Donne con-turbanti eppure così normali

I copricapi realizzati da Chiara Boni sostengono una onlus per le donne maltrattate

«La mia ispirazione sono le donne, spero di fare vestiti che le rendano felici» dice Chiara Boni nel backstage della sua sfilata dove compare all'improvviso Paris Hilton per una volta elegante con un bellissimo vestito azzurro dell'adorabile stilista toscana. Apre lo show un tailleur nero con gonna a matita e giacca dalla baschina ondulata piena di zip in rame rosato: un leitmotiv di questa bella collezione women friendly, cioè tarata sulle esigenze femminili. Per cui le cerniere che decorano e delineano tanto i modelli da giorno quanto quelli da sera, in alcuni casi si possono aprire per regalare quei due o tre centimetri di spazio in più che a volte servono al corpo femminile. Più spesso sono un sapiente trucco sartoriale perché il jersey utilizzato da Chiara Boni per sua natura concede e contiene. Stavolta la signora accorpa il suo materiale preferito con ecopelle, velluto, tulle e cristalli rendendo più moderni che mai i grandi classici del guardaroba: tubini, cappotti, tailleur e tute palazzo presentati in un'atmosfera alla Gran Budapest Hotel. Stupendi tutti gli accessori sempre tarati su questa idea di sofisticata praticità per cui i sandali a tacco alto sono comodi come sheaker e le decolletè a punta non ti temperano i piedi. In testa molte modelle portano fantastici turbanti di ecopelle. «Li ho fatti fare per lo show da Abito Qui, una onlus della Caritas per aiutare donne abusate e sofferenti, ma penso che li metterò in vendita: stanno benissimo e risolvono tanti problemi delle donne dai capelli in disordine a quelli persi per qualche doloroso motivo» dice la designer cui viene spesso rimproverato di essere troppo democratica perfino sul suo sito dove posta tutte le foto che le mandano con indosso le sue creazioni. «Perché non dovrei?» si chiede e per molto meno le donne dovrebbero ringraziare.

DFed