Lo dice anche la Francia "Se esce dall'euro l'Italia non rischia nulla"

Lo studio: il Paese sarebbe più competitivo e la nuova lira si rivaluterebbe dell'1%

Anche a Parigi si pensa all'Eurexit. Non si tratta, però, di uno slogan elettorale di Marine Le Pen, ma di un'elaborazione di un autorevole centro di ricerca economico transalpino, l'Ofce che è stato presieduto per vent'anni dall'economista Jean-Paul Fitoussi. Insomma, Mediobanca Securities non è stata la sola in Europa a esercitarsi sul cosiddetto breakup, cioè lo «spezzatino» dell'unione monetaria. Il report della divisione Trading del «salotto buono» della finanza, pubblicato dal Giornale, ha svelato come il dibattito sia condotto nelle sedi istituzionali più importanti. Tant'è vero che uno dei due autori della pubblicazione dell'Ofce, Sébastien Villemot, collabora con Sciences Po, la prestigiosa università francese guidata dall'europeista Enrico Letta.

Lo studio, curato da Villemot e dal collega Cédric Durand della Sorbona, ipotizza due scenari: l'uscita dall'euro di un singolo Paese o la rottura totale e contemporanea dell'unione. Partiamo dalle conclusioni, che sono molto interessanti, e risaliamo successivamente alle premesse. Sulla base dei dati relativi alla natura del debito pubblico e di quello privato alla fine di settembre 2015, la fine dell'euro comporterebbe una sostanziale stabilità rispetto alla moneta unica per una eventuale nuova lira (che si rivaluterebbe di circa l'1% sull'euro). Tale considerazione proviene dal fatto che il debito pubblico emesso in altre giurisdizioni e valute si attesta a circa il 5% del Pil e dunque non rappresenta un problema irrisolvibile. In caso di Italexit, infatti, quei titoli o quei finanziamenti non potrebbero essere ridenominati in nuove lire e potrebbero appesantire il conto. Ma, come si è visto, la loro incidenza non è problematica. In secondo luogo, la posizione netta dell'Italia (attivi-passivi) è positiva. Grazie alla forza di famiglie e imprese la nazione produce ed è perciò creditrice in misura maggiore rispetto a quello che è il suo sbilancio. Il saldo è infatti positivo per circa il 30% del Pil.

Ecco perché l'Italia avrebbe da temere per la fine dell'euro meno di Germania, Francia e Spagna. La prima dovrebbe sopportare una rivalutazione del 14% che la renderebbe meno competitiva, mentre le seconde soffrirebbero una svalutazione dell'11% circa sull'euro. Premesso che si tratta di simulazioni che non tengono conto del peso dei derivati finanziari presenti sul mercato, non si può tuttavia non sottolineare come, secondo Villemot e Durand, l'uscita dall'euro per l'Italia sarebbe a «rischio zero» in virtù anche di un'incidenza tollerabile dei debiti delle istituzioni finanziarie e non finanziarie espressi in valuta estera (30% e 8% del Pil). Basti pensare che per il piccolo Lussemburgo questi due parametri raggiungono il 742 e il 1.125% del Pil.

Insomma, senza euro l'Italia sarebbe più competitiva nell'export con la concorrenza tedesca. Certo, l'ambiente sarebbe un po' differente perché si troverebbe circondata anche da Paesi in forte difficoltà come Grecia, Portogallo e Lussemburgo (forse pure la Finlandia) che sarebbero costretti al default per l'improvvisa insostenibilità del debito.

Commenti

Silvio B Parodi

Mar, 21/02/2017 - 23:43

ma dai muovetevi prima che ci spellino vivi>

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mar, 21/02/2017 - 23:44

Farlo capire al PD, è dura. non rinnegano quanto hanno pensato prima, anche se è sbagliato. Pur di non dar ragione agli altri. Che gli frega a loro dell'Italia.

Raoul Pontalti

Mer, 22/02/2017 - 00:37

A parte il fatto che non è vero un tubo quanto riferito nel "working paper" del duo Durand-Villemot circa la rivalutazione della lira (basata secondo il duo sulle partite correnti, ma si tratta di una fanfaluca, ché altrimenti non si spiegherebbe la svalutazione del 10% dello yuan nell'ultimo biennio quando la Cina è esportatrice netta o la svalutazione del 15% della sterlina dopo il voto sulla Brexit), vorrei sapere come i bananas che hanno sempre sostenuto che si deve uscire dall'euro per poter svalutare competitivamente la lira possano gioire per una rivalutazione della lira stessa. Ricordo comunque che i debiti contratti in euro vanno onorati in euro e che i prestiti BCE vanno onorati prima dell'uscita dall'euro.

Franco40

Mer, 22/02/2017 - 01:27

Molto interessante e istruttivo.

Ernestinho

Mer, 22/02/2017 - 07:51

E' inutile negarlo: la manovra è alquanto pericolosa. Meglio sarebbe che tutti gli Stati europei, visto il fallimento dell'euro e dell'Europa, decidessero tutti insieme, di uscirsene!

gpl_srl@yahoo.it

Mer, 22/02/2017 - 08:07

una onorevole IEXIT non portera mai il male che porta questa unione solo tedesca: siamo stati già occupati anche da loro e credo sia sufficiente: la capitale a berlino puo star bene a tanti ma certamente non alla maggioranza degli italiani che preferirebbe mangiare mer.... in casa piuttosto che dovere adattare i nostri gusti a quella tedesca!

Ritratto di mircea69

mircea69

Mer, 22/02/2017 - 08:12

La lira si rivaluterebbe dell'1% rispetto all'eur? Siamo seri per favore.

glasnost

Mer, 22/02/2017 - 08:27

I rischi di uscita sono fasulli. Come lo erano i rischi che ci avevano fatto vedere per Brexit e per la vittoria di Trump. Tutte cose strumentali che alla luce dei fatti si sono rilevate bufale : L'inghilterra va benone ed ha ottime prospettive, gli USA...basta guardare gli indici di borsa americani. Detto questo c'è da aggiungere che il restare nell'euro per l'Italia è una VERA catastrofe. Tutto il periodo in cui siamo stati schiavi dell'Euro per l'Italia è stato un vero disastro economico ed il tenore di vita delle famiglie è crollato sotto il peso delle tasse, basta guardarsi d'attorno.

audionova

Mer, 22/02/2017 - 09:34

fortuna che sono all'estero.

Angelo664

Mer, 22/02/2017 - 09:49

Vero, il paese sarebbe di colpo più competitivo. Il paese, non gli Italiani che sarebber odi colpo piu' poveri perché q Però.. di quanto svaluterebbe ? Siamo con l'economia ferma, tasse spropositate ed immobilismo sindacale ovunque, apparato statale da paese comunista, regioni come la Sicilia che sono da sempre la palla di piombo al piede dello sviluppo. Tutti questi problemi rimarrebbero quando invece l'Europa doveva servire a risanarli. Questi 17 anni dovevano servire a risanare i conti non a disintegrarli aumentando il debito a dismisura con le spese fuori controllo. Dovevamo diventare competitivi su questo piano. Diventare competitivi svalutando è il tipico atteggiamento del paese latino perdente, tipo Sud America dove governano incapaci ( eletti da popoli mistosangue di dubbia capacità elettiva ed intellettiva )

ilbelga

Mer, 22/02/2017 - 09:51

premesso che di economia so quasi nulla eccezion fatta per quello che leggo sui giornali ma voglio fare una considerazione: con l'entrata dell'Italia nell'euro mi sono impoverito come altri milioni di italiani,sono ormai nove anni che non cresciamo più il nostro pil, allora io sarei tentato di uscire dall'euro tanto peggio di cosi.

Angelo664

Mer, 22/02/2017 - 09:52

Vero, il paese sarebbe di colpo più competitivo. Il paese, non gli Italiani che sarebbero di colpo piu' poveri perché quello che hai via, case incluse varrebbe tutto di meno in percentuale con la svalutazione della moneta. Però.. di quanto svaluterebbe ? Siamo con l'economia ferma, tasse spropositate ed immobilismo sindacale ovunque, apparato statale da paese comunista, regioni come la Sicilia che sono da sempre la palla di piombo al piede dello sviluppo. Tutti questi problemi rimarrebbero quando invece l'Europa doveva servire a risanarli. Questi 17 anni dovevano servire a risanare i conti non a disintegrarli aumentando il debito a dismisura con le spese fuori controllo. Dovevamo diventare competitivi su questo piano. Diventare competitivi svalutando è il tipico atteggiamento del paese latino perdente, tipo Sud America dove governano incapaci ( eletti da popoli mistosangue di dubbia capacità elettiva ed intellettiva ) un po' come stiamo diventando anche noi.

routier

Mer, 22/02/2017 - 10:25

In cultura economica di massa siamo sicuramente depressi ed agli ultimi posti in Europa, pertanto pontificare di macroeconomia non mi pare saggio. I Soloni che ci provano fanno solo delle ipotesi, tanto lecite quanto prive di credibilità.

Angelo664

Mer, 22/02/2017 - 10:32

Comunque vedo che la maggioranza non sa nemmeno di cosa sta parlando. Infatti dire che uscire dall'euro conviene senza avere i dati alla mano e capire ( fino in fondo e non superficialmente ) TUTTI i parametri e spese da affrontare per farlo. Secondo me non siamo nemmeno in grado di uscirne, ci costerebbe troppo. I governi dovrebbero intervenire sulla spesa pubblica folle. Come viene tutti i giorni dimostrato, palazzetti dello sport che non servono a nessuno, piscine, aziende pubbliche create per mantenerne i dipendenti, provincie che non servono a nulla, dipendenti statali da dimezzare o più, privilegi della casta da togliere, assenteismo da combattere e non solo, efficientismo da re introdurre in ambito statale, sanità da sanare nelle regioni del sud che sperperano, Campania, Calabria Sicilia in primis. Ci sono migliaia di cose da sistemare. Non si va da nessuna parte fuori dall'Euro.

Ritratto di adl

adl

Mer, 22/02/2017 - 10:40

Totale il prof. Salvini, aveva ragione i professoroni del ci vuole più Euro pa raccontavano palle insieme ai giornalai che inneggiavano al salvatore di posteriori di banche tedesche e francesi.

KAVA

Mer, 22/02/2017 - 10:45

Fantascienza. Non l'uscita dell'Italia dall'Euro, ma una rivalutazione della Lira in quel caso nel quale tra l'altro gli effetti sarebbero devastanti. Mi pare un articolo basato su studi farlocchi...

Anonimo (non verificato)

Libertà75

Mer, 22/02/2017 - 10:53

@Pontalti, vorrei intavolare un discorso sereno con lei, ma conoscendo la sua arroganza dovrei evitare... tuttavia per onore della verità (cosa che per un destrotrinariciuto è odiata fino all'osso). I debiti contratti in euro con la BCE restano tali ad illimitum, visto che la BCE possiede ricchezza italiana creata in euro, e stia sereno che nessuna banca centrale si pareggia le poste, perché è meglio computare crediti e debiti che un bilancio vuoto... Capisco che lei sia disinformato, ma basta ragionare prima di parlare.

Libertà75

Mer, 22/02/2017 - 11:02

dopo aver letto le solite baggianate pontaltiane (al quale posso solo consigliare di studiare prima di sentenziare), vorrei discutere nel merito dell'articolo... a conti fatti e noti in ambito accademico, l'Italia fuori euro andrebbe ad una oscillazione naturale tra un -5% e un +6% (a base oggi come comparazione), quindi in linea con i risultati di questo studio, mentre nel caso tedesco la rivalutazione oscillerebbe tra un +10 e un +20%, ancora in linea... mi sorprende l'ipotetico risultato francese, perché in teoria dovrebbe andare anch'esso in una forbice tra il +4 e il 10%. Molto probabilmente il peso delle esposizioni finanziarie (soprattutto del debito privato) pesano considerevolmente.

Libertà75

Mer, 22/02/2017 - 11:12

@pontalti, perfavore non parli di economia, mi fa venire i brividi a rileggere le sue considerazioni... Lei è abituato ad andare dal viticoltore a chiedergli spiegazione sul ciclo della barbabietola da zucchero? Lo Yuan è stato svalutato per mantenere il tasso di urbanizzazione e industrializzazione (attualmente rallentati). I problemi cinesi sul rallentamento sono tutti di tipo fiscale e si cerca di arginare con la politica monetaria (legittima scelta politica). La svalutazione competitiva è cosa diversa dal riallineamento monetario (quello dello studio) al seguito di un'uscita. Anche se uscisse la Germania, svaluterebbe immediatamente per non rischiare di trovarsi milioni di disoccupati nel giro di 12 mesi... Ripeto, vada a studiare!

Rossana Rossi

Mer, 22/02/2017 - 11:13

Qualcuno può affermare che l'euro ci ha fatto bene?............

lorenzovan

Mer, 22/02/2017 - 12:42

solo a voi possono raccontare certe bufale.... me lo spiegate a che tasso di interessi potremo incontrare i finanziamenti settimanali per il nostro debito pubblico ..una volta perso l'ombrello della BCE..e dove troveremo i miliardi extra per pagare gli inteerssi al 7-10 %%???.... III invio...pubblicatene ameno uno...tanto per far vedere he siete seri

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 22/02/2017 - 12:47

ma chi dice che sarebbe rivalutata? Io direi svalutata penso che per un marco tedesco necessiterebbero 3 mila lire.Perchè usciranno fuori anche altri stati,Rossana Rossi io invece ti chiederei, perchè il PD ha portato qualcosa di buono da quando è al governo? Io direi sventure e regresso e tu? Si Stava meglio quando c'era Berlusconi o il PD attualmente? Vedi tu.

Ritratto di marino.birocco

marino.birocco

Mer, 22/02/2017 - 13:12

il Paese sarebbe più competitivo e la nuova lira si rivaluterebbe dell'1%. Rispetto a chi ? Per favore siate seri questa è la barzelletta quotidiana.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 22/02/2017 - 13:21

Meglio restare nell'Euro, e stampare la cartamoneta che ci serve per acquistare Bot e BTP, fintanto che lo spread con gli analoghi tedeschi si annulli. L'Europa è unita si o no? E allora...

ectario

Mer, 22/02/2017 - 13:48

Non conviene alle banche, che comprano denaro a zero e lo rifilano dal 4 all'8% ed anche più. Non conviene alla classe politica di Sx che si è ingrassata a dismisura, e non gli basta!. Non conviene a tutti i parassiti.

agosvac

Mer, 22/02/2017 - 14:05

"senza euro,l'Italia sarebbe più competitiva nell'export con la concorrenza tedesca", ecco perché non le sarà mai consentito di farlo!!! Ci vorrebbe un Governo con le "palle" ma dovrebbero essere belle grosse per riuscirci!!!

agosvac

Mer, 22/02/2017 - 14:15

Egregio lorenzovan, per lei valgono le stesse considerazioni fatte da libertà75 su pontalti: se non si capisce niente di economia, meglio non parlarne!

Libertà75

Mer, 22/02/2017 - 14:43

@lorenzovan, mi spieghi quali soldi usa la BCE e da solo si darà una risposta... però beva un bicchier d'acqua e non faccia confusioni pontaltiane