Contro Londra "guerra non convenzionale" dalla Russia

La denuncia del "Times": Mosca non è solo un problema americano

Non è solo un problema americano. Per la prima volta anche fonti di governo britanniche denunciano «una campagna» di propaganda e guerra non convenzionale da parte della Russia contro il loro Paese. La denuncia è sulla prima pagina del Times, secondo cui Mosca è responsabile di complesse manovre basate su spionaggio, cyber-attacchi e diffusione intenzionale di notizie false: l'obiettivo - secondo il ministero degli Esteri di Londra - è indebolire il Regno Unito.

La minaccia viene presa molto sul serio, tanto che - scrive il quotidiano londinese - nelle prossime settimane la premier Theresa May presiederà una seduta del Consiglio di sicurezza nazionale nel quale verranno prese in esame le azioni russe contro il Regno Unito e i suoi alleati, e le possibili risposte britanniche.

Già due mesi fa il governo di Londra aveva dovuto prendere atto del livello crescente della minaccia russa, considerata parte di una più ampia azione destabilizzante contro i Paesi occidentali. La più nota e trattata sui media è certamente quella mirata verso gli Stati Uniti, e che secondo la Cia e l'Fbi avrebbe visto addirittura un coinvolgimento personale del presidente russo Vladimir Putin (che è un ex dirigente del Kgb) nelle mosse d'interferenza volte a favorire la vittoria di Donald Trump alle presidenziali dello scorso 8 novembre. Ma è noto che Mosca finanzia anche i vari movimenti antisistema europei, dal Front National francese ad Alternative für Deutschland in Germania.

Il timore è che agenti russi abbiano infiltrato anche le istituzioni e le grandi aziende britanniche: il Times scrive che i vertici delle forze armate hanno «preso l'insolita iniziativa di chiedere iniziative più incisive per catturare le talpe». Con molto realismo, al momento i generali britannici hanno dovuto riconoscere di non essere in grado di contrapporsi validamente al gioco della disinformazione in cui i russi sono maestri fin dai tempi dell'Unione Sovietica. Basti pensare che la cancellazione di false notizie diffuse ad arte attraverso i social media richiede molte ore e talvolta giorni, un tempo sufficiente a far sì che il danno ormai sia stato prodotto.

Con Londra, comunque, Putin troverà un osso duro da rodere: il Times suggerisce a Obama (finché è in tempo) di reagire rendendo pubblici i dettagli della ricchezza personale segreta dello «Zar».