Ecco perché non è follia dare i soldi Bce alla gente

La "proprietà popolare" della moneta farebbe passare il principio che il denaro, al momento della sua emissione, non appartiene ai banchieri ma ai cittadini

La moneta al popolo! Detta così, sembra una frase da aizza-folla, da Masaniello degli anni 2000, eppure è un'idea che circola con sempre maggiore frequenza tra gli economisti. L'idea è questa: stampare denaro in grande quantità e darlo direttamente al popolo (cioè ai cittadini, ai consumatori) senza passare per la mediazione delle banche; probabilmente è l'unica maniera affinché il denaro entri direttamente nell'economia reale rivitalizzando produzione e consumi. Il meccanismo attuale prevede che le Banche centrali (Fed o Bce che siano) immettano denaro nel sistema dandolo alle banche private a tassi irrisori (più vicini allo zero) e affidandosi poi al fatto che siano le banche stesse ad alimentare la politica di credito. Un meccanismo che non funziona: il denaro ricevuto le banche se lo tengono stretto per coprire i loro bilanci disastrati e reintegrare i loro attivi. La tranche di liquidità che nel dicembre del 2011 la Bce iniettò nel mercato portò nei conti delle banche italiane circa 60 miliardi netti ad un tasso dell'1%. A gennaio 2012 le stesse banche acquistarono circa 69 miliardi tra Btp (ad un rendimento medio del 3,5%) e obbligazioni bancarie; a imprese e famiglie non andò nulla. Stessa cosa avvenne con la successiva operazione da 80 miliardi.

Anatole Kaletsky, economista della scuderia di George Soros, ha spiegato che se la grande quantità di denaro creato dalle banche centrali fosse andato ai cittadini sarebbe equivalente a 6.000 dollari a testa per ogni uomo, donna e bambino Usa e 6.500 sterline per ogni inglese». Conti alla mano, se gli oltre 1.000 miliardi di euro che Draghi stampò nel 2012 attraverso le due operazioni Ltro della Bce fossero stati dati direttamente a noi, ogni cittadino europeo si sarebbe messo in tasca più di 3mila euro: una famiglia francese, italiana o spagnola di quattro persone, avrebbe avuto a disposizione 12mila euro per rilanciare i consumi, investire o anche solo ridurre la propria esposizione debitoria (altro che gli 80 euro di Renzi ai suoi elettori). L'idea percorre la storia dell'economia da decenni: già Milton Friedman, premio Nobel per l'Economia, suggeriva di prendere un elicottero e di lanciare banconote alla popolazione per stimolare le fasi di crisi. Nel 1998, Ben Bernake, allora non ancora presidente Fed ma solo professore universitario, sollecitò la Banca Centrale del Giappone a dare contanti direttamente alle famiglie per affrontare la crisi.

Recentemente su Foreign Affairs , una delle più importanti riviste di analisi internazionale, gli economisti Mark Blyth e Eric Lonergan hanno rilanciato l'idea: «non serve pompare migliaia di miliardi di dollari di nuovo denaro nel sistema finanziario», generando «un ciclo dannoso di boom e crisi, deformando gli incentivi e distorcendo i prezzi delle attività» ma occorre pensare a qualcosa di «simile ai soldi lanciati dall'elicottero di Friedman». Una soluzione che «nel breve termine, potrebbe far ripartire l'economia; nel lungo termine, ridurre la dipendenza della crescita dal sistema bancario». Insomma, «la moneta al popolo» non è più accolta come una suggestione bizzarra.

Perché fino ad oggi nessuno ha mai avuto il coraggio di rivendicarla? Per due ragioni, una tecnica ed una politica. Quella tecnica attiene alla paura di rischi inflazionistici; problema inesistente in una fase in cui l'economia mondiale scivola verso la deflazione. Stampare denaro, poi, e darlo direttamente ai cittadini significa ridurre il potere delle potentissime lobby bancarie. Questo, forse, è l'ostacolo maggiore perché potrebbe sdoganare ciò che per le oligarchie tecno-finanziarie è un tabù: la «proprietà popolare» della moneta fa passare il principio che il denaro, al momento della sua emissione, non appartiene ai banchieri ma ai cittadini. Una vera rivoluzione.

Twitter: @GiampaoloRossi

Commenti
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graSS0checola

Dom, 14/09/2014 - 12:47

NEUROLANDIA, la più grande NEUROTRUFFA NEUROMAFIOMASSONICA ella storia

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liberopensiero77

Dom, 14/09/2014 - 13:31

Caro Giampaolo Rossi, sono decisamente d'accordo con te. Tuttavia, lanciare denaro dagli elicotteri non mi sembra possibile ... Più fattibile sarebbe invece la nazionalizzazione di qualche grossa banca, magari quelle in crisi, alle quali assurdamente lo Stato ripiana i bilanci con i soldi dei cittadini. Banche statali ce ne sono in altri Paesi, come Gran Bretagna, Islanda e Germania, ed è risaputo che concedono credito più facilmente ai cittadini, in quanto non sono ossessionate dalla faccenda del profitto (io sono liberale ma penso che sia stupido il dogma della privatizzazione sempre, in tutti i campi, e a tutti i costi). Poi bisognerebbe secondo me stabilire delle regole più elastiche, anche per le banche private, riguardo la concessione del credito, magari sul modello statunitense: in Italia chiedono troppe garanzie per concedere credito, mentre in altri Paesi, se c'è un buon progetto d'investimento, i prestiti si concedono senza troppe formalità. Saluti cordiali.

nonnoaldo

Dom, 14/09/2014 - 13:36

Senza dimenticare che oltre a non distribuire un cent dei 150 miliardi le nostre banche hanno ridotto di importo anche superiore gli affidamenti a pmi e privati. Questa privazione di liquidità è la principale causa della nostra profonda crisi economica e finanziaria che ha portato al fallimento di centinaia di migliaia di aziende ed ha creato milioni di cassintegrati e disoccupati. Adesso è tardi, le aziende morte non si resucitano ed i mercati persi non si possono riconquistare dall'oggi al domani. PS nel contempo il debito è pure aumentato.

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andrea626390

Dom, 14/09/2014 - 13:48

Strano che fra i primi a commentare oggi non ci sia Mortimermerde. Nei suoi commenti non risponde mai nel merito ma si limita a insultare il mondo intero, incolpandolo della sua condizione di demente. Se oggi non ci onora dei suoi insulti ce ne faremo una ragione. Oppure è partito per la Siria a cercare John il britannico? Attento Mortimermerde che finisci con la tuta arancione .....

alfa553

Dom, 14/09/2014 - 14:07

Ma quale mente malata propaganda simili cazzate,ma non entro neanche nel merito, come il berlusconi genio, stampiamo moneta e spendi.Ecco chi provoca l'ingrossamento del debito, in ogni caso domani vengo a fare la coda, e vediamo se mi cade qualche bigliettone sulla testa.I geni.Ma fate tacere costui che scrive.

luna serra

Dom, 14/09/2014 - 14:09

giustissimo i soldi dovrebbero andare alle finanziare REGIONALI e non alle banche le regioni dovrebbero FINANZIARE le imprese, artigiani,Commercianti senza banche in mezzo ai piedi , le banche comprano BOT e CCT e si arricchiscono alla faccia di chi dovrebbe avere i SOLDI

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mortinermouse

Dom, 14/09/2014 - 15:13

andrea626390, mi scuso e da oggi non offendero' piu' nessuno.

fabrizio de Paoli

Dom, 14/09/2014 - 16:01

Sono allibito, di bestemmie economiche ultimamente se ne sentono parecchie, ma questa.... Se si vuole giustizia la moneta deve essere espressa dal libero mercato. La frase "moneta al popolo" è truffaldina perché in quel caso si sottintende la "moneta" fiat, che NON È una moneta, stampando più moneta fiat questa perderà di valore, ne guadagneranno gli STATI INDEBITATI E FALLITI come quello italiano, ma NON NOI, perché ci serviranno più soldi per comprare la stessa quantità di cose. Stampare soldi non è l'equivalente di CREARE RICCHEZZA, né lo sarà mai. Volete togliere lo strapotere bancario? Mi sembra un'ottima cosa, ma perché allora non si parla di abolire la riserva frazionaria? Volete lasciare più soldi al popolo? Altra ottima idea, perché allora non abbassate le tasse?

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liberopensiero77

Lun, 15/09/2014 - 09:51

@fabrizio de Paoli. "la moneta deve essere espressa dal libero mercato", cosa significa? Frase oltremodo oscura, ce la potresti spiegare? Posto che non sono d'accordo con l'idea di stampare denaro oltre misura, perché genera inflazione, ma solo nel trovare i modi migliori per facilitare l'accesso al credito (come ho spiegato prima), temo che i difensori del liberismo selvaggio e della "privatazzazione sempre e comunque" sappiano solo difendere l'assetto attuale. Il punto non è abolire la riserva frazionaria (che è solo dell'1%) ma far arrivare i soldi ai cittadini. Abbassare le tasse serve, ma non sempre. Se sei un giovane capace ma nullatenente che vuole aprire una piccola impresa o un esercizio commerciale, non sarà abbassando le tasse che avrà accesso al credito, ma intervenendo sulle regole garantistiche che impongono le banche private per dare credito (fidejussoni e altre garanzie reali su immobili e stipendi). E' noto che le banche private chiedono troppe garanzie e sono legate all'idea di fare profitto, così preferiscono acquistare titoli che producono interesse, piuttosto che prestare denaro ai cittadini bisognosi. Bisognerebbe rivedere un po' tutto il sistema, basta con i "dogmi" demagogici, qui non si dicono "bestemmie", si cerca solo di aiutare la gente ...

fabrizio de Paoli

Lun, 15/09/2014 - 10:50

Liberopensiero 77, significa che la moneta deve essere libera, che non debba esserci uno stato ad importi quale moneta usare (magari dicendoti pure che "è tua"), significa che il mercato eleggerà tra tutte le monete libere la migliore o le migliori. Solo in questo modo si può avere una VERA MONETA, probabilmente sarà una moneta merce o comunque una moneta emessa in quantità nota e fissa, non replicabile, come ad esempio il Bitcoin, di sicuro NON una moneta fiat. Non importa quale sarà, quel che importa è che io, tutti noi (il mercato) la si possa scegliere liberamente e che non possa essere imposta da nessuno. Sono gli stati che devono adeguarsi alle volontà del mercato, non il contrario. Una moneta libera è LA MASSIMA ESPRESSIONE DI LIBERTÀ ECONOMICA. La prima caratteristica di una moneta è che deve essere una UNITÀ DI MISURA DEL VALORE, solo così potrò fare correttamente le mie valutazioni. Ma come potrebbe esserlo una moneta fiat se questa unità di misura può essere arbitrariamente e costantemente modificata da uno stato o una banca?

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liberopensiero77

Lun, 15/09/2014 - 12:09

Fabrizio de Paoli, le tue sono le solite utopie anarco-capitaliste. I bitcoin vengono accettati come mezzo di pagamento giusto perché alcune autorità statali e monetarie li riconoscono, altrimenti nessuno si sognerebbe mai di accettare pagamenti nella tua “rivoluzionaria” criptovaluta, che sarebbe solo carta straccia, anzi – per essere precisi – sarebbe solo una serie di registrazioni in rete prive di valore. Per il resto, non si conosce nemmeno l’identità di chi gestisce il sistema bitcoin, per cui le criptovalute, oltre ad essere il paradiso dell’economia sommersa e della criminalità organizzata, sono soggette a forti fluttuazioni nei cambi e a bolle speculative (come appunto i bitcoin), come rilevano gli esperti (http://www.internazionale.it/news/tmnews/2014/03/11/bitcoin-il-monito-della-finra-rischiosa-e-veicolo-di-frodi/). Fate, fate, voi anarcocapitalisti seguaci di Murray Rothbard, se doveste convertire tutti i vostri risparmi in criptovalute, rischiate di ritrovarvi con un pugno di mosche in mano … Poveri ma … liberi, giusto? (ehehehehe). Ma poi, osservazioni serie su come migliorare il credito ai cittadini no eh? Meglio difendere il profitto delle banche private a discapito dei cittadini, vero?

fabrizio de Paoli

Lun, 15/09/2014 - 14:15

Liberopensiero 77, i Bitcoin vengono accettati in pagamento da chi li vuole accettare, cioè da chi aderisce e crede in quella convenzione. Dietro al Bitcoin non c'è NESSUNA autorità statale. I Bitcoin sono un "cazzo in culo" per stati e banche, questi non vedrebbero l'ora di distruggerlo in tutti i modi, ma hanno solo due modi per poterlo fermare: 1) eliminare internet, ma tu, piccolo o grande cazzo di stato, te la sentiresti? 2) usare la propaganda terroristica e diffamatoria. In ogni caso se uno non si fida del Bitcoin può usare una moneta merce, che so, la sterlina d'oro, il Kruggerand, il Maple Leaf, ecc.. Sono sempre più frequenti i confronti tra l'onestà e la logica della Scuola Austriaca, di cui Rothbard è un perfetto rappresentante e la disonestà e le tecniche di ladrocinio pro-stato/banche della "scuola" Keynesiana. Questo è un bene, significa che stiamo arrivando alla resa dei conti e molta gente che non riusciva a far "quadrare il cerchio" semplicemente credendo alle palle statali di regime, inizia a cercare di capire perché il sistema non sta funzionando, andando a scovare le logiche risposte che la Scuola Austriaca può dare senza timore di essere smentita. Ma dimmi un po' , perché ti sei agitato così tanto? Temi forse che banche e stati possano perdere il monopolio del controllo dell'economia e dei mercati? Temi che il merito possa prevalere sull'estorsione?. Che significa "migliorare il credito ai cittadini"? Dare soldi a tutti indistintamente? No? E chi lo deve decidere? Secondo te, lo stato, poi però vi lamentate delle ingiustizie, secondo me invece deve essere il libero mercato, ma soprattutto chi presta i soldi deve prima di tutto AVERLI e non essere autorizzato a prestarti soldi che non ha in cambio di interessi veri. Per questo motivo per avere un po' di giustizia abolirei la riserva frazionaria.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 15/09/2014 - 15:24

Fabrizio de paoli, intanto io non mi agito affatto, figuriamoci se temo che gli Stati possano perdere il controllo dell'economia ... Temo solo che si possano fare molte truffe grazie ai bitcoin o ad altre criptovalute, come già avvenuto in passato. I lettori possono andare in rete e digitare "bitcoin" e poi "frodi" e "truffe", e ne scopriranno delle belle ... (per es. http://www.corrierecomunicazioni.it/it-world/26598_trend-micro-bitcoin--co-alto-rischio-frode.htm; http://www.fastweb.it/web-e-digital/roubini-il-bitcoin-non-e-una-valuta-e-una-truffa/). Riguardo la "scuola austriaca", sono proprio gli economisti di questa scuola come Patrik Korda fra i più critici verso i Bitcoin (http://vonmises.it/2013/05/31/bitcoin-moneta-del-futuro-o-una-cara-vecchia-bolla/), affetti secondo lui da una gigantesca bolla speculativa, destinata a sgonfiarsi e a lasciare sul lastrico i "gonzi" e gli "idioti" (così definiti da Patrik Korda) che ci hanno creduto. Ma tu non preoccuparti, converti pure i tuoi risparmi in criptovalute e fai la tua "rivoluzione", Ti auguro ogni bene ...

fabrizio de Paoli

Lun, 15/09/2014 - 18:36

Liberopensiero 77, personalmente li converto in oro per il semplice fatto che essendo profondamente ignorante in campo informatico non sono (ancora) in grado di distinguere un wallet sicuro da uno a rischio. Ciò non mi impedisce però di constatare che teoricamente il Bitcoin è una moneta perfetta. Quanto al fatto che Korda sia critico mi sembra più che altro che lui ti descriva onestamente i pro e i contro, "contro" di carattere squisitamente tecnico, dopodiché ognuno decide. Un'ulteriore conferma dell'onestà ed obiettività di un economista Austriaco. Quanto alla bolla invece secondo me si tratta di alti e bassi fisiologici dovuti alla ricerca di un equilibrio, non va dimenticato che è appena nata e che non sono ancora circolanti tutte le 21 milioni di unità. Vale comunque la pena leggersi l'articolo che hai linkato.