Dieci rate e interessi allo 0,3%. La "rottamazione ter" si allarga

C'è tempo fino al 7 dicembre per mettersi in regola con le Entrate. Novità sul saldo e stralcio sotto i 1.000 euro

Paga entro il 7 dicembre e tutto sarà condonato. Automaticamente. È la stessa Agenzia delle Entrate sul proprio sito web a specificare che sarà possibile per il contribuente mettersi in regola pagando entro il prossimo 7 dicembre 2018 le rate scadute di luglio, settembre e ottobre della rottamazione-bis. Sarà possibile in particolare per chi ha già aderito alla definizione agevolata prevista dal Decreto Legge 148 del 2017, ovvero la rottamazione bis ma poi non ha potuto pagare le prime due rate che scadevano una a luglio e l'altra settembre. Ora grazie alla rottamazione-ter potrà regolarizzare la propria situazione entro il 7 dicembre 2018 pagando anche la rata fissata al 31 ottobre. Insomma la proroga ti riammette ma devi saldare subito.

Entro il 3 novembre 2018 l'Agenzia delle entrate promette di rendere disponibili i moduli ad hoc per la presentazione della dichiarazione per usufruire del provvedimento. Ma chi potrà aderire alla rottamazione-ter? Come già detto i contribuenti che non hanno completato il pagamento delle rate della rottamazione in corso pagando tutto entro il 7 dicembre 2018.

Potranno poi entrare nel provvedimento anche i contribuenti che ammessi nella prima definizione agevolata ovvero il Dl 193 del 2016 e che non avevano finito di pagare le rate. Infine saranno ammessi pure i contribuenti che, dopo aver aderito alla rottamazione-bis, quella del 2017 non avevano pagato neppure le rate precedenti scadute già al 31 dicembre 2016 in riferimento a piani di dilazione precedenti e già in essere alla data del 24 ottobre 2016.

Rientrano nella rottamazione-ter, anche i contribuenti con debiti risultanti da carichi affidati all'agente della riscossione rientranti nei procedimenti instaurati a seguito di istanza presentata dai debitori in base alla legge taglia-debiti (o «concordato dei piccoli»).

Molti i vantaggi della rottamazione-ter che offre la possibilità di dividere il debito in 10 rate distribuite lungo 5 anni. Poi in caso di rateizzazione, l'importo degli interessi dovuti su ciascuna delle rate sarà ridotto e pari allo 0,3 per cento. Interessi decisamente inferiori rispetto a quelli previsti dalla misura ordinaria pari al 4,5 per cento. Con la la definizione agevolata il contribuente evita così di pagare le sanzioni, gli interessi di mora e le somme aggiuntive dovute sui debiti previdenziali.

Ma non è finita qui. Con la pace fiscale verranno di fatto cancellate anche le cartelle superiori a mille euro perché conterà il singolo debito e non la somma complessiva riportata dalla cartella.

Fabrizia Lapecorella, direttore generale delle finanze del ministero dell'Economia, ieri in audizione in Commissione Finanze, ha stimato che grazie alla rottamazione delle controversie tributarie ci saranno «maggiori entrate per 500 milioni di euro nel periodo 2019-2024, ossia un arco temporale di 5 anni».

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