Chikungunya, un caso nelle Marche

Contagiato un uomo di Castelplanio: era stato in vacanza nel Lazio

Tiziana Paolocci

Roma Indossare vestiti lunghi, usare repellenti, «schermare» porte e finestre e dormire con il letto coperto da zanzariere. Anzio e le zone sud-est di Roma come Zanzibar e il Madagascar. L'Oms ieri ha diffuso le precauzioni che deve prendere chi si «reca in questa parte d'Italia».

Se in Africa a far paura è la malaria, nella Capitale spaventa l'epidemia di Chikungunya. Le persone contagiate nel Lazio fino ad oggi sono 47, alle quali si aggiunge un altro caso, registrato a Castelplanio, in provincia di Ancona. Un paziente di 65 anni è risultato positivo agli esami effettuati presso il centro di riferimento regionale di virologia dell'azienda ospedali riuniti di Torrette. L'uomo aveva soggiornato per tre settimane in una città del Lazio, dove si sono registrati altri episodi. Era rientrato nelle Marche i primi giorni di settembre e si era sentito male. A quel punto, era stato ricoverato nell'ospedale di Fabriano. I medici aveva sospettato subito che si trattasse di Chikungunya, perché aveva febbre molto alta, forti dolori muscolari ed articolari. Curato, è stato dimesso.

Questa malattia, benigna nella prognosi, si trasmette tramite la puntura di zanzare che si sono infettate pungendo il malato, ma non da individuo ad individuo. Per questo motivo il ministero della Salute raccomanda, in via cautelativa, di sottoporre a disinfestazione le zone circostanti il luogo abituale di soggiorno della persona malata. Anche il Dipartimento di Prevenzione dell'Asl marchigiana ha chiesto ai Comuni di Castelplanio e Fabriano di agire in tal senso.

Il centro di riferimento entomologico dell'istituto zooprofilattico Umbria Marche, invece, è stato attivato per effettuare la «cattura» di eventuali zanzare adulte e verificare i focolai larvali, in modo da monitorare la presenza di questi insetti.

La popolazione, che non corre rischi particolari, verrà comunque avvertita dai sindaci, che spiegheranno via via le procedure di disinfestazione messe in atto. Ma la diffusione dell'epidemia va bloccata da dove è nata. «Chiediamo al governatore del Lazio Nicola Zingaretti - ha sottolinea Vincenza Labriola, deputata Fi - di prevedere una disinfestazione straordinaria. Auspichiamo, inoltre, per il futuro della Capitale che la sindaca Virginia Raggi si svegli e agisca per il bene della comunità e non aspetti che le situazioni sfuggano di mano per dare, poi, la colpa a quella oquest'altra amministrazione».