Chi è rimasto senza armi e senza penne

Salvini ha esaurito le munizioni della caccia all'immigrato clandestino e le polveri sono bagnate. Davanti a lui si erge uno schieramento con cui non sa vincere perché la destra italiana che lui rappresenta non è ideologica, mentre la sinistra è soltanto ideologica e, come ricordava ieri Sgarbi, non ha problemi a bruciare libri come Hitler e impedire ai cervelli nemici di pensare, come faceva Mussolini con Gramsci. Salvini perde se seguita con il «non me ne frega niente di fascisti e comunisti», perché non ha più crociate da vincere. È aggrappato alla bandiera della flat tax ma Di Maio lo umilia con condiscendenza: «Vedremo...». Salvini non è più lo stesso trascinatore di folle perché perde dove era fortissimo: sul terreno mediatico. Valga l'orrida vicenda del Salone di Torino, che ha ricompattato nei riti dell'antifascismo liturgico la sinistra aggrappata a questo rottame e l'estrema destra di Casa Pound che festeggia Babbo Natale. L'unico che non vince è il carismatico leghista-sovranista che perde pezzi di borghesia del Nord e cede punti al parassitismo di cittadinanza. Bossi l'aveva capita e non lasciava a nessuno il monopolio dell'antifascismo rituale. Il fatto è che mentre i Cinque Stelle nel loro orrore cavernicolo hanno una strategia, Salvini si è chiuso in una gabbia per canarini e perde le penne. La ciambella di salvataggio è ovvia: riaprire il centrodestra di governo, ma alla svelta perché il tempo gioca contro.

Commenti

Giorgio5819

Sab, 11/05/2019 - 09:51

Apprezzabile discorso, egr. Guzzanti, sarebbe utile, però, un sostegno istituzionale più chiaro per un ministro dell'Interno che sta ottenendo risultati ma che non trova alcun appoggio da cariche sopra di lui. Mai un intervento sulle porcate fatte contro Salvini e gli italiani, solo zerbinaggio verso gli sproloqui e le castronerie dei sinistrorsi 5 stelle... . Cordialità.