Il coraggio di cambiare non spaventi chi ha un passato

Armiamoci e partite, diceva il verso di una celebre poesia satirica (ripreso poi da un film con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia). Noi, per questo 2019 testè iniziato, diremo invece, più correttamente: armiamoci e partiamo. Perché questo è il momento del coraggio. Del coraggio? Già, del coraggio. Il coraggio è l'unica cosa che fa progredire l'uomo. Coraggio è voltar pagina dalle proprie abitudini, senza gettar via tutto il passato, va da sé, ma sempre rinnovandosi, cambiando, mettendo in discussione ogni nostra convinzione. Dont play safe, non giocare sicuro, dicono gli irlandesi. Giocare sicuri fa parte del passato, è un segno di stanchezza e, in buona sostanza, di codardia. In genere, sono soprattutto i giovani ad avere il coraggio di cambiare, perché non hanno alcun passato da difendere. Noi tutti, oggi, dovremmo comportarci come si comportano da sempre i giovani: con volontà, allegria, inventiva, un po' di spregiudicatezza e molto, molto coraggio. Senza alcuna paura del futuro, e invece con la certezza di voler andare avanti come se davvero non avessimo nulla da perdere.

Dovremmo tutti uscire dalla nostra «comfort zone» e trovare il coraggio di esplorare nuove possibilità, nella vita privata come nel lavoro. Che cos'è la «comfort zone»? È quel luogo in cui stiamo comodi, al riparo, quel luogo che ci preserva dall'ansia dell'incerto, del non garantito, dell'ignoto. È quel piccolo gruppetto di amici che ci preserva dall'ansia di non essere in grado di trovarne altri. È quel vestito, quella giacca, quel determinato stile o quel taglio di capelli che ci ha sempre accompagnati e contraddistinti, e che ci rassicura e ci fa sentire protetti, perché osare un colore diverso, un taglio ardito o un nuovo modo di presentarci agli altri uno stile che magari, sotto sotto, ci attirerebbe anche, ma che non abbiamo mai avuto il coraggio di provare davvero , ci procura ansia, inquietudine: come la paura del ridicolo, del giudizio degli altri o dell'ignoto.

Ma rimanere chiusi nel proprio guscio, si sa, non è mai la soluzione: è un atto di sottile vigliaccheria verso se stessi, un abdicare alla nostra funzione di crescita e di sviluppo umano. Allo stesso modo, gli imprenditori, i manager non dovrebbero avere paura di osare: solo chi osa, infatti, sarà ricompensato. Nuove idee, progetti mai tentati, sono spesso il trampolino di lancio verso il successo.

Addormentarsi sul già fatto, già visto e già sperimentato vuole dire invecchiare anzitempo, e chi invecchia non può stare al passo coi tempi, dunque non potrà avere successo nel futuro, quand'anche l'avesse avuto nel passato. Un manager, un imprenditore, un libero professionista dovrebbero, tutti, fare come gli artisti di successo: che creano uno stile, certo, il proprio stile, ma non hanno poi il timore di metterlo in discussione ogni volta che ne sentano il pungolo o la necessità. Pensiamo a Picasso: quante volte si è rinnovato, e, rinnovandosi, ha saputo ricominciare tutto da capo? Il cambiamento è sempre figlio del coraggio.

Perché non c'è vero cambiamento senza coraggio. Stile, arte, business: in ogni campo, la regola da seguire è una: quella del rinnovamento e del coraggio.