Dl Sicurezza, tensione nei Cinque Stelle. Lega pensa alla fiducia

Crescono le frizioni fra i due partiti di governo dopo il caso Desirée. I leghisti vorrebbero blindare il testo del decreto. I pentastellati puntano ad ammorbidirlo

Cresce la tensione fra Lega e Movimento 5 Stelle sul dl Sicurezza. Dopo il brutale stupro e assassinio di Desirée a Roma, la Lega ha evidenziato che occorre intervenire immediatamente per smantellare il sistema dei permessi umanitari. Secondo il Carroccio, la tragedia si sarebbe potuta evitare con il decreto promosso da Matteo Salvini. E adesso i parlamentari leghisti vogliono stringere ancora più le maglie del decreto.

Un'idea che però non piace molto agli alleati di governo pentastellati. Al Senato i 5 stelle Nugnes, Mantero, De Falco e Fattori vogliono che il dl Sicurezza sia corretto in senso contrario a quanto voluto dalla Lega, altrimenti è a rischio il loro voto favorevole. I cinque stelle più favorevoli al mantenimento del governo con la Lega puntano a una mediazione.

Ma il malumore c'è ed è anche alla Camera dei Deputati. Alcuni deputati sono contrari alla stretta voluta dal battaglione verde. E adesso c'è chi da via Bellerio vorrebbe porre la questione di fiducia sia alla Camera che al Senato. E lo scontro si accende anche fra Salvini e Roberto Fico. "Anche nei momenti difficili non ci vogliono ruspe, ma più amore e fatica nelle idee e nella partecipazione. Essere costantemente nei quartieri difficili senza lasciare mai nessuno solo", ha spiegato oggi Fico. La risposta di Salvini, invece, è stata "pugno duro contro l'immigrazione clandestina".