Colpo di spada di Marin: ginnastica fatta da esperti

Fabrizio Boschi

Un bel colpo di spada e la legge va. Lui che è da sempre abituato alle vittorie, anche in Parlamento ne ha conquistata una bella grossa. A 23 anni dalla vittoria della coppa del mondo di sciabola, Marco Marin, oggi deputato di Forza Italia, ha portato a casa una legge (ha ricevuto il plauso anche del ministro dell'Istruzione Marco Bussetti) che permette a professionisti laureati di insegnare educazione fisica ai bambini delle scuole primarie. La legge fino ad oggi prevede che per gli alunni da 6 a 11 anni la ginnastica venga insegnata dalle maestre che, per quanto brave siano, non hanno studiato per questo. Inoltre spesso in molte scuole non esiste nemmeno una palestra attrezzata: si prende un pallone, si butta in cortile ed fatta la ginnastica.

Adesso Marin vorrebbe che fossero i laureati Isef, ex scienze motorie, che spesso non hanno sbocchi nel mondo del lavoro, ad insegnare ai bambini delle scuole primarie (in Italia ce ne sono ben 20.178) come si fa sport. Questo permetterebbe di fare 12mila assunzioni e l'operazione costerebbe 300/400 milioni di euro a regime. «Per il momento siamo partiti con 10 milioni perché ho accettato che fosse sperimentale su 200/400 istituti - spiega l'ex schermidore Marin, vincitore di una medaglia d'oro, due d'argento ed una di bronzo nella scherma ai giochi olimpici -. I vantaggi di questa legge sono molteplici: serve alla prevenzione delle malattie e pertanto riduce la spesa sociale e sanitaria. I pediatri dicono che il 30% dei bambini sono a rischio obesità per colpa di uno stile di vita alimentare sbagliato. Ciò ricade sulla spesa sanitaria perché l'obesità determina seri problemi da adulti. Fare ginnastica in modo corretto evita problemi come il polimorfismo, insegna ai ragazzi come avvicinarsi allo sport e abitua a un corretto stile di vita».

L'aspetto importante è che questa legge è di iniziativa parlamentare: 493 voti favorevoli su 495 votanti (2 astenuti). «Questo è il giusto modo di fare opposizione - conclude Marin - nel modo che ci insegna Berlusconi. Per questo ringrazio tutto il Parlamento e tutte le forze politiche, la capogruppo Mariastella Gelmini e tutti i deputati che hanno puntato su questa legge. Al Senato la affido ad Adriano Galliani. Meglio spendere soldi per lo sport, per creare posti di lavoro e per il futuro dei nostri figli che per l'inutile e dannoso reddito di cittadinanza».