Dall'Anas allo spazio. Lite M5s-Lega sulle poltrone

Roma - Con il governo giallo-verde lo spoil system raddoppia. Prima il ministro dell'Istruzione, il leghista Marco Bussetti, ha tagliato la testa al presidente dell'Agenzia Spaziale, Asi, Roberto Battiston, scatenando l'irritazione del suo sottosegretario, il pentastellato Lorenzo Fioramonti che aveva denunciato come la decisione non fosse stata «condivisa». Poi è toccato invece al ministro delle Infrastrutture, l'ineffabile grillino Danilo Toninelli, accompagnare alla porta l'amministratore delegato Anas, Gianni Vittorio Armani, che due giorni fa ha rassegnato le sue dimissioni subito seguito a ruota da tutti i componenti del cda che è perciò decaduto.

A questo punto è chiaro quale sia il cambiamento promesso da questo governo che non «lascia» l'occupazione dei ruoli chiave ma anzi «raddoppia» visto che deve accontentare gli appetiti di Carroccio e M5s.

Il cambio dei vertici di Anas preoccupa moltissimo Confindustria che teme un blocco per le opere pubbliche. L'Ance, l'associazione nazionale costruttori, si augura «che la fase di rinnovo sia chiusa in fretta e che nel frattempo la società non subisca un blocco che penalizzi i tanti progetti attivati». Ed è Toninelli stesso all'indomani delle dimissioni a spiegare che «con un governo nuovo non si poteva andare avanti» visto che il cda dimissionario «era stato rinnovato per altri tre anni con uno stratagemma, quello della fusione con Fs». Quindi aggiunge Toninelli nessuna forzatura: «si è trattato di un ricambio naturale». Il ministro delle Infrastrutture ritiene che l'Anas debba occuparsi «solo della gestione, la costruzione, la manutenzione e la messa in sicurezza di strade». Bocciata la fusione Anas- Fs Toninelli punta diritto invece a quella tra Ferrovie ed Alitalia. «A differenza di quanto avvenuto nella tentata fusione di Fs con Anas, fatta senza un piano industriale e una visione, il piano industriale tra Fs e Alitalia ci sarà e sarà concreto- assicura Toninelli-. E farà cambiare idea anche a Fitch».

La battaglia è continua su tutte le nomine. Sembra che sia in alto mare anche la sostituzione di Battiston all'Asi. Per la Lega il nome giusto è quello dell'ex capo di stato maggiore Pasquale Preziosa non particolarmente gradito ai Cinquestelle che temono una militarizzazione dello spazio.

Commenti

Trinky

Ven, 09/11/2018 - 09:16

Già.........ma come mai il vostro capo Berluska è incaxxato perchè ne è stato lasciato fuori?