Chiudete Malpensa per manifesta inferiorità

L'ultima sera di agosto il terminal è andato nel caos per il cambio turno dei dipendenti. L'annuncio choc: "Non si può scendere dall'aereo, decolliamo per Linate". Ed è rivolta

Fino a quando uno non prova che cosa sia diventato l'aeroporto Malpensa non può capire. Poi però succede. È successo domenica sera, in un giorno che tutti sapevano che sarebbe stato difficile. Lo sapevo pure io, ma non immaginavo così. Questa è la cronistoria di una serata di disagi, di disservizi, di indecenze. Il volo era il Bari-Linate delle 21. Domenica 31 agosto, collegamento tra l'aeroporto di una zona turistica del Sud e la grande metropoli del Nord. Caos. Volo colmo, stracolmo, così colmo che tre giorni prima al momento della prenotazione c'erano 3 posti liberi e basta. Tre posti a tariffa piena: 413 euro. Con la stessa cifra, se prenoti per tempo, vai a New York. Fa male, fa rabbia, ma con chi te la prendi? È il mercato. Ci speculano, ti spennano perché non hai alternative, ma oltre alla rabbia non puoi andare. Quindi vabbè. La partenza alle 21 è posticipata alle 21.25, così dice il monitor. All'ora indicata per la partenza in realtà comincia l'imbarco, per il decollo ci vogliono altri 20 minuti. Il ritardo totale è di 45 minuti. Accetti anche questo: se scegli di partire in una delle cinque date più affollate dell'anno lo devi mettere in conto.

Il volo è tranquillo fino a quando il comandante annuncia che stiamo cominciando a scendere verso Milano Linate: «Tra 20 minuti circa atterreremo», è la frase standard. Ne passano meno di cinque e il comandante prende la parola di nuovo: «Su Linate è in corso un violento temporale e così anche lungo la rotta che ci porterebbe verso l'aeroporto. Siamo a 60 chilometri dalla destinazione: siamo costretti a girare su noi stessi, in attesa che il maltempo passi e ci venga autorizzato l'atterraggio. Stiamo anche valutando l'ipotesi di dirottamento verso un altro aeroporto. Malpensa. La gente si lamenta e ti viene da pensare che siano tutti matti: se non si può atterrare non è mica colpa del comandante. Lui lo fa per la sicurezza dei passeggeri: non si passa dentro un temporale, lo sanno tutti. Giriamo su noi stessi per 42 minuti, poi il comandante riprende il microfono: «Non possiamo più aspettare, perché il carburante sta per esaurirsi, a Linate è ancora impossibile atterrare, andiamo a Malpensa». Il brusio ora è più forte e non si continua a capire il perché: è vero, Linate è più comodo, anzi Linate è comodo, Malpensa no. Però vale il discorso di prima: bisogna atterrare, punto.

Scendiamo, tocchiamo terra, accendiamo il cellulare: chi avverte i parenti e amici che erano venuti a prenderli a Linate, chi controlla gli orari del treno che ti porta in città. Dici: vabbè, è andata male, ma è colpa di nessuno. Invece non è finita, anzi comincia tutto ora. Perché siamo fermi sulla pista dell'aeroporto che avrebbe dovuto essere il centro dei trasporti italiano, un hub dicevano, uno scalo internazionale. Sono le 23.27 dell'ultima domenica di rientro dalle vacanze italiane e siamo soli. Riparla il comandante: «Ci informano che a mezzanotte c'è un cambio turno del personale Sea (la società degli aeroporti milanesi), fino a quel momento non possono venire a prenderci con gli autobus». A parte che se questo fosse davvero un aeroporto internazionale, ci sarebbero i finger: quei bracci che collegano direttamente gli aeroplani all'aerostazione. Invece siamo ancora con gli autobus, come negli anni Ottanta, come a Kinshasa, anzi no, perché probabilmente a Kinshasa i finger ci sono. Siamo ostaggi di un cambio turno: capito? Evidentemente se quelli che dovrebbero finire a mezzanotte ci venissero a recuperare sforerebbero la mezzanotte e non vogliono, oppure qualcuno glielo impedisce per non pagare gli straordinari. Aspettiamo. Mezzanotte arriva: niente. Mezzanotte e un quarto: niente. Mezzanotte e venti: niente. La gente a bordo si spazientisce. Si capisce che Malpensa non è in grado di gestire l'emergenza di un volo da meno di 200 passeggeri. Devono essere in tilt. Intanto siamo fermi in mezzo al nulla: imprigionati in un aereo. C'è una ragazza incinta che non ce la fa più. Ci sono bambini distrutti dalla stanchezza. Le hostess sono pietrificate, non sanno che dire, non sanno nulla. Ora ci chiedono di stare seduti con le cinture slacciate, però. Parla il comandante. «Allora, stiamo facendo carburante. Appena le condizioni meteo su Linate tornano accettabili ripartiamo da qui e atterriamo lì, nella nostra destinazione originaria. Ci vorrà almeno mezz'ora, però, prima di partire». Cosa? Una follia: siamo atterrati a Malpensa perché non si poteva atterrare a Linate e ora dobbiamo tornare lì, in volo con un aereo da 200 passeggeri per 51 chilometri. Non c'è logica, se non quella che si capisce presto: a Malpensa non ci sono le condizioni per far sbarcare passeggeri e bagagli, non sono in grado di «fornire assistenza» è il linguaggio tecnico. Adesso metà aereo si ribella: hanno fatto arrivare a Malpensa i parenti e gli amici che erano in attesa a Linate, ora che dovrebbero fare, farli tornare indietro? E poi significherebbe ancora un'ora e passa di attesa. Ecco la soluzione geniale: chi vuole può scendere a Malpensa, ma i bagagli restano a bordo perché il volo parte per Linate e qui non c'è nessuno che li porti a terra. Siamo a metà tra il pazzesco e il comico. S'è fatta mezzanotte e quaranta. Decido: scendo. Il bagaglio? Parlo col comandante, dice che o posso provare il giorno dopo a recuperarlo a Linate oppure mi sarà spedito a casa, ma lui non sa dire quando. Ho deciso di scendere comunque, perché non riuscirei a tornare indietro al mio posto, c'è troppa gente in piedi che chiede di scendere e uscire. Vado a terra, siamo in quaranta circa. Montiamo sul bus, arriviamo nell'aerostazione e lì capiamo tutto: Malpensa non esiste. Dopo le 21.30 è tutto chiuso. L'aeroporto internazionale è una casa stregata. I tabelloni chiariscono tutto: l'ultimo volo in partenza è alle 23.30, l'ultimo in arrivo è alle 23.30. Quindi chi lo gestisce lascia un presidio e basta. Le emergenze non si possono gestire, anche in uno dei cinque giorni più difficili per il trasporto di tutto l'anno. Poi qualcuno si chiede perché gli arabi di Etihad hanno preso Alitalia, ma sono interessati a Malpensa solo per i cargo. Perché la verità è che non è uno scalo internazionale, è poco più che un posto dimenticato dagli uomini e dai passeggeri. Vuoto, deprimente, modesto. A pochi minuti dall'una di notte ci sono sette taxi. I treni verso la città ricominceranno a circolare alle dopo le 5.43. E questo dovrebbe essere il luogo dal quale transiteranno la gran parte dei 20 milioni di turisti e visitatori che si aspettano a Milano per Expo 2015? C'è da nascondersi già da ora. O da chiudere, per manifesta inferiorità.

Commenti
Ritratto di BIASINI

BIASINI

Mar, 02/09/2014 - 09:10

Ieri nel tardo pomeriggio si inceppava continuamente il nastro che doveva consegnarmi il bagaglio. Malpensa è l'emblema del disastro politico sindacale del Belpaese.

schiacciarayban

Mar, 02/09/2014 - 10:14

Malpensa è un aeroporto che quando è nato era già vecchio. Un progetto antiquato realizzato male, con in più il massimo della sindacalizzazione che ha contribuito in maniera determinante al suo insuccesso. Questo è l'emblema dell'Italia, il biglietto da visita per chi arriva dall'estero. Sindacati e bustarelle sono sempre stati la nostra rovina.

Ritratto di Farusman

Farusman

Mar, 02/09/2014 - 10:20

Bene, De Bellis, e adesso, dopo aver fatto il passeggero inc...dignato, si metta a fare il giornalista serio e non di parte e si chieda il perché: possibilmente con una inchiesta approfondita che dimostri come sia stato possibile raggiungere tali risultati in quattro anni e, già che che c'è, indichi a chiare lettere i responsabili del disastro.

Mario-64

Mar, 02/09/2014 - 10:20

Articolo incommentabile ,credo che la vera differenza fra noi e i paesi "normali" stia tutta in quelle proteste dei passeggeri che volevano scendere a tutti i costi a Linate ,nonostante il temporale. Qualunque persona con un minimo di attivita' cerebrale sarebbe grata al comandante perche' questo non vuole fargli rischiare la pelle. Gli italioti di ritorno dalle vacanze no ,pretendono di atterrare a Linate perche' ci sono "i parenti che aspettano". Fantastico. Salvo poi ,in caso di incidente ,scagliarsi come al solito contro lo Stato e pretendendo fior di risarcimenti. Qualche ora di ritardo puo' succedere ,in tutti gli aeroporti del mondo.Cosi' come gli autobus si usano in tutti gli aeroporti quando i fingers sono pieni. I problemi organizzativi del personale si risolvono ,Malpensa e' un gioiello dalpunto di vista strutturale ,provate a prendere una coincidenza a Francoforte o a Heathrow...

Coltello_Spuntato

Mar, 02/09/2014 - 10:29

E' la logica dei diritti sindacali. I cosiddetti lavoratori vengono molto prima dei clienti i quali non contano nulla, sopratutto dove c'è lo stato di mezzo. I lavoratori devono incassare il massimo, lavorare il minimo, meglio niente del tutto, e tutto il resto alla malora. Anche le donne incinte e di bambini non contano nulla, per questa gente che ha distrutto la nazione. Moriremo così, carichi di diritti e privi di doveri. Alleluia.

magnum357

Mar, 02/09/2014 - 10:32

No Biasini, Malpensa non è solo l'emblema del disastro politico sindacale del Belpaese ma fu la madre di tutte le tangenti che arrivarono ad ogni livello !! Basta sapere solo che fecero le piste di atterraggio e partenza troppo vicine cosicchè landing e take-off non possono avvenire contemporaneamente contrariamente a qualsiasi hub del mondo, amen !

giovauriem

Mar, 02/09/2014 - 10:54

peccato che a milano non ci siano più polentoni ma soltanto semoloni

ptck135

Mar, 02/09/2014 - 10:59

Strano, io a Malpensa ho visto decolli su una pista e atterraggi sull'altra contemporaneamente. Vi siete mai chiesti come mai compagnie come Emirates non facciano gestire i servizi da Sea handling?

Rossana Rossi

Mar, 02/09/2014 - 11:29

Questo squallore non è altro che l'immagine della povera Italia di oggi......che ha un premier che mangia il gelato........poveri noi!

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Mar, 02/09/2014 - 11:33

anni fa e' capitato anche a me. una bella domenica mattina sono rimasto a bordo per circa due ore perche' non arrivava l'autoscala. Esasperato, ho chiamato la Stazione dei Carabinieri della Malpensa e pochi minuti dopo siamo sbarcati. Alcuni passeggeri presero ad inveire sul personale di terra e per tutta risposta uno di loro disse ''prendetevela con Berlusconi''. Adesso va tutto bene: vado in treno a Zurigo e parto da Kloten.

silvano45

Mar, 02/09/2014 - 11:41

se si torna da un qualsiasi aeroporto anche del 3 mondo mondo e si arriva alla malpensa si stenta a credere di essere arrivati in un paese civile e industriale, disservizi, sciatteria, maleducazione e poca pulizia sono il biglietto da visita.La colpa sicuramente il sindacato che è ormai a difesa dei lavoratori che non vogliono lavorare ma in particolare dei politici e dirigenti incapaci e inetti che hanno usato malpensa come poltronificio e occasione di facili e esagerati compensi e si continua imperterriti

Coltello_Spuntato

Mar, 02/09/2014 - 12:06

@marco piccardi. Credo che, in Italia, tanti concordino col detto di quella persona che nomina. Non dimentichiamo che questa è la nazione dove le cose che vanno bene sono tutte merito di coloro che sventolano una certa bandiera, quelle cose che vanno male sono tutte colpa di B. Così se i primi organizzano uno sciopero si tratta della difesa di sacrosanti diritti. Se lo stesso sciopero, per lo stesso motivo, nella medesima città, lo organizza B. si tratta di un attentato alla costituzione. Se B. uccide due tacchini per il pranzo di Natale si tratta di un orrendo massacro. Se gli sbandieratori uccidono cento persone senza alcun motivo si tratta di una grande vittoria. Se B. tira una pernacchia a qualcuno è un grande criminale e deve essere impiccato, se gli sbandieratori affossano l'economia e rubano tutto quello che toccano devono essere perdonati, poiché si tratta di persone che hanno sbagliato. Mi fermo qui. Alleluia.

pier47

Mar, 02/09/2014 - 12:10

buongiorno, mi meraviglio che "Il Giornale"abbia dato spazio ad un articolo del genere.Non so se questo giornalista abbia un interesse particolare per scrivere questo articolo perchè ci sono cose comprensibili si, ma altre proprio no,mi sembra che di aeroporti non abbia una grande esperienza. Distinguiamo i fatti,se quel giorno,l'ultimo arrivo è alle 23,30,l'aeroporto chiude subito dopo,giusto,o si debba tenere personale e l'aeroporto attivo per un probabile ritardo di un volo?I costi?Li paga lui?In qualsiasi aeroporto è cosi',si chiude all'ultimo arrivo o partenza.Chissà perchè poi la stragrande maggioranza dei passeggeri del nord preferisce passare da Londra,Francoforte,Monaco,Amsterdam,Zurigo,piuttosto che roma.(se dobbiamo fare un paragone). Il comandante ha fatto tutto bene,la decisione era giusta. I problemi riguardanti la discesa,li'c'entrano le regole,che purtroppo in italia,le fanno i sindacati,come a fiumicino,non esente da problemi di questo tipo,le emergenze,come scrive il giornalista,non sono delle più gravi,si ricordi che il volo era diretto a Linate. L'Ethiad,è stata solo una voce quella del cargo a Malpensa,non di più .Infatti hanno fatto subito marcia indietro,se poi la voce l'ha messa in giro la compagnia. I 51 km da Linate,era la soluzione migliore visto che li',guarda caso,l'aeroporto era ancora aperto,non ci sarebbero stati problemi,la logica c'era. I finger,sono convinto che il giornalista,non abbia girato un pò il mondo,quante volte ho usato autobus e ho visto i finger inutilizzati,anche facendo le scale con in mano il bagaglio e percorrendo a piedi 100 mt sotto il temporale per arrivare all'aeromobile.I BUS ci sono anche in altri aeroporti.L'AEROPORTO ERA CHIUSO,perchè ci devono stare 1000 taxi?Perchè ci dovevano essere treni che viaggiano di notte con nessuno a bordo?COSA SCRIVE!! Non commento la questione tariffaria perchè sarebbe troppo lungo spiegare la differenza tra una tariffa piena e una superscontata,in materia è proprio ignorante,al massimo,si informi presso un'agenzia di viaggi che glielo spiegherà oppure mi chiami al telefono e lo faccio io. Malpensa è stato costruito su un progetto di 25 anni prima,questa è verità,qui la politica ha la colpa principale,ma in italia è cosi'.A Milano si continua ad aspettare,per tutto,i soldi da roma e cosi' non va mai avanti,la capite? Adesso smetto e saluto.

java

Mar, 02/09/2014 - 12:14

abbasso la sinistra e il sindacalismo sempre e comunque, ma basta un po' di obiettivita' per scoprire che il tafazzismo di questo giornalista non ha limiti. A parte qualche grosso Hub divenuto importante per mera collocazione geografica, tutti gli aeroporti chiudono dalle 23.30 alle 6 di mattina, e non e' vero che tutti gli aeroporti hanno gli sky bridge. Per quanto Milano sia la citta' piu' importante d'Italia, non ha il traffico di Londra, parigi o Monaco e quindi non puo' investire miliardi in aeroporti quando abbiamo l'economia al collasso. Mi accontenterei di puntualita' e di fermare i furti nei bagagli.

pol

Mar, 02/09/2014 - 12:46

@Giuseppe De Bellis: chiudiamo anche Linate allora. Le posso raccontare la stessa precisa esperienza fatta al contrario, con aereo che era nel corridoio di discesa su Malpensa ed e' stato il primo a non poter atterrare e ad essere dirottato su Linate, con attesa a bordo perche' dovevano contrattare per la piazzola, bus che non c'erano, ecc... rimasti a bordo per quasi un'ora con il comandante che proponeva le medesime opzioni: Malpensa, sbarco di chi vuole, sbarco di tutti con bus per Malpensa (come poi successo). Non era un giorno di ritorno dalle ferie e non era mezzanotte. Poi Linate comodo, dipende. Da dove abitano i miei genitori (comune di Milano), Malpensa e' piu' comodo. Malpensa e' in questo stato perche' hanno sempre remato tutti contro, Alitalia per rimanere a Roma come hub (ottimo, cosi' tutti i passeggeri fanno scalo all'estero), le compagnie straniere perche' da fastidio avere un hub nel nord Italia che potrebbe togliere passeggeri ai loro hub, gli amministratori locali che si sono impegnati per non completare mai le cose per tempo e secondo i costi (e farle a meta', vedi terminal 2 non collegato dal treno), i sindacati che lavorano sempre contro, gli articoli di giornale che non aspettano altro che sparare a zero su Malpensa. Teniamoci solo Linate, 8 milioni di passeggeri , 12 quando stava collassando (anzi era collassato), zero possibilita' di sviluppo essendo incastrato in mezzo a zone abitative, e i 18/20 milioni (con un potenziale notevolmente superiore) che volano su Malpensa li facciamo andare a piedi? Magari remare tutti nella stessa direzione...Malpensa e' lontano da Milano? Per un hub conta relativamente e comunque i 30/35 min sono circa quelli che ci si mette in media dai grandi aeroporti esteri per raggiungere il centro delle citta' (e i bus ci sono anche a Heatrhow, Francoforte, ...)

Il giusto

Mar, 02/09/2014 - 12:55

Siamo un paese vecchio!Siamo un paese che negli ultimi 15\20 anni è rimasto al palo!Abbiamo una rete a banda larga degna del Sudan!Abbiamo leggi vecchie ed insulse!Abbiamo una classe politica vecchia e disonesta!Ogni paragone con altri paesi occidentali è assolutamente ridicolo!!!

Ritratto di PELOBICI

PELOBICI

Mar, 02/09/2014 - 12:56

Come osa questo giornalista! Malpensa non è criticabile!, io malpenso non sarà mica un preventiva difesa, visto che prima si dava la colpa a Berlusconi e lui non c'entrava nulla, non sarà mica che adesso si dia colpa al chiacchirone, che naturalmente non c'entra nulla neppure lui?

giottin

Mar, 02/09/2014 - 14:02

Raccontateci anche delle intercettazioni di mister puffo bean quando prima delle elezioni con un non meglio specificato Mario, diceva che gli italiani sono coglioni e con gli 80 euro vinceremo le elezioni!!!!

Ritratto di Alberto43

Alberto43

Mar, 02/09/2014 - 14:10

Poco meno di 20 anni fa mi successe una cosa consimile a Fiumicino dove il volo Torino-Napoli fu dirottato causa maltempo a Capodichino... l'Italia è la stessa anche dopo vent'anni è inutile illudersi di riprendersi leccando un cono di gelato...!

timoty martin

Mar, 02/09/2014 - 14:21

Ho avuto la sfortuna di dover prendere un volo da Malpensa pochi mesi dopo la messa in funzione dell'aeroporto. Un caos incredibile: non erano ancora stati appesi i cartelli con le indicazioni per raggiungere i gates e l'addetto/a alle informazioni -certamente sindacato- era in ora da pranzo... da ore!! L'Italia va male anche per questo. Non c'è professionalità ne senso del dovere.

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Mar, 02/09/2014 - 14:24

Mandate a casa i nullafacenti e tutto si risolverà.

canaletto

Mar, 02/09/2014 - 14:24

PELANDRONI TUTTI A CASA E SUBITO. MI CHIEDO, DI CHE PARTITO SONO DIRIGENTI E LAVORATORI E QUALI LAUTI STIPENDI CI RUBANO????

adrianoniz

Mar, 02/09/2014 - 14:38

Gentile Sig. De Bellis, capisco l'arrabbiatura per un brutto rientro dalle vacanze ma le pare il caso di ammorbarci con la sua inviperita filippica circa i disservizi subiti? Il suo pezzo mi ha talmente disturbato da obbligarmi alla registrazione per commentare. Caro De Bellis, i "finger" Malpensa ci sono, e ci sono anche gli autobus. Come al glorioso Fiumicino, d'altra parte, e per rendersene conto basta leggere cosa scrive Porro proprio sulle pagine di questo quotidiano nell'articolo "Fiumicino, ecco il Paese in perenne avaria". Le dirò di più, visto che pare lei non abbia viaggiato molto: anche all'estero, perfino nel ricchissimo Medio Oriente, alcuni voli non vengono serviti dai finger ma dagli autobus: forse non esistono aeroporti internazionali, forse è stata tutta una invenzione! Chissà, come dubitare d'altra parte della sua ineccepibile analisi, del suo confronto su un piano squisitamente tecnico con l'aeroporto di Kinshasa? Passata l'arrabbiatura per questo brusco ritorno alla realtà, invece di accusare un aeroporto che è un oggetto e come tale non può avere colpe, si chieda, indaghi e redarguisca chi, potendo decidere, ha deciso di condurlo a questo livello, chi ha deciso, con l'Expo in arrivo, di scegliere come hub Fiumicino, chi non si impegna per trasformare l'aeroporto di Milano in uno scalo pienamente funzionante. Perchè, come dice lei, Linate sarà anche comodo ma ci atterrano solo gli aeroplanini che i milanesi usano per andare a fare la vacanzina in puglia e non i grossi jet passeggeri di ultima generazione, dunque o si risolvono i problemi di Malpensa o si dice che a Milano i voli intercontinentali non interessano, che ci basta Roma e poi i turisti li portiamo col Freccia Rossa. Lei se la sente di dire una sciocchezza simile? Ecco, allora faccia il suo mestiere e scriva inchieste, non lamentele per il suo scomodo rientro dalle ferie.

AG485151

Mar, 02/09/2014 - 15:23

Questo articolo dice che chi l'ha scritto vola molto poco e solo tra Milano e Roma .

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Mar, 02/09/2014 - 15:42

ho letto un paio di commenti che mi hanno convinto: l'areoporto della malpensa funziona benissimo e che quanto riportato dal Sig. de Bellis non e' altro che l'applicazione delle regole e del buon senso...va bene, sara' cosi' , ma io continuo a volare da Zurigo.

Ritratto di stenos

stenos

Mar, 02/09/2014 - 16:29

Ah si? Prova ad andare a Fiumicino. La regna l'efficenza.

Boxster65

Mar, 02/09/2014 - 16:30

Beato il giornalista che può permettersi di denunciare pubblicamente i problemi personali (gli altri 200 se lo sono presi nel lisca e chiuso lì). La situazione di Malpensa è lo specchio della decadenza della Repubblica delle Banane! Aeroporto fallito in Paese delle Banane fallito.

rokko

Mar, 02/09/2014 - 17:53

Mario-64, i responsabili quindi sarebbero i passeggeri dell'aereo ? Nel grosso dei commenti si addossa la responsabilità di disservizi allucinanti come qullo descritto nell'articolo interamente ai sindacati. Bene, vi comunico che vi sbagliate: la responsabilità è di tutti. Certo, i sindacati, perché difendono i nullafacenti e pretendono che lavoro e retribuzione siano due parametri indipendenti dal servizio. Ma non dimentichiamo che a decidere che tipo di attività debba essere fatta a Malpensa dopo le 23:30 non sono certo i sindacati; che a richieste assurde dei sindacati si può sempre rispondere fermamente di no, se solo si avesse un minimo di voglia di far funzionare le cose; che la scelta di non affidare i servizi di gestione dell'aeroporto secondo le norme europee (gare trasparenti, in regime di concorrenza) è della politica, non dei sindacati. Eccetera eccetera eccetera. Ma mi raccomando, la colpa è dei sindacati.

macchiapam

Mar, 02/09/2014 - 18:03

Che Malpensa fosse una cazzata lo si era visto fin dall'inizio: è stato un progetto volto soltanto a dare immagine ai politici che lo hanno voluto. Lo hub internazionale? Evvia: è bastato frequentarne gli ambienti squallidi e semivuoti per capire che era tutto un fallimento. Però si è vantata la creazione di nuovi posti da lavoro, occasionalmente ricoperti da ladri o fannulloni. Ora i nodi vengono al pettine, posti di lavoro per primi. Nel frattempo, per prendere un volo intercontinentale dall'Italia è indispensabile andare a Parigi o Francoforte, e solo in qualche caso a Fiumicino. Altro che hub. I responsabili di questo disastro sono ancora al loro posto?

neta942

Mar, 02/09/2014 - 19:11

il tono di De Bellis e' senz'altro esagerato , l'aereo parte in ritardo da Bari, viene dirottato su Malpensa , perche su Linate imperversa un temporale e Malpensa sta chiudendo. Le disavvenura che gli e' capitata io l'ho vissuta al JFK , precisa identica. Ma non ci si chiede se vale la pena di avere due ereoporti a Milano. Linate non ha spazio per espandersi, malpensa ce l;ha. Ovvio che avere un aereoporto a 7 km dal centro e' comodo. Cadi dal letto e sei in aereoporto. Monaco ha chiuso il vecchio aereoporto di Riem, e il nuovo Josef Strauss e' a 40 minuti di treno.metro dal centro. Il nuovo aereoporto e' spettacolare. Chiudere Linate, potenziare malpensa anche con collegamenti veloci e frequenti con Milano. Penso se ne avvantaggerebbero in tanti

Pelican 49

Mar, 02/09/2014 - 19:44

Malpensa non è un disatro ....semplicemente è l'Italia di oggi. Quando funzionava (si fa per dire) da Hub era un'impresa arrivarci, ora che non serve più a niente ci faranno arrivare il treno veloce!! Ma per andare dove?

bruno.amoroso

Mar, 02/09/2014 - 20:01

pier47: commento troppo intelligente per questa platea di bananas che l'unica cosa che riesce a dire è "morte ai sindacati". peggio di loro solo i milanesi medi che pretendevano di atterrare a Linate col temporale, me li immagino perfettamente e irritantemente

bruno.amoroso

Mar, 02/09/2014 - 20:07

per inciso, sono tornato da poco da Dubai. Anche lì sbarco con l'autobus (che vuol dire un escursione termica di 20° fra l'interno e l'esterno dell'aereo), aeroporto chiuso di notte, metro ferma dalle 23 e pochi taxi in giro. E siamo in un posto dove i soldi li usano come tovaglioli a tavola. Questo articolo e questo "giornalista" sono degni di questo pezzo di carta igienica

Linucs

Mar, 02/09/2014 - 20:55

Il problema è dei sindacati, dei dirigenti, dell'aeroporto, un po' di tutti insomma, perché tutti fanno parte dell'italietta cialtrona, piagnona lurida e sciatta che non merita altro che questo, e la puzza di comunismo e piscio in ogni angolo.

Nietto

Mer, 03/09/2014 - 00:58

Parto spessisimo da Malpensa e disservizi non ne ho mai avuti. Purtroppo a causa di giornalisti come De Bellis Linate è ancora aperto, prima causa della mancanza di voli diretti per il mondo a motivo della frammentazione del traffico su due aeroporti anzichè la concentrazione su di uno solo. Se il traffico fosse concentrato su di un solo aeroporto come a Francoforte Monaco o Zurigo ne guadagnerebbe L utenza in termine di voli e destinazioni e si eliminerebbero questi disservizi lamentati dal giornalista

klemmax

Mer, 03/09/2014 - 01:48

La inviterei, passata la rabbia a riflettere più attentamente sui motivi di un simile accadimento. Se da un lato sporcizia, degrado e malcostume non hanno giustificazione, dall'altro quest'ultimo, molto italiano, sospetto sia tra i principali responsabili delle sue disavventure (secondo solo al maltempo). Da italiani siamo i migliori a pretendere tutti i diritti e gisustificare per noi le mancanze nei doveri; se gli areoporti chiudono alle 23.30 il motivo non richiede un luminare per essere indovinato... i residenti (tra i quali chi ha comprato ad ottimi prezzi perchè c'era l'areoporto) a torto o ragione si lamentano poi per l'inquinamento acustico dei voli, e qualche politico locale pensa di cavalcare il malcontento promettendo se eletto di ridurre gli orari, imponendo i diritti di pochi sopra gli interessi nazionali. Quando imponi la chiusura alle 23.30 i servizi accessori dopo tale ora chi dovrebbe sostenerli senza prospettive di guadagno? Un onlus i cui volontari offrono servizio (Immagino sappia che segna guadagno non c'è stipendio)? Stessa cosa sui finger: a tutti piace il volo low cost, ma low cost significa anche rinunciare ai servizi, ed il vettore, che lo fa a scopo di lucro, cerca di comprare i servizi meno costosi - rinunciare dove può ai servizi che l'areoporto fa pagare (assegnazione del posto) - io mi sono informato ma credo che a questo punto anche lei sia in grado di indovinare fra finger (che obbliga la postazione di posteggio, personale di manovra del finger, ecc..) e autobus quale costi di più al vettore.

Silvano Poma

Mer, 03/09/2014 - 12:19

Lasciatemi dire: veramente un brutto articolo! Scritto d'impulso da una persona seccata, comprensibile in un passeggero comune, non in chi fa' di professione l'informatore. Non sono state affrontate le motivazioni reali (voli aggiunti su malpensa all'ultimo momento, cambio di gestione dei servizi aeroportuali), si sono scaricate tutte le responabilità sulla SEA quando probabilmente erano della Compagnia aerea (magari l'Alitalia). SEmbra si sia voluto colpire Malpensa che già ha dovuto e continua a subire attacchi da ogni dove. Infine i disguidi in aeroporti sono comunissimi, mia nipote l'altro ieri a perso tutte le coincidenze negli USA per un ritardo non giustificato (ai passeggeri non è stata data alcuna spiegazione) all'Aeroporto di NewYork; quindi bisogna chiedere anche questo aeroporto?