Per la Cgia di Mestre solo la Spagna ha fatto peggio Dal 2004 aumenti record su acqua (+79,5%) e rifiuti

Roma Cara, anzi carissima Italia. Il Belpaese offre ai cittadini i rincari maggiori nell'area delle tariffe pubbliche: acqua, rifiuti energia elettrica, trasporti ferroviari e urbani.

E la ciliegina sulla torta sono gli aumenti delle tariffe autostradali che a quanto pare non sono bastati visto che per il 2015 sono pronti nuovi rincari per i pedaggi come vuole la consuetudine che prevede una tradizionale stangata nel periodo delle feste a cavallo tra fine ed inizio anno. In alcuni casi come per la Roma-Pescara l'ipotesi di aumento è di un euro e 60 in più.

I primi conti li ha fatti la Cgia di Mestre. Tra il 2010 ed il 2014 soltanto la Spagna ha fatto peggio con un aumento medio del 23,7 per cento. Mentre la media europea è stata dell'11,8 l'Italia ha registrato un bel 19,1. Con il passaggio dalla Tares alla Tari l'aumento è stato pari al 12,2 anche se l'inflazione è salita soltanto dello 0,3.

In generale negli ultimi 10 anni se l'inflazione è salita del 20,5 i costi invece sono balzati, ingiustificatamente, alle stelle: più 79,5 per l'acqua, più 70,8 per i rifiuti, più 48,2 per l'energia elettrica. I pedaggi autostradali sono aumentati del 46,5 ma come già detto non basterà. E ancora i trasporti ferroviari più 46,3, il servizio taxi 31,6 e i servizi postali 27,9.

Il segretario della Cgia, Giuseppe Bertolussi, sottolinea come questi rincari non corrispondano assolutamente ad un miglioramento dei servizi. «Oggi siamo chiamati a pagare di più ma la qualità dei servizi resi non ha subito miglioramenti - dice Bertolussi- Speriamo che con la riduzione del prezzo del petrolio registrata in questi ultimi mesi l'anno venturo ci porti una riduzione delle tariffe». La Cgia sottolinea l'iniquità del rincaro delle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti, inspiegabile visto che a causa della crisi è diminuita la quantità di spazzatura prodotta.

Le associazioni del consumatori, Codacons e Federconsumatori, fanno invece i conti in tasca alle famiglie. Gli aumenti delle tariffe sono costati mediamente 324 euro a famiglia nel 2014, puntualizza il Codacons. Soltanto i rifiuti sono costati 15 euro in più per nucleo familiare. Ai rincari indicati dalla Cgia di Mestre si aggiungono quelli delle mense e delle rette scolastiche, più o meno 48 euro all'anno. Il costo del gas è calato del 6 per cento e anche quello delle assicurazioni per l'auto, sceso di 8 euro. Le previsioni per il futuro poi sono ancora più nere. Federconsumatori ed Adusbef prevedono un'ulteriore stangata nel 2015 che succhierà 677 euro in più a famiglia. Per le associazioni dei consumatori gli aumenti previsti per il prossimo anno hanno «una connotazione estremamente speculativa o derivante da inefficenze di sistema o ancora peggio sotto pressione politiche di lobby (come autostrade)». I consumatori temono soprattutto gli incrementi delle tasse addizionali locali, calcolati in circa 142 euro. Infine lo spettro dell'adeguamento al 3,3 della Tasi che comporterebbe un maggiore esborso per famiglia pari a 135 euro. Per gli annunciati aumenti dei pedaggi i consumatori hanno già fatto richiesta di una moratoria.

Commenti

Gianfranco Rebesani

Dom, 28/12/2014 - 23:21

Solo un particolare. La Spagna ha aumentato i prezzi di tre punti rispetto a noi,ha chiesto altri notevoli sacrifici alla popolazione, ma come contropartita si può oggi affermare che è quasi del tutto fuori dalla crisi.L'italia invece, ha continuato a impoverirsi e, malgrado le cifre "annunciate" dall'imbonitore Matteo, disoccupazione e deficit dello Stato continuano a crescere e il PIL a diminuire. E' finito il tempo in cui si guardava alla Spagna quasi con compatimento.