De Benedetti, l'affondo su Conte è un siluro contro il traditore Renzi

Il consiglio a Gentiloni in barca: non alleatevi con i 5 Stelle

Lunedì sera davanti a Lilli Gruber l'inossidabile Ingegner Carlo De Benedetti ha sfoggiato, oltre all'abbronzatura, anche una sorprendente dose di lucidità. Sarà che è da poco tornato dalle vacanze ma in pochi minuti l'Ing ha bocciato il Conte Bis, invocato le elezioni, lanciato siluri e anche assegnato gli Oscar della crisi politica agostana. «L'unico che si è comportato in maniera impeccabile è stato il presidente Mattarella. Il premio del trasformismo va a Conte, quello della falsità a Renzi. Salvini ha confuso il Viminale con il Quirinale. Ma il premio assoluto per maggiore incompetenza spetta a Di Maio, che è riuscito a far richiamare il proprio ambasciatore dalla Francia e adesso fa il ministro degli Esteri», ha detto Cdb. Convinto che questo sarà un governo di ordinaria amministrazione e che continueremo a parlare di Salvini.

Ma a preoccuparlo davvero è l'altro Matteo. I grillini sono infatti destinati a scomparire, dice l'Ingegnere. E per questo è il Pd che rischia di più da questa alleanza. Perché Renzi che lo ha «molto deluso» - farà un partito «da qui a tre mesi, con la scusa che il Pd debba essere riequilibrato al centro». E quindi «il governo durerà fino a che Renzi vuole che duri».

Ed è proprio questa la vera minaccia, a sentir parlare De Benedetti. Il quale era pur rimasto ammaliato dal Matteo fiorentino («mi aveva affascinato la sua intelligenza, è una spugna»). Ma poi la fiamma deve essersi spenta improvvisamente: cosa è successo per trasformare l'ex premier in un arcinemico? E perché sparare a pallettoni sul Pd (proprio lui, la «tessera n.1» del partito) alla vigilia del voto al Senato sulla fiducia per il governo giallorosso? Con Renzi, De Benedetti sembra reduce dall'aver vissuto una sorta di tradimento profondo. Ecco perché non regge la tesi di chi sostiene che i rapporti si siano incrinati dopo il caso del presunto insider trading sul decreto per le banche Popolari. Ricordiamolo: il 16 gennaio del 2015 De Benedetti comunicò a un broker della Sim Intermonte di avere saputo dall'allora presidente del consiglio che il decreto delle banche sarebbe passato. Il broker, poi accusato di ostacolo ad organismo di Vigilanza, investì 5 milioni in azioni per conto dell'imprenditore piemontese. Un'operazione che fece guadagnare a De Benedetti circa 600mila euro alla luce della riforma che venne approvata il 20 gennaio. Quelli che lo conoscono bene dubitano che l'Ingegnere si sia fatto il sangue amaro per quella vicenda. Il rancore verso Renzi, e addirittura il timore che possa riprendere il potere, deve avere origini diverse. Forse De Benedetti lo considera il vero responsabile, con la sconfitta del referendum, dell'arrivo dei «barbari» grillini e leghisti a Palazzo Chigi. Tanto da invitare, questa estate, Paolo Gentiloni e la moglie a passare una settimana sul suo yacht My Aldabra. Sul panfilo, aveva scritto il sito Lettera43 lo scorso 5 settembre, De Benedetti e Gentiloni hanno convenuto che era opportuno mettersi di traverso rispetto all'ipotesi che il Pd s'imbarcasse con i 5 Stelle in un governo. Ma mentre l'Ingegnere ha mantenuto fede al patto, Gentiloni non è riuscito a traghettare il suo partito nella direzione voluta. Ottenendo però come consolazione l'incarico di Commissario Ue.

Commenti

Altoviti

Mer, 11/09/2019 - 08:39

Si vede che a Gentiloni deve piacere la poltrona. Mai fidarsi dei poltronari, oggi amici domani ti ignorano o ti tradiscono.

Ritratto di aorlansky60

aorlansky60

Mer, 11/09/2019 - 09:39

«Renzi farà un partito proprio, con la scusa che il Pd debba essere riequilibrato al centro. E quindi il governo durerà fino a che Renzi vuole che duri». - Analisi dell'ingegnere ineccepibile e condivisibile. Il vero vincitore di questa travagliata estate politica Italiana è senza ombra di dubbio matteo renzi (dicendo questo non intendo lodarlo) uno che sa di avere in pugno un numero di parlamentari fedeli che comanda a bacchetta e sul cui equilibrio pende il destino del governo, come e quando lo deciderà renzi. Uno che avendo manovrato nel torbido -ambiente consono ad un simile personaggio di cui diffidare, conoscendolo- è rimasto appartato dietro le quinte riuscendo a giocare tutte le sue pedine -e influenzando anche l'esterno alla sua stessa corrente- in modo da raggiungere l'obiettivo che aveva in mente ("se andiamo al voto, SALVINI ci asfalta; evitare assolutamente."). E pensare che c'era in giro chi (la maggioranza) pensava di esserlo tolto dalle balle dopo il 2016!

vincenzo61

Mer, 11/09/2019 - 12:03

Bell'intervista schietta e senza peli sulla lingua. Un po' di verità ogni tanto non fa male.