Il consiglio d'Europa dice no (per ora) all'"utero in affitto"

Respinto per sei voti lo spregiudicato sistema che sfrutta le mamme e ingrassa gli affaristi

La maternità surrogata, cioè l'utero in affitto, non sarà legalizzata. Almeno per il momento. Almeno in Europa.

Ieri sera l'assemblea generale del Consiglio d'Europa ha respinto il rapporto di Madame De Sutter sulla maternità surrogata che chiedeva l'approvazione di linee guida da parte dell'aula a partire dalla protezione dei diritti dei bambini. L'aula si è praticamente spaccata in due, ma alla fine gli 83 voti hanno avuto la meglio contro gli altri 77 che volevano far penetrare in tutta Europa il disinvolto sistema di prenotare figli utilizzando l'utero in affitto. Un mondo opaco dove lo sfruttamento di donne e la confezione di bimbi su misura alimenta affaristi e gente senza scrupoli. Un mercato in crescita che, secondo le stime, frutta circa 6 miliardi di dollari l'anno a livello internazionale.

Si sa, però, che ci sono molti paesi che ospitano questa tecnica, legalizzandola. Come in Russia, in Ucraina e, negli Usa, in California, in Texas, in Pennsylvania. In Europa, invece, ci sono paesi in cui non è stata presa posizione come il Belgio, Ungheria, Irlanda e Spagna, e altri come il Regno Unito e la Grecia dove è consentita ma solo in forma altruistica (senza pagamento).

India e Ucraina però, sono considerati i paesi fautori del boom dell'industria della surrogazione commerciale. In particolare, New Delhi e Kiev si sono costruite una reputazione presentandosi come mecca del «turismo procreativo», fornendo assistenza medica di qualità a poco prezzo.

Il fenomeno è in forte espansione. Nel 2010 in California sono nati circa 1400 bambini, la metà dei quali su richiesta di coppie straniere. In India operano oltre 3mila cliniche, per un business che supera i 400 milioni di dollari l'anno e porta a termine almeno 1500 casi di surrogazioni l'anno, un terzo dei quali per conto di stranieri.

Da noi l'utero in affitto è una pratica illegale e perseguibile penalmente ma se le linee guida fossero passate si sarebbe aperta una sorta di obbligo ad adeguarsi alle regole europee.

Per il momento, però, il rapporto di madame De Sutter è stato bocciato. Lei, ginecologa, belga, che lavora in una clinica dove si effettua la maternità surrogata pensava ai bambini anche se i loro diritti giuridici in senso stretto sono regolati dalla giurisdizione e dai tribunali dei minori. Ma, come ha spiegato nella sua relazione Elena Centemero, «la pratica della maternità surrogata non è solo una tecnica riproduttiva, ma è una questione che ha enormi implicazioni etiche e che coinvolge direttamente molti diritti umani; quei diritti la cui tutela è il cuore della mission del Consiglio d'Europa». Del resto, il rapporto era stato già bocciato per quattro volte in commissione Affari sociali ed ora è stato stroncato dall'assemblea generale. E il testo, se approvato, avrebbe creato un pericoloso precedente.