La Cina realizza la fusione nucleare dei record: per cento secondi prodotta l'energia del futuro

Milioni di gradi come in una stella. Il futuro: niente scorie e corrente perpetua

Difficile prevedere come varierà la popolazione a livello mondiale, ma è certo che se aumenterà sarà fondamentale essere in grado di sviluppare nuove forme di energia per soddisfare le esigenze di tutti. Carbone e petrolio stanno finendo e le rinnovabili fanno fatica a decollare. Ecco perché l'attenzione degli scienziati è rivolta all'ipotesi di fare avvenire sul nostro pianeta, quel che accade normalmente nel cuore delle stelle. La fusione nucleare è un processo che consente la produzione di immani quantitativi di energia ma avviene solo a temperature elevatissime. Appunto, nel cuore di una stella, dove si arriva ai milioni di gradi centigradi. L'alternativa sono centri di produzione energetica come l'Iter francese (da International Thermonuclear Experimental Reactor) che promette di arrivare a tanto entro il 2030. Oggi, però, abbiamo già ottenuto un bellissimo risultato: un processo energetico di fusione nucleare che si è protratto per cento secondi. Non in Francia, dove Iter vedrà la luce, ma in Cina, a Hefei, città a est del Paese. «Perché il costo del progetto è esorbitante - dice Bernard Bigot, direttore generale di Iter - e non può prescindere dalla collaborazione fra molti paesi».

In Cina è già da un po' che si effettuano esperimenti per poter avviare la fusione nucleare in Europa. È infatti in azione il reattore sperimentare East (Experimental Advanced Superconducting Tokamak), una sorta di «sole artificiale», tarato per raggiungere temperature estreme, impossibili da sostenere per le dinamiche terrestri. Lo scorso novembre il primo importante step: con il raggiungimento di una temperatura di cento milioni di gradi. Ora il traguardo di essere riusciti a prolungare questa condizione per più di un minuto e mezzo. Record, e grandi prospettive per il futuro: «Con questa macchina straordinaria, speriamo di contribuire in modo determinante allo sviluppo del primo impianto per l'energia nucleare derivante dalla fusione», racconta Song Yuntao, fra i leader del progetto East. Siamo solo all'inizio. Perché, costi a parte, la finalità è quella di arrivare a 150 milioni di gradi per un tempo indefinitamente lungo. Sennò l'energia non arriva. Ma è questa, senza dubbio, la strada da seguire. E per il 2025 potremmo davvero essere a buon punto; in Cina, ma anche nel reattore di Saint-Paul-lès-Durance. In Francia si arriverebbe così a imitare quel che accade normalmente negli astri, e che non ha nulla a che vedere con la fissione nucleare, se non per il coinvolgimento di specifiche realtà atomiche.

Con la fusione si mira, di fatto, a fondere i nuclei dell'elemento più leggero, l'idrogeno, per ottenere atomi di elio, neutrini e soprattutto energia. Mentre la fissione opera al contrario, coinvolgendo atomi molto pesanti che vengono bombardati producendo energia. Le stelle funzionano con la fusione e quando avranno bruciato tutto l'idrogeno finiranno per fondere gli elementi via via più pesanti, fino al ferro, forse. La nostra stella ci offre l'esempio più esplicito, dove ogni secondo 600 milioni di tonnellate di idrogeno vengono trasformate in 596 milioni di tonnellate di elio: e come predicò Einstein per il rapporto massa/energia si avrebbero pertanto quattro tonnellate di massa tradotte in energia pura. Perché la fusione nucleare? Perché è molto più sicura e redditizia della fissione. Non si correrebbero rischi come quelli di Chernobyl; e in caso di malfunzionamento della centrale il processo si esaurirebbe da solo, senza impattare sull'ambiente. Non ci sarebbero gas serra, né scorie radioattive. Fra pochi anni la risposta definitiva che potrebbe rivoluzionare il cammino del genere umano.

Commenti
Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mar, 30/04/2019 - 09:38

Quando la Fusione "a caldo",diventerà realtà quotidiana,ALLORA si potrà parlare di "auto elettriche"(se nel frattempo avremo trovato un diverso sistema per immagazzinare l'energia)!Parlarne OGGI,è una colossale BIDONATA!

rokko

Mar, 30/04/2019 - 10:33

Zagovian, sono d'accordo con lei. Anche se (almeno questa è la mia idea), nemmeno con la fusione a caldo l'auto elettrica sarà una realtà, a causa del problema delle batterie. Occorrerà trovare nuovi modi per "immagazzinare" energia, quali ad esempio sintetizzare idrogeno o altri carburanti puliti da bruciare in loco.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mar, 30/04/2019 - 10:55

cosa ne pensa il gringo guerrafondaio?

il veniero

Mar, 30/04/2019 - 12:21

il popolo etreopilotato non cpisce che l'unica vera priorità è L'ENERGIA. I cinesi investono su questo . L'energia a basso costo e non inquinante è l'unica possibilità di sopravvivenza del nostro modo di vivere .

maxmado

Mar, 30/04/2019 - 13:24

Scusate l'ignoranza, ma a me hanno sempre detto che il rendimento di una qualsiasi macchina è minore di 1, cioè traducendo, non è che dovremo mettere talmente tanta energia per portare la temperatura a 150 milioni di gradi che alla fine quella che si produrrà dalla fusione sarà sempre minore di quella che dovremo dare per innescarla e/o mantenerla?

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 30/04/2019 - 14:00

Accendere una stella in giardino, potrebbe anche essere il minore dei problemi, il vero problema sarebbe poi spegnerla. Ovvero superata la massa critica tale "stella" potrebbe auto-alimentarsi e... Chi la ferma più?

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 30/04/2019 - 14:21

Si potrebbero costruire dei sottomarini da ancorare dove ci sono forti correnti marine, per esempio nello stretto di Messina, con eliche calettate su generatori, onde produrre energia elettrica. Appositi cavi sottomarini porterebbero la corrente sulla terraferma. Il tutto praticamente senza impatto ambientale... fatta salva la segnalazione sul Portolano per il divieto di navigazione e di ancoraggio.

Ritratto di MaurizioR

MaurizioR

Mar, 30/04/2019 - 14:29

@maxmado. Non sbagli in teoria. Il problema attuale della fusione è di questo tipo: occorre più energia per attivarla di quanta si riesca a produrre. Però va detto che ci si sta avvicinando alla parità ed è legittimo attendersi che alla fine si potrà ottenere un avanzo energetico da convertire in elettricità. Ma non è vero che non ci sia il problema delle radiazioni. Infatti durante la reazione vengono emessi dei neutroni che non devono assolutamente uscire. Poi questi neutroni causano radioattività indotta nei materiali che li assorbono e per finire questi materiali, tra cui gli acciai, vengono resi fragili rendendo il reattore inservibile dopo poco tempo. Se nella fusione occorre usare il Trizio (isotopo pesante dell'Idrogeno) occorre produrlo ed è pericolosissimo anche lui per la radioattività. La strada per la fusione è lunga e costosissima e, come sostiene Freeman Dyson, forse è anche senza uscita.