Chi è Giovanni Lo Sciuto, capo della loggia segreta scoperta a Castelvetrano

Lo Sciuto era stato eletto deputato regionale nel 2012 e aveva preso parte alla Commissione antimafia

È accusato di essere il capo della loggia segreta scoperta a Castelvetrano questa mattina, a termine dell'operazione "Artemisia", che ha portato all'arresto di 27 tra politici, poliziotti e massoni, ritenuti parte di un'organizzazione segreta "capace di condizionare la politica e la burocrazia". Gli inquirenti sostengono che fosse Giovanni Lo Sciuto, medico 56 anni, a gestire questa "macchina di potere".

Lo Sciuto avrebbe costruito un sistema clientelare, grazie al quale riusciva ad ottenere pacchetti di voti, in cambio di favori, godendo dell'appoggio di massoni, professionisti, poliziotti e altri politici, che assecondavano le sue richieste, in cambio di denaro o "regali".

L'ex deputato regionale siciliano, in carica fino al 2017, aveva fatto parte, nella scorsa legislatura, della Commissione d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia, la speciale commissione dell'Assemblea regionale siciliana. Nel 2012 era stato eletto deputato alle regionali in provincia di Trapani, nella lista Mps-Partito dei siciliani. In occasione dell'elezione aveva spiegato la sua volontà di far parte della Commissione antimafia: "Cercherò di essere la sentinella alla Regione per l'intera provincia di Trapani e per Castelvetrano in particolare".

In passato, però, Lo Sciuto era più volte finito nei rapporti antimafia della provincia di Trapani e a suo carico si era svolto anche un processo, per un presunto giro losco nel campo del cablaggio. Il giudice, però, aveva deciso per la sua assoluzione.

Dal 2012 al 2017 aveva fatto parte anche della Commissione cultura, formazione e lavoro, al cui incarico aveva rinunciato quando era stato eletto nell'antimafia.

Dalle indagini, inoltre, è emerso che Lo Sciuto avrebbe "governato tramite il sindaco Errante e il vice sindaco Chiofalo dal 2012 al 2017". In seguito "raggiungeva un accordo con l'ex rivale politico Luciano Perricone, raggiunto da misura cautelare degli arresti domiciliari, finalizzato alla elezione del predetto alla carica di sindaco in occasione delle elezioni del 2017 (non tenutesi in considerazione del sopravvenuto commissariamento del Comune)".