Dieci anni di rapine e arresti: Igor il "ninja" libero di uccidere

Vaclavic, in carcere dal 2007, era il terrore del Polesine. Uscito nel 2015, non è stato espulso. Ed è tornato a colpire

L'ombra in mimetica si aggira indisturbata da quasi due anni, nella grande pianura del Polesine, tra i cascinali nelle golene del Po, nei piccoli borghi operosi, nelle case, nelle ville isolate. C'è chi l'ha visto in bici, aggirarsi sugli argini. E chi se l'è visto arrivare in casa, armato, gelido, pronto a tutto. Non se lo dimenticherà mai.

Igor Vaclavic - ma anche Vatslavich, o chissà come, nelle trascrizioni dal cirillico che rendono tutto ancora più fumoso - è l'uomo che sabato sera a Budrio, vicino Bologna, ha ammazzato senza pietà il barista Davide Fabbri, colpevole di non essersi arreso. La certezza non c'è ancora, ma tutto coincide, tutto porta verso di lui. È una pista inquietante, che tira fuori vecchi fantasmi di briganti dalle memorie della gente di queste parti. Ma questi sono briganti del terzo millennio, senza onore e senza pietà.

Vaclavic è un ex militare russo, anche se il cognome parla di un origine ucraina. Con l'uniforme dell'ex Armata Rossa h imparato crudeltà ed efficienza. Nello sbandamento del dopo-Eltsin, toglie la divisa e arriva in Italia. Sbarca subito qui, nelle distese tra il delta del Po, Rovigo, Ferrara. E ricicla il know-how imparato sotto le armi. Nel suo mirino, gli abitanti delle case indifese. Arriva di notte, vestito di nero, la bandana nera in testa, armato di arco e di frecce. Nell'arco di pochi mesi, la leggenda del «guerriero ninja» si sparge nel Polesine. Igor colpisce a ripetizione. A giugno del 2007, l'ultimo assalto ad una azienda agricola fallisce. Ai carabinieri, che lo catturano in un casolare, dice: «Il mio modello è Robin Hood».

La giustizia, con lui, non si mostra indulgente. Resta in galera quasi otto anni. Il pasticcio avviene due anni fa, quando a pena espiata viene scarcerato. Invece di caricarlo sul primo volo per la Russia, lo lasciano libero di riprendere le sue imprese, qui in Italia. In galera, nel carcere ferrarese dell'Arginone, la sua mutazione si è completata. Adesso l'ex soldato Ivan è una macchina da violenza.

Il primo a parlare di lui, di «Igor il Russo» è un altro uomo venuto dall'est: Ivan Pajdek, protagonista di una delle serie di rapine più allucinanti messe in atto nella zona. Quattro, una dopo l'altra, a cavallo dell'estate del 2015: a Mesola, a Dedore, a Coronella, ad Aguscello. Una escalation di ferocia. A Mesola legano una donna di 93 anni al letto, imbavagliata, e se ne vanno lasciandola così: la salva due giorni dopo una nipote, prima che muoia di crepacuore. A Coronella, cercano anche di violentare la figlia del padrone di casa. Ad Aguscello, a settembre del 2015, la tragedia finale: Pier Luigi Tartari, 73 anni, pensionato, viene tenuto prigioniero per due giorni, massacrato di botte e buttato infine ad agonizzare in un rudere lungo il Reno. Il corpo senza vita di Tartari viene trovato due giorni dopo.

È Pajdek, identificato, estradato dalla Slovacchia e condannato a trent'anni, a fare il nome di «Igor il Russo». Lo fa in Corte d'assise, nel processo ad altri due giovani disgraziati che erano con lui a razziare le ville. «Tutto questo è iniziato quando è uscito dal carcere Igor, due o tre mesi prima del fatto di Aguscello». Io e i due ragazzi, dice Pajdek, eravamo solo dei ladri da due soldi, rubavamo la nafta dai camion o nei cascinali, cose così. Invece «Igor il Russo», invece, puntava più in alto. «Voleva fare qualcosa di più grosso, lui sapeva i posti buoni e tranquilli e ci ha portato in quella prima rapina a Villanova». Sì, Igor conosceva i posti perché erano gli stessi delle sue prime imprese. E sono i posti dove oggi cerca rifugio dalla imponente caccia all'uomo che metterà fine alla sua scia di morte.

Commenti

venco

Mar, 04/04/2017 - 08:50

L'immigrato di qualsiasi genere al minimo reato non deve essere più libero in Italia, questa è semplice giustizia.

blackbird

Mar, 04/04/2017 - 09:14

Evidentemente ha capito che "in italia si può". Chiamalo stupido...

Ritratto di sekhmet

sekhmet

Mar, 04/04/2017 - 09:19

Non invidio il carabiniere o il poliziotto che dovrà arrestarlo: un soggetto del genere ingaggerà uno scontro armato, e comunque vada saranno problemi, specie se un colpo fatale partirà da un'arma delle forze dell'ordine. Sekhmet.

Ritratto di mbferno

mbferno

Mar, 04/04/2017 - 09:48

Sì fa chiamare Igor il russo:dopo catturato consegnarlo a Putin,lui ha la purga giusta da somministrargli.

Ritratto di bandog

bandog

Mar, 04/04/2017 - 10:06

Mi raccomando, se si riesce a catturarlo,trattatelo bene..è una risorsa!!

moshe

Mar, 04/04/2017 - 10:42

Uscito nel 2015, non è stato espulso ..... ..... ..... qualcuno dovrebbe essere messo in galera al suo posto, viviamo in uno stato indegno di esistere !!!!!

Ritratto di nando49

nando49

Mar, 04/04/2017 - 10:44

Non si riesce o non si vuole utilizzare l'espulsione per i criminali stranieri. Sembra che godano di una sorta di "residenza" acquisita nel nostro paese consci che le leggi e la politica è "benevola" a differenza degli altri paesi dove chi sbaglia paga e viene rispedito da dove è venuto.

Giorgio Colomba

Mar, 04/04/2017 - 10:44

Ennesima ferita che grava sulla coscienza sporca di questo Paese forte con i deboli e debole con i forti.

robylandia

Mar, 04/04/2017 - 10:57

VORREI FARE UNA PRECISAZIONE PER QUELLI CHE ANCORA NON L'HANNO CAPITO. TENENDO PER UN ATTIMO DA PARTE CHI, SCAPPA DALLE GUERRE,CHI ESPATRIA DAL PROPRIO PAESE SPESSO E'PERSONA CHE GIA' NEL SUO PAESE HA QUALCHE PROBLEMA...IN PIU'LE PERSONE PER BENE, NON RISCHIANO DI AFFRONTARE VIAGGI PERICOLOSI CON IMPROBABILE ESITO POSITIVO. SONO INVECE QUELLI PRONTI A TUTTO CHE, SPREZZANTI DEL PERICOLO, MORALMENTE PRONTI A TAGLIEGGIARE, SOPRAFFARE,CALPESTARE DIRITTI.. QUESTI SONO QUELLI CHE MAGGIORMENTE SONO ARRIVATI IN EUPOPA E PER LA LORO NATURA CONTINUANO A FARE QUELLO CHE NEL LORO PAESE GIA FACEVANO...

accanove

Mar, 04/04/2017 - 11:22

...che le malefatte di questi individui abbiano soggetti tra i familiari e parenti di coloro che agli alti vertici permettono che questo accada ed agevolano con inettitudine e trascuranza il fenomeno criminale. Forse allora qualche voce da li si solleverà fermando l'emorragia chiamata "immigrazione non gestita" , non gestita nei flussi, nel controllo, gestita e magistralmente solamente nell'aspetto economico...a scapito nostro e delle nostre tasche (non sfugge che l'importo della manovra è esattamente l'ammontare speso per gli immigrati)

ossipossi

Mar, 04/04/2017 - 12:44

Grazie di aver precisato "senza onore". Non è più un essere umano.

schiacciarayban

Lun, 10/04/2017 - 09:44

Se ce ne fosse ancora bisogno, questa è l'ennesima prova della totale inefficenza dei nostri apparati burocratici statali. Vogliamo delle responsabilità. Chi doveva eseguire l'espulsione, chi era il magistrato responsabile? Ovviamente non si saprà mai.

schiacciarayban

Lun, 10/04/2017 - 10:06

In Italia un ladro rischia, se lo prendono, forse qualche mese che non sconterà mai. In Romnaia per esempio un ladro rischia 7/8 anni di galera. Secondo voi i ladri e gli assassini dove vanno a "lavorare"? Siamo un paese ridicolo da questo punto di vista.