Commercianti contro Di Maio sul lavoro festivo

Resca (Confimprese): salvate la riforma. Ma il ministro del Welfare insiste: c'è troppa precarietà

Stresa (VCO) Il lavoro domenicale torna al centro del dibattito politico industriale. E accende la platea del «Retail summit di Stresa» da dove il numero uno di Confimprese Mario Resca ha lanciato un appello (tra gli applausi) al nuovo governo.

Rivolgendosi, in particolare, al vicepremier e ministro Luigi Di Maio che in campagna elettorale aveva detto di voler fare dietrofront sulla liberalizzazione del settore del commercio introdotta dal governo Monti: «Sarebbe totalmente anacronistico», avverte, auspicando che «siano solo dichiarazioni che non vengono applicate, perché il mondo sta cambiando: Amazon e gli altri attori digitali lavorano 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, non possiamo fermarci». In ballo ci sono aperture festive che valgono 9 miliardi di entrate l'anno. Per i negozi, il 17% delle vendite settimanali. Numeri che, se messi in discussione, potrebbero far vacillare i risultati raggiunti - e quelli attesi - dal settore retail (il popolo del commercio moderno, vendite al dettaglio e franchising): quattromila nuovi assunti con 600 nuove aperture solo nel secondo semestre del 2017, per un totale di 10mila nuovi posti di lavoro e oltre mille nuove attività nell'intero 2018.

Una preoccupazione che da spauracchio si è trasformata in minaccia seria. Interpellato a poche ore di distanza, il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha, infatti, ribadito le proprie intenzioni: «Certo, il governo è pronto ad aprire un tavolo per rivedere il decreto Monti che ha liberalizzato gli orari di lavoro e il lavoro domenicale. Io - spiega Di Maio - ho preso il treno in corsa, ci sono tanti problemi di precarietà, di chi lavora ma anche dei datori di lavoro. Dobbiamo cercare di seguire un filo conduttore, combattere la precarietà, eliminare lo sfruttamento».

Una polemica destinata a montare e che nemmeno l'impegno del governo per non aumentare l'Iva (altro tema caro al settore) aiuterà a spegnere. Le chiusure paventate dal governo sono infatti una seria minaccia per il settore, ancora impreparato allo sviluppo online. «Nell'e-commerce - si legge in una nota di Confimprese - continua a restare estremamente limitato il peso dello shopping online. Nel food i motivi sono ovvi (il cibo non si acquista online), mentre stupisce il ritardo registrato nel fashion: la percentuale degli acquisti online è dell'1%». Una cifra al di sotto dei dati europei, che non rispecchia i dati degli acquisti online in Italia che a fine anno arriveranno a 27 miliardi di euro con un rialzo del 17%, ma riflette piuttosto lo stato di parziale arretratezza del settore franchising in questo campo.

Proprio per questo, tra le sfide per il commercio del futuro delineate nello studio presentato da Ernest e Young ci sono l'integrazione dei canali (fisico e web) e la conquista dei consumatori «millennial».

Commenti

gneo58

Gio, 21/06/2018 - 08:46

purtroppo con gli affari che languono questa non sarebbe una bella soluzione - va da se che se io con un negozio incasso badilate di soldi in settimana posso permettermi anche di chiudere pure il sabato se non il venerdi' - cosi' non e' quindi...............se poi vogliamo pensare al turismo si potrebbe pensare ad una chiusura alternata dei negozi che vendono la medesima merce.

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mortimermouse

Gio, 21/06/2018 - 08:46

incompetente....

Duka

Gio, 21/06/2018 - 08:47

Basta trasformarlo in lavoro LIBERO ognuno fa ciò che vuole. Questo si chiama libero mercato, libera concorrenza, profitto per tutto il paese- L'economia Reale passa anche dalla totale libertà d'IMPRENDERE.

rise

Gio, 21/06/2018 - 08:59

E' una giusta proposta, ormai ci sono esercizi che restano aperti in settimana notte e giorno. Si concentrino le attività n orari e giorni più consoni, con garanzia di controlli saniatri, che nei festivi e negli orari notturni sono inesistenti e mi riferisco soprattutto a kebab, birrerie e spacci etnici.

Beaufou

Gio, 21/06/2018 - 09:10

"Le chiusure paventate dal governo...".Sofia Fraschini, si prenda un dizionario (e magari lo presti a tutta la redazione: ho letto altre volte questa bestialità di "paventare" nel senso di "ventilare" o simili). Paventare significa temere, "non" ventilare o ipotizzare o proporre. Si dovrebbe supporre che un giornalista conosca il significato delle parole che scrive... Ma io pavento un forte imbarbarimento della cultura gioralistica, antesignana di un imbarbarimento della cultura "tout court", di cui peraltro si hanno segni allarmanti in ogni campo. Se poi vi piace passare per incolti orecchianti, continuate ad usare il verbo "paventare" alla vostra peculiare maniera. Ahahah.

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ateius

Gio, 21/06/2018 - 09:26

se la domenica i dipendenti devono RIPOSARE.. la domenica si chiuda..! ma non solo i centri Commerciali. si chiudano anche i bar i ristoranti e i luoghi di ristoro. i cinema e i teatri.. si fermino tutti quei servizi non urgenti per fare riposare i dipendenti.. da cittadini ci potremo consolare con la messa? o con la partita di pallone..? se di maio non ferma pure quella per fare riposare i calciatori. ebbravo di maio e complimenti ai 5stalle.

paolo1944

Gio, 21/06/2018 - 09:35

Questi dilettanti miracolati 5 stelle fanno danno solo ad aprir bocca, stretti nei loro slogan demenziali. Nel 2019 servono nuove elezioni, il paese ha bisogno di ben altre competenze per uscire dallo stallo economico e dalla morsa europea. La speranza è che nel frattempo non riescano a far troppi danni.

gpl_srl@yahoo.it

Gio, 21/06/2018 - 09:54

per incrementare il lavoro ecco che finalmente il ministro introduce misure in grado di provocare esuberi ed ulteriori italiani in cerca di lavoro! evidentemente ancora una volta dimostra di non essere alla altezza del compito che si è affidato!troppo giovane forse?? no , semplicemente non all' altezza dei compiti che gli sono stati affidati!

DemetraAtenaAngerona

Gio, 21/06/2018 - 10:01

Ma le madri lavoratrici apprezzano..almeno di poter fare 2 domeniche al mese a casa!!! Famiglia!!!

labcos

Gio, 21/06/2018 - 10:06

Ottima idea.Bisogna tornare indietro se vogliamo andare avanti. Con il passo che abbiamo adesso siamo nel baratro,continuando cosi'finiremo nella catastrofe totale.

rossini

Gio, 21/06/2018 - 10:36

Non hai contro solo i commercianti, aggiungici anche i consumatori, che sono la maggioranza. Non sono sicuro neanche che dalla tua parte ci siano i lavoratori perché molti preferiscono lavorare di Domenica, che è il giorno più noioso della settimana, e riposare un altro giorno. Alla fine questa tua battaglia si risolverà in una Waterloo.

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TreeOfLife

Gio, 21/06/2018 - 10:48

Al sabato e alla domenica facciano lavorare le "risorse"allogene tanto utili alla crescita del PIL e gli italiani si concedano il meritato riposo. Altrimenti a cosa serve stiparvi di migranti? Se sono migranti economici e pure mussulmani, a fortiori ciò che scrivo trova corretto fondamento.

stefi84

Gio, 21/06/2018 - 15:52

Idealmente ha ragione, ma c'è gente che la domenica ha sempre lavorato, quando è nell'interesse di tutti è giustificato.