Così M5s e Lega si spartiscono la guida dei "parlamentini"

Le presidenze delle commissioni Bilancio e Finanze agli anti-euro Borghi e Bagnai. E lo spread sale a 240

L'alleanza di governo Movimento 5 stelle-Lega fa il pieno di Commissioni parlamentari. Un'elezione - quella di presidenti, vicepresidenti e segretari - che fa sì che il motore di Camera e Senato ora possa girare a pieni giri, con le istituzioni nella loro piena operatività.

Sono i Cinquestelle a incassare il dividendo maggiore con 17 presidenze mentre la Lega ne ottiene 11 (e dei 28 presidenti ben 10 sono alla prima esperienza parlamentare). M5s ora presiede 9 commissioni alla Camera e 5 al Senato; la Lega ne ha 5 alla Camera e 6 a palazzo Madama. Le opposizioni dovranno dividersi la guida del Copasir, della Vigilanza Rai e dell'Antimafia. Si tratta delle commissioni di garanzia sulle quali non è ancora stato raggiunto un accordo. Nuova fumata nera del Parlamento, invece, per l'elezione di un giudice della Corte costituzionale. Anche il terzo scrutinio è andato a vuoto. Si dovrà quindi procedere a una successiva votazione, la quarta, ma questa volta il quorum sarà più basso.

I nomi dei neo-presidenti di commissione che colpiscono maggiormente sono quelli dei leghisti Claudio Borghi (Bilancio della Camera) e Alberto Bagnai (Finanze del Senato), due economisti vicini a Salvini dalla posizione fortemente critica sull'euro. Una scelta che da alcuni osservatori è stata interpretata come una sorta di miccia per l'aumento dello spread, arrivato a toccare quota 243 per chiudere a 240. Secondo altre interpretazioni avrebbero, invece, inciso le dichiarazioni di Matteo Salvini che ha paventato il taglio del contributo dell'Italia al bilancio Ue senza un accordo sull'immigrazione e ha indicato lo smantellamento della riforma Fornero entro fine anno. Dichiarazioni controbilanciate dalle parole del ministro dell'Economia Giovanni Tria che a Lussemburgo ha detto che «l'euro non è in discussione».

Per quanto riguarda le commissioni Affari costituzionali e Giustizia si è scelto di affidare nello stesso ramo del Parlamento presidenze dello stesso colore politico. Ai grillini sono andate la Affari Costituzionali della Camera con Giuseppe Brescia e la Giustizia con Giulia Sarti, mentre ai leghisti quelle del Senato con Stefano Borghesi e Andrea Ostellari, quest'ultimo alla sua prima esperienza in Parlamento. Non è decollata, quindi, l'indiscrezione sulla volontà di M5s di mettere le mani sulle due Commissioni Giustizia. La nomina di Brescia, molto vicino a Roberto Fico, secondo alcuni potrebbe essere propedeutica alla creazione di un contraltare parlamentare alle iniziative di Salvini sull'immigrazione visto che la commissione Affari Costituzionali dovrà vagliarne alcune misure. Su questo fronte i grillini potranno giocarsi un'altra carta avendo ottenuto la commissione Esteri in entrambi i rami del Parlamento con Marta Grande e Vito Petrocelli, rispettivamente alla Camera e al Senato e le Politiche Ue con Sergio Battelli ed Ettore Antonio Licheri.

I Cinquestelle hanno premiato alcuni grandi esclusi del totonomine governativo come il senatore Mauro Coltorti, fino a pochi minuti dall'annuncio della squadra dato in pole position per l'incarico di ministro delle Infrastrutture. Coltorti è diventato presidente della commissione Trasporti. Pierpaolo Sileri in predicato di diventare ministro della Salute, è il nuovo presidente della commissione Sanità.

Poltrone utili anche ad alleggerire la tensione interna ai Cinquestelle nelle cui file cova malumore per lo strapotere leghista di queste prime settimane di governo.

Commenti

rudyger

Ven, 22/06/2018 - 10:11

cosa aveva fatto la sinistra ? tutto del mio. la dx e 5S non devono farlo ?