Decreto vaccini più morbido Ma Lega e M5S fanno muro

Scontro in Senato, dubbi sulla fiducia. Sanzioni meno salate, salta l'obbligo per operatori di scuola e sanità

Vaccini sospesi tra fiducia e diffidenza. Esaltato o stroncato dalle opposte tifoserie è approdato ieri nell'Aula di Palazzo Madama il decreto che impone l'obbligo di vaccinazione per l'iscrizione a scuola, accolto da un sit-in di protesta organizzato davanti al Senato da famiglie contrarie all'imposizione della profilassi. Clima dunque non ideale per affrontare con serenità un confronto su questioni che riguardano la salute pubblica e che invece rischiano di essere strumentalizzate per accaparrarsi il favore dei tanti cittadini disorientati da un bombardamento di informazioni spesso non supportate scientificamente. In Commissione Sanità a Palazzo Madama è stato raggiunto un accordo su alcune sostanziali modifiche all'impianto originario del decreto che dovrebbero permettere al provvedimento di essere approvato in modo veloce e indolore. Ma sono ancora molti gli scogli da superare a cominciare dai 300 emendamenti presentati dalle opposizioni. La Lega è salita sulle barricate ed è pronta a invocare il voto segreto e dunque il governo e il Pd hanno deciso di tenere pronto il jolly, autorizzando la fiducia. Ieri sono state respinte le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Lega e M5S che negano vi sia un'emergenza sanitaria tale da richiedere un provvedimento di urgenza, comunque bocciato come «incostituzionale» perché tra l'altro, accusano sia leghisti sia grillini, viola la libertà personale rispetto alla scelta delle cure. Forza Italia ha invece votato contro le pregiudiziali di costituzionalità. Dopo la discussione generale oggi si cominceranno a votare gli emendamenti. E di fronte a un rallentamento pericoloso del dibattito si romperanno gli indugi e il governo porrà la fiducia.

Rispetto all'impianto originale del provvedimento che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, avrebbe voluto mantenere immutato sono invece cambiate molte cose. Bocciato per motivi economici però l'emendamento che voleva introdurre l'obbligo anche per operatori scolastici e sanitari sostenuto anche da Forza Italia. Gli obbligatori scendono da 12 a 10 per i bambini e adolescenti da zero a 16 anni: anti-poliomielitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti-Haemophilus influenzae tipo b; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella. Nel decreto si specificano le altre 4 fortemente raccomandate: anti-meningococco B; anti-meningococco C; anti-pneumococcica e anti-rotavirus. Le famiglie che non rispetteranno il calendario vaccinale per gli obbligatori saranno multate a partire da 500 fino ad un massimo di 3.500 non più 7.000 come in prima stesura. Cancellato anche il riferimento alla possibilità di essere denunciati al Tribunale dei Minori con il rischio di perdere la patria potestà. Previsto un giro di vite sui costi dei vaccini e l'istituzione dell'Anagrafe vaccinale nazionale. Saranno i dirigenti scolastici verificare al momento dell'iscrizione del minore la certificazione dell'avvenuta vaccinazione o della prenotazione alla Asl. Le famiglie a settembre potranno cavarsela con un'autocertificazione ma entro il 10 luglio di ogni anno dovranno esibire il documento comprovante l'avvenuta profilassi. In caso di mancata presentazione ci sarà la segnalazione alla Asl seguita da un richiamo fino alla sanzione in caso di recidiva. Per nidi e materne, statali e paritarie, niente iscrizione senza vaccinazione. Dalle elementari invece sì all'iscrizione ma potranno scattare le sanzioni.

E mentre il Parlamento discute l'Organizzazione Mondiale della Sanità ritorna sull'allarme morbillo che in un anno ha causato 35 morti in Europa: 31 in Romania, 2 in Italia, una in Germania e un'altra in Portogallo. Morti «inaccettabili» per l'Oms che ricorda come sia disponibile un «vaccino sicuro ed efficace» per evitarle.