Consip, adesso è caccia al mandante dei veleni

Il retroscena: il capitano del Noe Giampaolo Scafarto aveva già indagato su Romeo. Chi lo ha spinto oltre i limiti?

E ora che cosa succede? L'indagine a carico del capitano del Noe Giampaolo Scafarto segna un punto a favore degli indagati - Tiziano Renzi e Alfredo Romeo in particolare - che avevano ribadito, nel corso degli interrogatori delle scorse settimane, di non conoscersi e di non aver avuto contatti. E accende, soprattutto, un faro sulla decisione della Procura di Roma di estromettere i carabinieri del Nucleo operativo ecologico dal procedimento a favore dei colleghi del nucleo di Via In Selci, nella Capitale. Una scelta - datata 5 marzo scorso - motivata dalle continue fughe di notizie a favore dei soggetti coinvolti nell'inchiesta e dei giornali che, in tempo reale, avevano saccheggiato tutto quel che c'era d'interessante nelle informative trasmesse da Napoli a Roma. È probabile però che già allora il pubblico ministero di Piazzale Clodio nutrisse dubbi sulla condotta dell'ufficiale dell'Arma.

Scafarto, una carriera costruita in provincia di Salerno, prima a Nocera Inferiore e poi a Scafati, è stato il protagonista dell'altra grande indagine coordinata dai pm John Henry Woodcock e Celeste Carrano, titolari anche del fascicolo sull'immobiliarista Romeo: quella sui presunti appalti pilotati per la metanizzazione dell'isola d'Ischia in cui sono stati coinvolti gli ex manager del colosso delle cooperative «Cpl Concordia». Tant'è che una certa pubblicistica agiografica già lo presentava come erede e allievo del «Capitano Ultimo», ex comandante del Noe.

Perché dunque Scafarto ha voluto compromettere la sua carriera manipolando gli indizi? È rimasto vittima della sua ambizione? O non ha retto alle pressioni (mediatiche e non) dell'ambiente? Esiste un suggeritore?

Interrogativi che gettano una luce sinistra sul procedimento insieme alle domande sollevate dal collegio difensivo di Romeo (avvocati Francesco Carotenuto, Alfredo Sorge e Gianni Vignola) su aspetti non ortodossi seguiti, a loro dire, dai magistrati partenopei. A cominciare dalla durata delle indagini che i penalisti indicano in «oltre due anni e mezzo», quindi ben oltre i limiti di legge; passando poi per le modalità di acquisizione dei famosi «pizzini» su babbo Renzi che - affermano i legali - «una consulenza grafologica esclude siano stati scritti da Romeo». Per concludere, infine, sulla contestazione di concorso esterno camorristico a carico di Romeo, «un escamotage per indagare sulla Consip». Appunto.

Commenti

nunavut

Mar, 11/04/2017 - 23:01

Ahi Ahi i compagni che hanno scatenato la tempesta contro Renzi si troveranno nei guai.La sola consolazione é questa ,SPERANDO CHE L'ACCUSA NON SIA RIVOLTA VERSO,SIA I PARTITI DI DX O i Pentastellati, con loro non si sa mai Stalin docet.

ir Pisano

Mer, 12/04/2017 - 00:18

Dopo la prescrizione per "l'accusa" di bancarotta ora è arrivato il capitano dei Carabinieri cattivi cattivo... Dobbiamo metterci nella testa che queste sono persone perbene e che Matteo è qui per il bene dell'Italia e di tutti gli Italiani.

justic2015

Mer, 12/04/2017 - 00:44

Probabile il babbo e innocente tutta tutta colpa dell'agente che probabilmente non essendo esperto in materia avrà fatto qualche piccola confusione tutto qui vedrete alla fine tutto finira' liscio.

Ritratto di nestore55

nestore55

Mer, 12/04/2017 - 01:02

Dove arriva la beccaccia, si accendono i riflettori. Poi tutto si spegne e gli italiani ne pagano le spese....john henry...la personificazione del fallimento personale e professionale, roba da far invidia al contadino di Montenero di Bisaccia!...E.A.

Royfree

Mer, 12/04/2017 - 01:56

Io ricatto, tu ricatti, egli ricatta,noi ricattiamo, voi ricattate, essi ricattano. Non dire che io dico che egli ha detto che voi dite che essi dicono. Non fare che io faccio che egli noi facciamo e essi fanno. In pratica..un associazione a delinquere che fa impallidire mafia, camorra e ndrangheta messi insieme. E i magistrati? O li trasferiscono o gli fanno leggi per imbavagliarli.

peppino51

Mer, 12/04/2017 - 05:11

Non cantate vittoria, scopriranno anche voi che avete pagato la messa in atto di questa sceneggiata!

Iacobellig

Mer, 12/04/2017 - 06:09

QUANTA POLVERE PER NULLA. SOLO UN ERRORE, RESTANO IN PIEDI TUTTE LE ALTRE ACCUSE. ALTRO CHE CHIEDERE L'ARCHIVIAZIONE: IL PROCESSO SUBITO!

Ritratto di Azo

Azo

Mer, 12/04/2017 - 06:12

Dove c`è fumo, c`è un inizio di incendio!!! Però in questo caso, Tiziano Renzi, che è il padre di Matteo Renzi e questo Matteo Renzi che è stato promosso dai suoi KAMARAD del partito, a presidente del consiglio,"""MA CON QUALE MERITO??? Per sapere troppo sui i suoi KAMARAD, oppure li ha minacciati,( questo ci da a pensare, visto che di amicizie tra le alte cariche del suo partico, sono rimaste molto poche)"""!!! Perciò ci scommetto, che quei pochi KAMARAD che sono ancora dalla sua parte,"""metteranno questo processo a tacere e papà Renzi per l`ennesima volta la farà franca"""!!! NON VI SEMBRA STRANO TUTTO CIÒ???