Alla Casa Bianca cancellata la cena di fine Ramadan

Washington Con Donald Trump finisce la tradizione, inaugurata da Bill Clinton e proseguita da George W. Bush e da Barack Obama, di celebrare alla Casa Bianca la festa dell'Eid al-Fitr che (da ieri) segna la fine del mese sacro per i musulmani del Ramadan in cui non si può toccare cibo o bere dall'alba al tramonto. Coerentemente con l'atteggiamento anti-islamico ostentato in campagna elettorale, Trump ha deciso che la celebrazione non si terrà. Il presidente si barcamena così tra le necessità della gestione della politica internazionale e l'immagine che vuole dare di sé ai suoi sostenitori della «America profonda»: da una parte intesse rapporti sempre più stretti con il regime oscurantista islamico dell'Arabia Saudita, dall'altra interrompe alla Casa Bianca una tradizione facilmente accusabile di eccessiva familiarità con il mondo musulmano.

Il San Francisco Gate, che riporta la notizia, spiega che una cena per celebrare l'Iftar (che nella tradizione islamica è la cena che rompe il digiuno alla fine del mese del Ramadan) fu offerta per la prima volta alla Casa Bianca nel lontano 1805 dall'allora presidente Thomas Jefferson ai vertici del Congresso per accogliere l'inviato tunisino a Washington, Sidi Soliman Mellimelli. Erano gli anni del conflitto che vedeva i militari Usa confrontarsi fuori dal suolo americano per la prima volta nella I Guerra Barbaresca, combattuta contro le potenze nordafricane del sultanato del Marocco, e le reggenze di Tripoli, Algeri e Tunisi, emanazione dell'Impero ottomano. In quell'anno la marina degli Stati Uniti aveva bombardato dal Mediterraneo la città di Tripoli, come poi avrebbe fatto nel 1986 Ronald Reagan: corsi e ricorsi della Storia.