Denuncia la "miseria ladra" col vitalizio da consigliere

Il coordinatore di Libera e braccio destro di don Ciotti invoca il reddito minimo, poi intasca 2.600 euro al mese

Roma - Da animatore delle campagne contro la povertà al vitalizio da 2.619 euro netti al mese il passo è breve. Addirittura brevissimo se il soggetto interessato si chiama Enrico Fontana ed è anche il coordinatore nazionale di Libera, l'associazione fondata da Don Luigi Ciotti. Associazione nata nel marzo del 1995 «con l'intento - si legge nel sito internet di Libera - di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere la legalità e la giustizia».

Nessun imbarazzo insomma per i venerabili maestri della sinistra benpensante quando si tratta di arricchire la cassaforte di famiglia. A Fontana, classe '58, giornalista professionista, ideatore del termine «ecomafie», che fa il maestrino a destra e a sinistra pubblicando libri per Einaudi e inchieste per l'Espresso , è bastato farsi eleggere alla Regione Lazio nel 2006. Anzi, subentra ad Angelo Bonelli che nel frattempo diventa capogruppo a Montecitorio del Sole che ride, gruppo a sostegno dell'ex premier Romano Prodi. Sono gli anni di Piero Marrazzo a governatore della Pisana. Anni in cui Fontana pungola l'esecutivo sui temi più disparati, dai rifiuti passando ai beni confiscati, continuando a presenziare in convegni dal titolo «Il sole sul tetto, energie rinnovabili e risparmio energetico». Ovviamente, non perdendo mai di vista il tema della povertà, cruccio della carriera dell'attuale braccio destro di Don Luigi Ciotti. Ma la legislatura finisce con qualche mese di anticipo per le dimissioni del governatore Marrazzo, coinvolto in uno scandalo a base di festini e trans. Ciò ovviamente consente al nostro Fontana di ottenere un lauto vitalizio. Dopo cinque anni scarsi in Regione e dopo aver versato circa 90mila euro di contributi, dal 2011 Fontana ricevo un assegno mensile di 3.187 euro che, a causa delle recenti sforbiciata apportate dalla modifica della normativa sui vitalizi, si è ridotto a 2.616,32 netto (dato che è possibile reperire all'interno del sito del M5s Lazio che monitora giornalmente le evoluzioni dei vitalizi).

In sostanza, facendo un calcolo di massima, Fontana ha già incassato più di 150mila euro recuperando i 90mila euro versati di contributi. Ma non finisce certo qui. Perché dal settembre del 2013 Fontana è il coordinatore nazionale di Libera. E dalla casa di Don Ciotti, non è uno scherzo, Fontana lancia e anima la campagna «Miseria ladra». Gira ogni angolo del Belpaese per diffondere il verbo del padre nobile di Libera. Ma il vero paradosso è il seguente: il 15 aprile di quest'anno - insieme a Giuseppe De Marzo, coordinatore di «Miseria Ladra» - invia una lettera a tutti i parlamentari «per calendarizzare in aula entro cento giorni una legge per il reddito minimo o di cittadinanza, per contrastare povertà e disuguaglianza, così come da tempo ci chiede l'Europa».

Il virtuoso della «legalità e della giustizia» incalza Montecitorio e Palazzo Madama ma intanto incassa, senza batter ciglio, il vitalizio. D'altronde è nello stile dei vertici di Libera. Nando Dalla Chiesa, presidente onorario dell'associazione, riceve mensilmente un assegno di 4.581,48 euro. Insomma, «miseria ladra» per gli altri, non per i venerabili maestri.

Twitter: @GiuseppeFalci

Commenti

Duka

Ven, 22/05/2015 - 08:35

Alla faccia della "carità cristiana" : BUFFONI, IGNORANTI, MISEREVOLI

Edmond Dantes

Ven, 22/05/2015 - 09:59

"Chiagne e fotte" e' la regola di questi samaritani da strapazzo. Libera nos a Libera, Domine !

Ritratto di Jiusmel

Jiusmel

Ven, 22/05/2015 - 10:19

Qualcuno duemila anni fa apostrofò i farisei "sepolcri imbiancati". Agli occhi odierni niente di più attuale nei confronti di molti che dall'alto dei loro scanni predicano giustizia e altruismo.

moranma

Ven, 22/05/2015 - 10:36

perchè, per denunciare delle ingiustizie, si deve per forza esserne colpiti? Se uno ha una pensione di 2600 euro non può dire che dare un reddito minimo garantito a chi non ha lavoro ( con tutte le clausole che tutti conoscono) sia una cosa giusta?

zadina

Ven, 22/05/2015 - 11:02

Sempre la solita storia si ripete, coloro che possiedono scarpe nuove e buone camminano in strade pulite senza ostacoli di nessun genere, coloro che non anno le scarpe li fanno camminare dove ci sono spini rovi e ostacoli di tutti i generi, l'importante per quei papaveri inutili e dannosi possano navigare nella abbondanza, alle spalle dei poveri cristi e popolo BUE, fino a quanto potrà continuare una disuguaglianza simile ?.......

opinione-critica

Ven, 22/05/2015 - 22:04

Il loro motto è: "compagno tu lavora e io magno", la maschera del buonismo e della legalità fa proseliti e favorisce, oggettivamente, la corruzione e il malaffare. Pochissimi sanno quanto intascano queste associazioni, sono parzialmente noti solo i soldi pubblici, ma poi....