardi e mezzo di anni fa. I marziani, forse, sono esistiti davvero.