il commento 2

di Renzi ha annunciato festante una manovra per il 2016 da 27 miliardi che rimane del tutto misteriosa, dato che non si capisce affatto come troverà la copertura delle spese e delle riduzioni di imposte che intende effettuare. Quando, al contrario, proprio ieri si è appreso che le imposte locali continuano a crescere e il solo gettito dell'acconto Tasi è aumentato del 204%. Di certo 27 miliardi è una cifra imponente: 1,6% del Pil. Sembra di capire che Renzi voglia coprire questa cifra in parte notevole, cioè per 0,6 punti pari a 10 miliardi, con un buco di bilancio aggiuntivo rispetto a quello stabilito per il 2016 in base agli impegni presi in sede europea dal governo italiano, che comportano un deficit dello 1,8% del Pil. Renzi vuol probabilmente portare il deficit al 2,4% del Pil ossia solo di 0,2 punti meno di quello di quest'anno. Ciò non solo appare arduo dati gli impegni in sede europea, ma getterebbe una grave ombra sulla credibilità finanziaria dell'Italia che ha il più elevato debito pubblico in Europa dopo quello della Grecia: 2.200 miliardi, pari al 134% del Pil. Cosa che comporta ogni anno nuove emissioni per circa 300 miliardi, di cui quasi la metà comprata da soggetti esteri. I tassi d'interesse bassi e il quantitative easing, cioè l'acquisto di debiti pubblici e obbligazioni di soggetti para pubblici da parte della Bce e della Federal Reserve sul mercato dei titoli già in circolazione, agevolano collocamento del debito pubblico italiano di nuova emissione, che offre un rendimento maggiore che i titoli del debito. Ma entro l'anno la Federal Reserve aumenterà il suo tasso d'interesse e investire in dollari sarà più conveniente. Renzi genera la falsa impressione che sia facile continuare a far debiti anche se si è al 134% del Pil e vorrebbe mantenere il nostro deficit nel 2016 al 2,4% con un giochetto di flessibilità costituito da 0,4 punti di pari a 6 miliardi e mezzo strappando alla Merkel tale «concessione» in cambio di nuove presunte riforme e del nostro impegno ad accogliere immigrati africani. L'altro 0,2 di flessibilità Renzi lo vuole ricavare da investimenti per il Sud, posti fuori dalle regole sul deficit di bilancio: un giochetto contabile, dato che essi comunque comportando un deficit effettivo e nuovo debito. Non è vero che la crescita del Pil maggiore del previsto ci darà margini per il deficit addizionale. Infatti il tasso di inflazione è più basso del previsto e pertanto l'aumento del Pil in termini monetari, che è quello a cui si rapporta il debito, in euro, rischia di essere minore del previsto. In ogni caso non sarà più del 2%. Il deficit previsto (o immaginato) da Renzi del 2,4 farebbe aumentare il debito di circa 40 miliardi, mentre il rapporto con il Pil sarebbe del 132%. Ne consegue una microscopica riduzione del rapporto debito/Pil che equivale a un trucco, quando il debito è una montagna di oltre 2.300 miliardi. È facile fare operazioni che danno la popolarità, facendo debiti. Come è facile comprarsi un aereo nuovo, per far bella figura. Ma ciò ricade su di noi, ci rende più succubi dell'Europa a guida tedesca, con la Merkel che ha il bilancio in pareggio e quindi comanda. Ci crea rischi per il futuro, mentre la crescita è stentata, perché per imprese e famiglie far debiti è difficile e rischioso.