Decollano i droni italiani, missioni in Irak e Ucraina

Intesa per pattugliare i confini con la Russia. Così i velivoli senza pilota diventano strumento diplomatico

Droni e personale militare per controllare le frontiere con la Russia e monitorare il rispetto del cessate il fuoco nell'est dell'Ucraina. L'Europa svela il suo piano per contribuire ad una soluzione della crisi lungo la strada tracciata dagli accordi di Minsk. Un'operazione guidata da Italia, Francia e Germania - con l'accordo di Kiev e Mosca - ma che comunque dovrà essere approvata dal consiglio permanente dell'Osce, la cui missione di monitoraggio nel sud-est dell'Ucraina fa uso di droni europei, austriaci per la precisione, già dall'inizio di ottobre.

C'è la disponibilità da parte dei Paesi europei a collaborare per il «controllo delle frontiere» in Ucraina «anche con i droni», ha detto il premier Matteo Renzi al termine dell'incontro con Vladimir Putin e Petro Poroshenko a Milano. L'Italia, che come ricorda la rivista specializzata Dronezine è stato il primo Paese europeo a dotarsi di droni militari finora disarmati e usati solo per ricognizione, aveva già annunciato nei giorni scorsi l'invio dalla base di Amendola - dove ne stazionano una dozzina, di cui sei Predator e sei Raptor - di due droni «Predator» in Medio Oriente per contrastare le milizie jihadiste.

Per il controllo delle frontiere, ha aggiunto Renzi, «oggi abbiamo a disposizione le nuove tecnologie», che stanno di fatto diventando anche strumenti di diplomazia. Droni ma anche personale militare che, e questo è un punto delicato, sarà impiegato esclusivamente per l'impiego dei mezzi.

«Il monitoraggio servirà a garantire il rispetto di uno dei punti fondamentali degli accordi di Minsk, su cui sia l'Ucraina sia la Russia si sono impegnati durante l'incontro di oggi», ha spiegato il ministro degli Esteri e prossimo Alto rappresentante della politica estera Ue Federica Mogherini. Anche Putin, in conferenza stampa, ha voluto sottolineare la volontà della Russia di collaborare con l'Europa nell'operazione.

La Francia, che già dieci giorni fa con la Germania aveva annunciato l'intenzione di inviare velivoli senza pilota a vigilare sulla fragile tregua, ha messo l'accento sull'urgenza di attuare il piano. «È una cosa che dobbiamo fare il più presto possibile», ha detto il presidente francese Francois Hollande. Per la cancelliera tedesca Angela Merkel, «il tema dei droni non riguarda tanto la sorveglianza dei confini tra Russia e Ucraina, quanto quello delle linee di demarcazione delle zone di Donetsk e Lugansk, dove dovrebbero tenersi delle elezioni locali».

E sui droni tedeschi a supporto della missione dell'Osce nell'est dell'Ucraina il tabloid Bild ha rivelato che vi sarebbero dei problemi tecnici, dovuti al rigido clima in cui dovrebbero essere utilizzati. I droni del tipo «Luna» sono infatti collaudati per operare fino a -19 gradi, e nella regione in cui andrebbero usati, all'altezza di 3.000-5.000 metri, le temperature scendono ben oltre questo livello.