Dubbi Ue sulla manovra: promossa ma con riserva Resta il nodo flessibilità

Roma Un po' di tempo per dimostrare che i conti sono veramente in ordine e che le riforme sono sufficienti a fare la crescita. Non è scritto nei documenti di Bruxelles e il commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici non lo dice. Ma il clima da mobilitazione post attentati di Parigi potrebbe avere convinto Bruxelles a fare passare la legge di Stabilità italiana, più di quanto abbiano fatto le riforme. Ieri sono state confermate le anticipazioni dei giorni scorsi. L'esecutivo Ue ha approvato la «finanziaria» italiana per il 2016 sottolineando che si tratta di una manovra «a rischio di conformità» con il Patto di Stabilità e di Crescita. Non una legge perfettamente in linea con i dettati europei, come ha ripetuto anche ieri il governo, ma una «deviazioni significativa dal percorso di aggiustamento richiesto». Il deficit del 2016 dal 1,8% dei patti è passato al 2,3% (secondo la commissione, il governo prevede il 2,2%).Per ottenere quella flessibilità che il governo di Matteo Renzi ha richiesto e sulla quale poggia gran parte delle coperture della Legge di Stabilità, bisognerà aspettare la prossima primavera. Sottinteso, se i conti non torneranno, il governo dovrà fare un'altra manovra e tappare i buchi. C'è la tenuta dei conti, ma anche le riforme sulle quali Bruxelles ci riconosce «alcuni progressi», con la raccomandazione di fare «ulteriori passi in avanti». Il capitolo più importante per l'Italia è quello della flessibilità. Il commissario Moscovici ha ricordato come l'Italia sia l'unico paese ad avere chiesto tutta le flessibilità prevista dai patti. Quella relativa alle riforme. Passata con riserva. Poi la flessibilità per gli investimenti. La richiesta italiana è «ammissibile». Ma la valutazione definitiva arriverà appunto ad aprile. La Commissione controllerà se le risorse liberate saranno state utilizzate effettivamente per investimenti produttivi oppure se il governo avrà fatto spesa corrente in deficit. In questo caso l'Italia rischia l'avvio di una procedura di infrazione. C'è poi il capitolo migranti. Il riconoscimento delle spese sostenute per fare fronte all'emergenza rifugiati vale lo 0,2% di Pil. Sono candidati ad ottenerlo tutti i paesi in prima linea, ma la valutazione sarà fatta ex post. Possibile che ci venga riconosciuta una cifra inferiore. Ma intanto anche quella flessibilità è nella legge di stabilità. Una mezza promozione (o bocciatura) che il ministro dell'Economia si è affrettato a descrivere come una vittoria del governo italiano. «La comunicazione sulla flessibilità della Commissione - è la tesi di Pier Carlo Padoan - ha lo scopo di incentivare investimenti e riforme strutturali e l'Italia sta cogliendo questa opportunità per realizzare un programma di riforme strutturali senza precedenti insieme ad investimenti». Per Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, la sintesi delle raccomandazioni di Bruxelles è che «bisogna prepararci a una manovra correttiva. La legge di Stabilità italiana non assicura il rispetto degli obblighi del Patto di stabilità e crescita, ha detto» il commissario Dombrovskis, e la Commissione monitorerà affinché il deficit sia utilizzato effettivamente per aumentare investimenti». Di fatto, una bocciatura. AnS