"Democrazia a rischio". Quella lezione di Craxi ancora attuale oggi

Mentre scoppiava Mani pulite, l'ex premier Bettino CRaxi in Aula gettava le basi per ricostruire il Paese

Pubblichiamo stralci del discorso che l’allora segretario del Psi Bettino Craxi tenne alla Camera il 3 luglio del 1992, in pieno scandalo Tangentopoli, durante la fiducia al nascente governo Amato. All’ombra della politica, l’ammissione, "fioriscono e si intrecciano casi di corruzione e di concussione".

Onorevole presidente, onorevole presidente del Consiglio, onorevoli deputati, nella vita democratica di una nazione non c'è nulla di peggio del vuoto politico. Da un mio vecchio compagno ed amico, che aveva visto nella sua vita i drammi delle democrazie, ho imparato ad avere orrore del vuoto politico. Nel vuoto tutto si logora, si disgrega e si decompone. E in questo senso ho sempre pensato e penso che un minuto prima che una situazione degeneri bisogna saper prendere una decisione, assumere una responsabilità, correre un rischio.

Il sistema dei partiti, che hanno costituito l'impianto e l'architrave della nostra struttura democratica e che ora mostrano tutti i loro limiti, le loro contraddizioni e degenerazioni, al punto tale che vengono ormai sistematicamente screditati e indicati come il male di tutti i mali, soprattutto da chi immagina o progetta di poterli sostituire con simboli e poteri taumaturgici che di tutto sarebbero dotati, salvo che di legittimità e natura democratica. Sono immagini e progetti che contengono il germe demagogico e violento di inconfondibile natura antidemocratica.

È vero che nel tempo si sono accumulati molti ritardi per tanti fattori negativi; per miopia, velleitarismo, conservatorismo. E tutto ciò è avvenuto in modo tale che il logoramento del sistema ha finito con il progredire inesorabilmente, come non era difficile prevedere. Ora non c'è più molto tempo a disposizione, onorevoli colleghi. Vi sono dei processi di necrosi che sono giunti ormai ad uno stadio avanzato. Il Parlamento deve reagire, deve guardare alto e lontano, dando innanzitutto l'avvio ad una fase costituente per decidere rapidamente riforme essenziali di ammodernamento, di decentramento e di razionalizzazione. Serviranno a ridare efficienza e prestigio alle Camere, a rompere un centralismo dello Stato, per parte sua duro a morire, rafforzando i poteri e l'autonomia delle Regioni come suggeriamo nel nostro programma sino ai limiti del federalismo, a garantire autorevolezza e stabilità all'esecutivo. Bisognerebbe porre mano subito alla riforma delle leggi elettorali con uno sguardo rivolto ai modelli e alle esperienze delle democrazie europee ed un altro rivolto alle tradizioni della democrazia italiana.

C'è un problema di moralizzazione della vita pubblica che deve essere affrontato con serietà e rigore, senza infingimenti, ipocrisie, ingiustizie, processi sommari e «grida» spagnolesche.

È tornato alla ribalta in modo devastante il problema del finanziamento dei partiti, o meglio del finanziamento del sistema politico nel suo complesso, delle sue degenerazioni, degli abusi che si compiono in suo nome, delle illegalità che si verificano da tempo, anzi da tempo immemorabile.

In quest'aula e di fronte alla nazione penso che si debba usare un linguaggio improntato alla massima franchezza. Bisogna innanzitutto dire la verità delle cose e non nascondersi dietro nobili ed altisonanti parole di circostanza che molto spesso e in certi casi hanno tutto il sapore della menzogna.

Si è diffusa nel Paese, nella vita delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni, una rete di corruttele grandi e piccole, che segnalano uno stato di crescente degrado della vita pubblica. Uno stato di cose che suscita la più viva indignazione, legittimando un vero e proprio allarme sociale e ponendo l'urgenza di una rete di contrasto che riesca ad operare con rapidità e con efficacia. I casi sono della più diversa natura, spesso confinano con il racket malavitoso e talvolta si presentano con caratteri particolarmente odiosi di immoralità e di asocialità.

Purtroppo, anche nella vita dei partiti molto spesso è difficile individuare, prevenire, tagliare aree infette, sia per l'impossibilità oggettiva di un controllo adeguato sia, talvolta, per l'esistenza ed il prevalere di logiche perverse. E così, all'ombra di un finanziamento irregolare ai partiti e ripeto, meglio, al sistema politico fioriscono e si intrecciano casi di corruzione e di concussione, che come tali vanno definiti, trattati, provati e giudicati. E tuttavia, d'altra parte, ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto benissimo, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale. I partiti, specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali ed associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all'uso di risorse aggiuntive in forma irregolare o illegale.

Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale.

Ma non credo che ci sia nessuno in quest'aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo, perché presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro. E del resto, andando alla ricerca dei fatti, si è dimostrato e si dimostrerà che tante sorprese non sono in realtà mai state tali. Per esempio, nella materia tanto scottante dei finanziamenti dall'estero, sarebbe solo il caso di ripetere l'arcinoto «tutti sapevano e nessuno parlava».

Un finanziamento irregolare o illegale al sistema politico, per quante reazioni e giudizi negativi possa comportare e per quante degenerazioni possa aver generato, non è e non può essere considerato ed utilizzato da nessuno come un esplosivo per far saltare un sistema, per delegittimare una classe politica, per creare un clima nel quale di certo non possono nascere né le correzioni che si impongono né un'opera di risanamento efficace, ma solo la disgregazione e l'avventura.

Del resto, onorevoli colleghi, nel campo delle illegalità non ci sono solo quelle che possono riguardare i finanziamenti politici. Il campo è vasto e vi si sono avventurati in molti, come i fatti spero si incaricheranno di dimostrare, aiutando tanto la verità che la giustizia.

Ebbene, a questa situazione ora va posto un rimedio, anzi più di un rimedio. È innanzitutto necessaria una nuova legge che regoli il finanziamento dei partiti e che faccia tesoro dell'esperienza estremamente negativa di quella che l'ha preceduta.

Penso che se la legislatura imbocca la sua strada maestra, allora non avrà tempo per fermarsi. Ne trarranno giovamento i partiti che vogliono percorrere una stagione di rinnovamento interno, di revisione degli statuti, di riforma delle regole, di ricambio degli uomini, di promozione di nuove associazioni tra loro e di più strette alleanze.

Anche il governo sarà aiutato ad avanzare lungo i binari del buon programma che si è dato, dovendo affrontare le emergenze che lo stringono d'assedio, in primo luogo, quella economica e quella criminale. Se così non sarà e certo non me lo auguro la sorte della legislatura scivolerà su un piano inclinato e sarà allora rapidamente segnata.

Non me lo auguro innanzitutto per il paese, onorevole presidente. Per la sua economia, che ha bisogno di un clima di operosità, di fiducia e di collaborazione sociale: una economia che deve essere stimolata ed aiutata a ritrovare iniziativa e competitività. Per i livelli occupazionali, a cominciare dall'occupazione nell'industria, che ha già ricevuto duri colpi ed altri purtroppo può riceverne ancora. Per il riequilibrio della finanza pubblica, che è urgente, necessario e non rinviabile: un record mondiale negativo, che in questi prossimi anni dobbiamo riuscire a toglierci di dosso nell'interesse di tutti, levando dal nostro futuro una grande incognita ed una tagliente spada di Damocle.

Ridefinire e riselezionare la spesa sociale e le protezioni dello Stato sociale, senza smantellarlo secondo le invocazioni dei peggiori conservatori: anche questo è necessario, urgente e non più rinviabile.

Sono questi gli anni del passaggio verso un'Europa più unita, più integrata ed auguralmente più coesa. Tuttavia, quando si sentono magnificare i nuovi traguardi europei come se si trattasse di una sorta di paradiso terrestre che ci attende, c'è solo da rimanere sconcertati.

È naturalmente fondamentale che l'Italia riesca a raggiungere il passo dei suoi grandi partner europei. Diversamente, si produrrebbe una frattura di portata storica nelle linee di fondo del nostro progresso. Tuttavia dobbiamo insistere a chiederci quale Europa vogliamo: non un'Europa sottratta ad ogni controllo dei poteri democratici; non verso politiche determinate solo sulla base di criteri macroeconomici, indifferenti di fronte alla valutazione dei costi sociali. Un'Europa, dunque fondata su un mercato unico, aperto e libero, ma il cui sviluppo non contraddica il principio che gli anglosassoni definiscono come «il mercato più la democrazia». Non un'Europa in cui la modernizzazione diventi brutalmente sinonimo di disoccupazione, ma un'Europa dove le rappresentanze sindacali abbiano un loro spazio, una loro dignità ed una loro influenza; un'Europa che guardi al proprio riequilibrio interno ma anche all'altra Europa, che si è liberata dal comunismo, ma che rischia di restare ancora separata e divisa dal muro del denaro. Un'Europa capace di una vera politica estera e di una più larga apertura verso il mondo più povero che ha assolutamente bisogno di un acceleratore che gli consenta di uscire dalla depressione, dalla stagnazione e dal sottosviluppo, senza di che le ondate migratorie diventeranno sempre più incontrollabili.

Sono gli interrogativi che ci poniamo, partendo dalla nostra fede nelle democrazie europee, dalle nostre convinzioni europeiste, dal contributo che abbiamo direttamente dato per aprire la strada ad un nuovo capitolo della costruzione europea. Nella vita delle nazioni e nella storia gli eroi e i martiri sono sempre stati un grande esempio ed una formidabile leva morale; e nel loro nome si sono potute realizzare grandi imprese.

Commenti

incomprensibile

Mer, 08/02/2017 - 09:35

ONORE A BETTINO CRAXI, IL PIU' GRANDE,

Ritratto di Pajasu75

Pajasu75

Mer, 08/02/2017 - 09:50

Averne di politici come Craxi... un uomo che con autorevolezza e carisma faceva riconoscere all'Italia un ruolo importante nel mondo.

lomi

Mer, 08/02/2017 - 10:17

A parte la levatura dell'uomo e' bene ricordare che costui, assieme a tanti altri compagni di merende (sinistra compresa..tanto per non fare distinzioni), e' stato beccato col sorcio in bocca...chiamasi Maxi tangente Enimont e nei sui conti correnti son stati trovati i soldi di questa tangente. Ricordo anche che l'allegra gestione sua e di un certo Dott. Amato ha fatto crescere il debito pubblico italiano dal 60 al 100% dando il via al mostro del debito pubblico che abbiamo. Insomma l' Italia e' cresciuta sui debiti...altro che statista...altro che euro...da li' inizia il declino del Paese..una dei grandi del G7 ma basata sui debiti...che ancora paghiamo...questa e' storia..e chi nega questo nega se stesso

Massimo Bocci

Mer, 08/02/2017 - 10:27

"Democrazia a rischio"....perché c'è qualcuno che può dire di averla mai vista da queste parti??? Una vera desaparecidos ITALIANA, qui solo cosche di mafia catto-comuniste, che con la democrazia non hanno mai avuto nulla da spartire IN QUANTO SI MAGNANO SEMPRE TUTTO LORO!! E non tollerano intromissioni INDEBITE, SPECIALMENTE se DEMOCRATICHE e ITALIANE!!!

cecco61

Mer, 08/02/2017 - 10:28

Da che pulpito... Condanna un sistema di cui lui era parte integrante e attiva, insieme a tutti gli altri, nessuno escluso. Condanna lo strapotere dello Stato avallando un governo che, di lì a poco, avrebbe cannibalizzato i c/c di tutti gli italiani mentre, nel contempo, contribuiva ad aumentare le interessenze pubbliche nella vita economica e finanziaria del Paese alimentando inevitabilmente quelle corruzioni di vario tipo che, a parole, condanna. Sia chiaro, non era diverso dai politici di allora e neppure da quelli attuali: solo diversi livelli di ingordigia e di brama di potere. Intanto, allora come oggi, il popolo italiano paga e soffre.

Giulio42

Mer, 08/02/2017 - 10:51

Un discorso di una attualità incredibile, peccato che in Italia e forse in Europa non esistono più uomini politici con questa visione a 360gradi dei problemi e della loro conseguente ricaduta sulla vita dei popoli. Purtroppo, abbiamo perso non solo Craxi ma tanti altri uomini politici che hanno dato lustro, ricchezza e l'esempio di grande capacità al nostro paese. Il ricambio generazionale ci ha portato urlatori e venditori di tappeti e il risultato si vede.

giovanni PERINCIOLO

Mer, 08/02/2017 - 11:07

Se l'Italia fosse cosa seria alla rimpatriata dei duri e puri di mani pulite dovrebbe essere riletto integralmentge il discorso di Bettino Craxi e poi dovrebbe non solo essere richiesto loro un serio ed onesto esame di coscienza ma dovrebbe essere usato come materia di studio e memento delle nuove generazioni di magistrati! Ma chiedere tanto ad una ANM diretta da Davigo é sicuramentge chiedere troppo! Ed é duro dover constatare che dopotutto tra gli "eroi" di mani pulite chi ne é uscito nel modo migliore é Di Pietro, l'unico che ha, tardivamente magari, ammesso che si "guardo' purtroppo" da una sola parte!

buri

Mer, 08/02/2017 - 11:09

gli italiani hanno la memoria corta e i giovanni sanno a malapena chi era Crazi, sanno solo la verità del pool di Borelli che di certo non è un esempio di imparzialità

buri

Mer, 08/02/2017 - 11:18

ad ogni modo bisogna pure riconoscere che alla pari di tanti politici di quell'epoca incassava mazzette

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mer, 08/02/2017 - 11:27

Proporre questo personaggio come icona dell'onestà politica e della trasparenza democratica ha qualcosa di vagamente surreale...State scherzando, vero?

unosolo

Mer, 08/02/2017 - 11:32

un grande statista distrutto dall'odio politico e personale di moltissimi politici di allora , ONORE ? un EROE ne sono certo !

unosolo

Mer, 08/02/2017 - 11:36

incastrato da amici non fece nulla contro il suo carattere , mai usato il potere per propri interessi , INVASTRATO e li ha denunciati nel discorso , non avendo le prove si è dovuto difendere nel solo modo possibile , domandatevi come mai ancora vanno nella sua tomba , alcuni per rimorso sicuramente , amici ? quanti falsi amici si sono arricchiti ma nessuno li ha incastrati , parlo di chi fece indagini a senso unico ovviamente , storia ne dirà ancora ,.

unosolo

Mer, 08/02/2017 - 11:40

troppo ingenuo e pulito tanto da fidarsi delle persone che gli giravano intorno , altri politici scaltri sono diventati ricchi e oggi hanno più pensioni e vitalizi , sono puliti o hanno saputo nascondere i propri interessi ? rapporto di corrotti tra politica e fuori è 3 a 1 , non era il suo solo partito nei vari governi ricordatelo bene ,

disalvod

Mer, 08/02/2017 - 12:14

Molti non hanno avuto il coraggio di Giuda.

beale

Mer, 08/02/2017 - 12:40

@lomi: l'esplosione del debito pubblico data 1981 dal "divorzio" tesoro-bankitalia, auspici tecnici/politici dell'epoca. questa è storia senza luoghi comuni.Veniamo alla comemorazione: il discorso pronunciato da Craxi è stato di una chiarezza e lucidità profetica rivolto però ad un'aula sorda che assecondando l'ondata "populista" aveva già scritto il copione del dramma ed il suo epilogo. Nessuno ne parla, ma il progetto della lira pesante realizzato propedeuticamente all'entrata nell'UE fu stoppato quando tutto era già pronto (bankit aveva già ricevuto i libri divulgativi da distribuire alle banche ed ai clienti di queste).non è dietrologia, ma tangentopoli è stato anche lo strumento per eliminare un protagonista scomodo del progetto europeo.

lorenzovan

Mer, 08/02/2017 - 12:53

purtroppo segno' anche uno spartiacque nell'aumentare a dismisura il debito pubblico... proprio quello che ci sta da anni affossando con i suoi interessi...ritirando risorse agli investimenti

lorenzovan

Mer, 08/02/2017 - 12:58

@unosolo...chissa' perche' sta storiella dell'uomo onesto pulito e all'oscuro di tutto ... tradito dai compagni...ciclicamente ricompare...appari' col benito...continuo' col craxi...e poi il berluska...e ...prevedo...cosi' sara' per il grillo....lololololo..ma che paese di " cari leader" innocenti e traditi!!!!!lolololololololol

Ritratto di stenos

stenos

Mer, 08/02/2017 - 13:02

Era un ladro. MA è stato fatto fuori per consegnare i paese in mano ad una categoria di ladri ancora peggiori, i comunisti.

Ritratto di orione1950

orione1950

Mer, 08/02/2017 - 13:03

"Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale"; é questa la reale foto del sistema politico. Anche se non mi era simpatico , tant'é che all'epoca bastava dire socialista per dire ladro, Craxi é stato il più onesto tra tutti i politici. Ha detto la verità ma per i komunisti era il rivale principale da far fuori a tutti i costi. D'altronde, si é visto ancora dopo con Berlusconi che era un craxiano.

venco

Mer, 08/02/2017 - 13:17

Ricordo il primo governo Craxi dell'82, che diede il via alla spesa pubblica facile con impennata del debito pubblico.

lomi

Mer, 08/02/2017 - 13:27

beale: tangentopoli, pur con le sue esagerazioni, ha scoperchiato un sistema fatto di tangenti ai partiti che nessun altro grande paese europeo ha conosciuto. Possiamo discutere sui metodi, sul merito assolutamente no. Purtroppo poi la seconda Repubblica ci ha regalato adombrando un pericolo comunista (probabilmente non cosi' reale) ma che avrebbe sicuramente messo in difficolta' qualche editore, 20 anni di immobilismo, in cui i reduci del pci accusavano quelli di FI ..immobilismo che pero' e' servito al procrastinarsi della loro specie. Il popolo si divideva tra Berlusconiani ed anti e nel frattempo nei loro palazzi TUTTI ma proprio TUTTI facevano i cavoli loro...lasciando a noi, non meno colpevoli, le macerie che stiamo ancora raccogliendo. Non parliamo poi del fenomeno lega...da ascrivere anche quello ad un amore rivelatosi un calesse....

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Mer, 08/02/2017 - 13:31

É stato un grande statista. Vedeva chiaro nel futuro. Ha denunciato corrutele e finanziamenti illeciti compresi quelli che arrivavano al PCI dall'URSS, nostra dichiarata nemica pronta con i piani di invasione. E guarda caso, da tutto questo bailamme, chi se ne esce pulito pulito come una verginella? Il PCI. Graziato da 'mani pulite'. Chiaro come la neve al sole.

lorenzovan

Mer, 08/02/2017 - 13:42

@iomi...13.27 analisi perfetta

VittorioMar

Mer, 08/02/2017 - 13:57

...è ancora difficile dare un giudizio sereno su quegli anni ; ci sono troppe cose taciute ;troppi omissis; troppe ingerenze esterne;troppe indagini a senso unico;troppe indagini volutamente non eseguite;c'è un po' troppo di tutto mancante....!!

paolonardi

Mer, 08/02/2017 - 14:03

Craxi, essendo socialista, non mi era particolarmente simpatico anche per alcuni sbagli grossolani come l'aver accolto, in Europa, l'allora PCI nel gruppo docualista, di avere, insiema a parte della DC, partecipato alla piltica dei due forni; tutto cio' non toglie che per far fuori lui, il parlamento approvo' l'abolizione dell'immunita' parlamentare consegnando il paese alla magistratura con i risultati catastrofici che ci perseguono.

Giulio42

Mer, 08/02/2017 - 14:26

Leggo tanti commenti che evidenziano che anche a quei tempi giravano le mazzette, la mia opinione è che uomini perfetti non esistono, chi va al mulino si infarina dice un vecchio proverbio, ed è vero e questo vale quasi per tutti politici e non. La differenza, la fa il fare cose utili, durature, che creano posti di lavoro, che danno ricchezza e benessere a chi partecipa. L'attuale classe politica è attratta dal dio denaro fine a se stesso, e se arreca danno non importa, se non dura non importa, se è inutile l'importante è prendere la stecca. Questa per me è la grande differenza.

acam

Mer, 08/02/2017 - 14:26

lomi lungi da me dal confurate quanto tu hai detto fin qui, ma é meglio chi governa il paese e resta qualcosa a luio o chi prende tutto e il paese va a schifio? ho conosciuto tempi in cui l'italia andava bene le tasse non superavano il 15% poi c'erano i contributi, poi c'erano i vari bertinotti che dicevano che tutti avevano diritti e dimenticavano i doveri, sostenuti da improbabili sindacati, chi per costruirsi la casa usava i soldi delle tasse, insomma italiani lavoratori e un poco marioli, fino a che hanno imparato ad essere criminali vista l'ingordigia diffusa e a buon mercato. ricordate l'affare della prima pietra. la chiesa si accorgeva di tutto ciò? caro lomi visto quanto scrivi dovremmo aver vissuto gli stessi tempi, che ha me hanno insegnato ad essere comprensivo ma a condannare l'ingordigia criminale, dicevano nun fate l'onda...

unosolo

Mer, 08/02/2017 - 15:11

uno Statista rimane tale , ha creato un enorme mola di lavoro , la lira girava , tutti avevano lavoro e si poteva cambiare anche lavoro , spendevamo e cambiavamo case , pagavamo la FIAT per non far licenziare operai , insomma potevamo comprare e vendere , eravamo senza delinquenza nelle città e potevamo far girare anche le nostre figlie di sera o tardi , oggi ? un sogno grazie ai ladri che si sono impossessati del parlamento , certo ci saranno eccezioni , ma quasi tutti sono implicati in affari e quel posto gli serve per continuare ,,.

Libertà75

Mer, 08/02/2017 - 15:48

@lomi, senza debiti non si fa crescita, non esiste economia mondiale che non sia in debito. Gli unici a fare eccezioni sono i paesi che contabilizzano il petrolio e dall'anno scorso anche loro sono in perdita. Il punto è molto semplice, se lei ha bisogno di una casa, fa un mutuo e li ci si mette a vivere, senza deve barcamenarsi o arraggianrsi con affitto (che vuol dire riconoscere rendite altrui). Quindi il punto non è il debito, ma semmai gli sprechi.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 08/02/2017 - 16:02

Hanno rubato prima, continuano a rubare adesso, checchè se ne dica, continueranno a rubare in futuro. Senza pene pesanti e certe, non succede niente.

lomi

Mer, 08/02/2017 - 17:08

Libertà75: 1 i debiti chiaro..e' corretto. le aziende si sostengono sui debiti, ma se hanno un business plan investono e si rinnovano, ma quando nei debiti conteggiamo...le baby pensioni, i 200.000 ferrovieri, l' Alitalia, la sanita' gratis per tutti, tutta una serie di servizi quali rifiuti, trasporti etc..a prezzi praticamente gratis come si fa a dire che questo e' un investimento?? Per anni e ancora oggi siamo portati a pensare che tutto ci sia dovuto e sia gratis...quando girando per l'Europa sviluppata (non parliamo di est Europeo) si scopre che i costi di trasporti, Sanita', servizi comunali...sono molto piu' alte che in Italia.

lomi

Mer, 08/02/2017 - 17:08

Liberta 75: 2 Insomma per anni ci siamo cullati di poter avere soldi per i nostri vizi..auto, vacanze, viaggi beni di lusso...ora scopriamo amaramente che oltre aver distrutto il Paese abbiamo distrutto anche il futuro dei nostri figli...che per inciso, avendo noi sensi di colpa, li abbiamo viziati fino alla morte tenendoli in casa fino quasi a 100 anni e non facendogli capire il valore dei sacrifici e nascondendo loro la feccia che c'e'...Ma vedete in Romania cosa succede in questi giorni?? E l'eta' media dei manifestanti??Voi vedresti i nostri figli a fare questo...allora spiace dirlo...ma onore al popolo romeno....

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Mer, 08/02/2017 - 17:30

Caro Craxi, hai creduto impossibile che fosse un sistema di criminali e hai sbagliato ... SONO MOLTO PEGGIO CHE CRIMINALI ... Sono monnezza che solo sa imporre l´autoritarismo della propria meschinitá e bassezza ... Sei stato un povero ingenuo e ti hanno massacrato fino a ridurti polvere ... Nella loro demente scalata al potere con il sudiciume di ogni mezzo, la intelligenza (capacitá che non hanno di creare valore e bellezza per tutti), é quello che piú odiano, da loro piú rabbia, non riescono a sopportare, queste vigliacche, ottuse, ignoranti scorie autoritarie ... Il loro é fascismo nella sua espressione piú schietta e vile, autoritarismo prepotente della ottusitá e della ignoranza

Ritratto di GaetanoBruno

GaetanoBruno

Mer, 08/02/2017 - 17:43

I social , oltre che a mettere a confronto idee e opinioni, danno spazio anche a fare usare la lingua a chi non parlerebbe mai. Tutti parlano e pochi conoscono la storia. Invocare la "forca" nei giudizi dispregiativi, è segno di decadenza e imbarbarimento delle coscienze. Candidatevi e andate in Parlameto a dire e cose che GRATUITAMENTE scrivere qui.