Dall'Europa 1,5 miliardi da non sprecare

L'Italia ha attinto ai bandi Ue, nuova gara nel 2018. Fondi da spendere bene

Milano - Sicurezza e investimenti, il nodo resta quello. Le risorse per le infrastrutture non mancano, in Italia come a livello comunitario, ma il dubbio è che i fondi siano spesi bene e tempestivamente. Dopo l'incredibile incidente di Pioltello sono piovute rassicurazioni da parte del governo e di Fs, il gruppo Ferrovie dello Stato di cui fa parte Rfi, il gestore delle infrastrutture su cui circolano i treni, siano essi Trenitalia o Trenord, che gestisce il servizio locale in Lombardia. Fs, citando i rapporti dell'Agenzia Era (European Railways Agency) sostiene che i dati sono positivi, sia in termini di incidentalità che di spesa per manutenzione e sicurezza. Il tasso italiano di incidentalità (numero di incidenti per milioni di chilometri percorsi) si attesta su un valore di 0,27, a fronte di una media europea di 0,42, e comunque minore del 36% rispetto alla media europea, del 13% rispetto alla Francia e del 7% rispetto alla Germania. In 10 anni Fs calcola 57 decessi (adesso purtroppo 60) con una mortalità che sarebbe 720 volte inferiore rispetto a quella stradale. Rassicurazioni anche sul fronte degli investimenti in sicurezza. In Lombardia nel 2017, oltre i 194 milioni di interventi in sicurezza della circolazione, sarebbero stati spesi altri 80 milioni per infrastrutture e tecnologie. Per una rete, quella lombarda, che rappresenta l'11% del totale nazionale, nel quinquennio 2012-2017 è stato speso il 13% delle risorse. Anche gli esperti rassicurano, come il professor Andrea Giuricin dell'Università Bicocca, che in uno studio - dopo aver premesso che «il rischio zero purtroppo non esiste» - conferma come l'Italia sia complessivamente ben messa nelle statistiche per sicurezza del sistema ferroviario. Eppure, il timore è che quanto avvenuto a Pioltello, possa essere non tanto la fatalità, l'imponderabile, quanto il segnale di un problema. Il deragliamento di giovedì ha colpito una linea molto trafficata, alle porte di Milano, snodo di importanza strategica non solo nazionale ma europea. E in Europa i fondi ci sono. Oltre a quelli dedicati per lo più a progetti transnazionali (i 32,5 miliardi del fondo di coesione e ai 26 miliardi del Fondo europeo di sviluppo regionale) spuntano i 24 miliardi del Cef (Connecting europe facility). Nel 2016 l'Italia ha presentato 33 proposte, chiedendo fondi per 192 milioni. E ne ha ottenuti 114, per 13 proposte selezionate. Nell'arco di 3 anni, l'Italia ha ricevuto oltre 1,4 miliardi. Il pericolo è che le occasioni ci siano, anche nel 2018, ma vengano perdute. Come il piano di potenziamento (112 milioni) dello snodo di Genova. Respinto. E Milano, priorità assoluta, dovrebbe stare al passo. «In Europeo esistono diverse opportunità - spiega l'eurodeputato Stefano Maullu (Fi) - ma si tratta di occasioni preziose da non sprecare. Tra i progetti da presentare dovrà certamente trovare spazio un programma di ammodernamento delle linee ferrovie lombarde, un progetto che rafforzi sin da subito la sicurezza delle reti. Una Regione come la Lombardia non può permettersi altri tragici incidenti».