Conte, domani la fiducia. Ecco i temi del discorso: flat tax, lavoro e Europa

Giuseppe Conte ha preparato il discorso per la fiducia che farà al Senato domani. I temi: sicurezza, lavoro, tasse e i rapporti con l'Europa

Giuseppe Conte si prepara al primo, vero, discorso pubblico. Di fronte alla Camera e al Senato, il neopremier dovrà tracciare le linee guida per il governo giallo-verde e chiedere la fiducia ai due rami del Parlamento. Per le 12 di domani Conte è atteso al Senato, qui esporrà le idee del governo e poi correrà immediatamente alla Camera a consegnare il programma. Poi intorno alle 14.30 tornerà a Palazzo Madama per ascoltare la discussione parlamentare e prendere parte a tutta la lunga trafila di dichiarazioni di voto, prima e seconda "chiama" per poi ottenere la fiducia intorno alle 20.30. Poi mercoledì replicherà tutto alla Camera.

I numeri, per ora, ci sono. La maggioranza Lega-M5S può dormire sogni tranquilli a Montecitorio ma dovrà valitare bene presenze e assenze al Senato. Alla Camera Alta sono solo 6 i voti di scarto (sono 167 in totale) e la storia repubblicana insegna che è qui che può cadere un governo.

Conte intanto ha preparato (da solo) il suo discorso. È da stamattina alle 9 che si trova chiuso nel suo ufficio a Palazzo Chigi. "Al lavoro fino a tarda sera sul discorso alle Camere - ha scritto su Facebook il premier - Domani sarà un giorno importante in cui il Parlamento sarà chiamato a dare la fiducia al governo del cambiamento. Potrete seguire la diretta streaming qui sulla mia pagina Facebook. A domani!".

Streaming o meno, quello su cui verrà posta l'attenzione saranno i contenuti. I temi, è ovvio, non potranno discostarsi molto dal contratto di governo firmato tra Lega e M5S. L'attenzione, dunque, sarà sulle priorità che indicherà il premier. Sulla flat tax gli economisti leghisti oggi si sono divisi sui tempi. E i proclama di Di Maio sul reddito di cittadinanza rischiano di scontrarsi con la realtà dei conti pubblici. Conte comunque dovrebbe concentrarsi su lavoro e giovani, ma anche reddito e pensione di cittadinanza.

Non mancheranno, soprattutto dopo la polemica di oggi tra Salvini e l'ambasciatore di Tunisi, passaggi su sicurezza, immigrazione e rapporti con gli Stati esteri. Uno sguardo particolare dovrebbe andare all'Europa. Già nel giorno del suo giuramento, Conte aveva fatto trapelare la sua rassicurazione all'Ue per un governo che, diceva, non è composto da "marziani". Di nuovo Conte tornerà sulla questio dell'euro, ribadendo che nessun ministro o partito intende abbandonare il conio comunitario. E non è un caso se oggi il Presidente del Consiglio ha chianmato al telefono Federica Mogherini, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della commissione europea.