Con lo Stato dilaga il moralismo

La corruzione è figlia di statalismo e burocrazia

Alcuni lettori si sono indignati perché nell'ultimo Dubbio ho scritto che - vivendo in mezzo agli altri, in una società di relazioni - la segnalazione e la raccomandazione non sono immorali in sé perché rientrano nell'ordine delle cose, nella zona grigia delle relazioni interpersonali. Sono un fatto logicamente connaturato al nostro modo di vivere. Prendersela con i fatti non produce conoscenza e, tanto meno, moralità, ma solo confusione. È una forma di arretratezza culturale che non approda a nulla. Pensavo che inclini al moralismo fossero soprattutto certi lettori del Corriere, fra i quali quelli orientati a sinistra sono probabilmente la maggioranza, che se la prendevano volentieri per quello che scrivevo. Invece, constato che ancora prevalgono forme di moralismo che rifiuta il realismo e c'è chi se la prende con la realtà, rifiutandola e rifugiandosi nelle buone intenzioni, convinto che la realtà dovrebbe essere morale.

L'Uomo, ha scritto Kant, «è il legno storto» dal quale non si può pretendere esca qualcosa di dritto. La cultura liberale, a differenza di quella socialista, non pretende di cambiare l'Uomo, di renderlo migliore, ma si limita a governarlo come è. Prendersela con la realtà - che non è immorale in sé - è sciocco, equivale a prendersela con i temporali, perché ci si bagna. Non è un segno di intelligenza - da intelligere : capire - e fa dell'Italia un Paese incapace di agire politicamente, cioè un Paese intimamente arretrato! Se piove, piuttosto che imprecare contro la pioggia, è meglio fornirsi di un ombrello...

Invece di indignarsi, i lettori del Giornale e noi stessi, dovremmo chiederci, ad esempio, perché, da noi, come accadeva nei Paesi di socialismo reale, corruzione e clientelismo - che sono (anche) una forma di rimedio contro le rigidità del sistema - siano tanto diffusi. La risposta è semplice. Perché siamo un Paese dove prevalgono statalismo e burocratismo, non prevale il merito, ma prosperano permessi e divieti di ogni genere. Corruzione e clientelismo sono un modo di ovviare agli eccessi burocratici. In una economia libera, di mercato, corruzione e clientelismo hanno poca presa perché non sono convenienti; chi si scontra con l'eccesso di legislazione, di permessi e divieti, si comporta guardando, nel proprio interesse, al merito e difficilmente inclinerebbe verso la corruzione e il clientelismo e/o assumerebbe qualcuno che non abbia la qualifica richiesta dalla domanda del mercato. Ho visto, giorno dopo giorno, crollare l'Unione Sovietica per questa ragione e constato con raccapriccio che l'Italia è avviata sulla stessa strada. Se anche lettori aperti al mercato, come si presume dovrebbero essere quelli del Giornale , invece di pensare realisticamente e politicamente, reagiscono moralisticamente di fronte alla realtà, stiamo freschi!

Ho la tendenza, da liberale, ad attribuire allo statalismo e al burocratismo, l'arretratezza di cui soffrono i Paesi socialisti. Mi rendo, però, anche conto che, da noi, non sono solo i socialisti a ragionare in tal modo, ma, in generale, tutti gli italiani in quanto culturalmente eredi del fascismo, che era una forma di dirigismo di destra, e influenzati dal collettivismo, indipendentemente dalla loro collocazione politica. Lo dico, allora, con franchezza. Diamoci tutti una regolata, se non vogliamo fare una brutta fine...

piero.ostellino@ilgiornale.it

Commenti
Ritratto di Imperatrice

Imperatrice

Gio, 26/03/2015 - 20:06

Sono autenticamente e da sempre un liberale. Lei non immagina quanto io condivida il Suo pensiero. Grazie per aver scritto questo articolo.

Vero_liberista

Gio, 26/03/2015 - 20:40

Complimenti Ostellino, un articolo che, nella sua lucida spietatezza e realismo, è un vero pugno nello stomaco per tanti pseudoliberali ipocriti di centrodestra. La verità è che purtroppo non è questione di destra o sinistra, Corsera o Giornale. Il vero problema è che la cultura liberale italiana è stata cancellata ormai da un secolo dalle culture illiberali della sinistra italiana, del cattolicesimo popolare pauperista volto a sinistra e della destra sociale, in pratica almeno due terzi dell’elettorato italiano. La mission impossibile cui i liberali sono chiamati è quella di resuscitarla. In queste condizioni sperare che gli italiani capiscano che l’origine della corruzione sta in una economia per metà pubblica e per quasi tutta l’altra metà pesantemente intermediata e condizionata dallo stato è quasi un utopia. Ma è la missione ai veri liberali come lei sono chiamati, magari un giorno passando dalle parole all’azione diretta. Magari…

Ritratto di Giano

Giano

Gio, 26/03/2015 - 20:40

Un mondo migliore è possibile, dicono. A me basterebbe un mondo normale; dove i delinquenti stanno in galera, i matti in luoghi di cura, i mediocri e gli idioti non fanno politica, non vanno in televisione e non riempiono pagine di libri e giornali. Un mondo in cui i bambini giocano, invece che pensare al sesso a dieci anni e le mamme allevano i figli, invece di gettarli nella spazzatura. Un mondo in cui le persone stanno al posto che gli compete e gli si addice, per capacità, cultura, inelligenza e meriti, senza inseguire onori, gloria, potere, ricchezza e successi che non gli spettano. Un mondo in cui chi detiene il potere e ricopre incarichi pubblici sia al servizio della società e non viceversa. Cose normali in un mondo normale. Se oggi non lo sono, è evidente che questo non è un mondo normale. Allora non c’è bisogno di inseguire utopie ireealizzabili, basterebbe avere un mondo “normale”. Ma forse la semplice normalità è anch’essa un’utopia.

conenna

Gio, 26/03/2015 - 21:02

Se poi il realista Ostellino volesse slegarmi come mai la corruzione alberga anche all'interno delle aziende private e anche nei Paesi del liberismo assoluto come Regno Unito e Stati Uniti, gliene sarei grato. Dovrebbe anche spiegarmi perché una società dirigistica come Singapore non abbia segnali, evidenti, di corruzione. Con tutto il rispetto per Ostellino, cercare di creare barriere e categorie, a istinti umani di avidità, (quest'ultima molto presente nel capitalismo assistito italiano), mi sembra cercare di auto-convincersi delle proprie opinioni.

@ollel63

Ven, 27/03/2015 - 00:43

Quanto ha ragione Piero Ostellino! Eppure trattasi dell'acqua calda scoperta ancora una volta. Sì, proprio quella che soprattutto loro -i moralisti culturalmente arretrati perché privi d'intelligenza- non vogliono ancora dare per dimostrata dai fatti: quell'acqua calda è ciò che Piero indica con la asserzione: "La corruzione è figlia di statalismo e burocrazia". E quei moralisti privi d'intelligenza sono i primi, sì, direi i soli, capaci di sfruttare la segnala-zione, la raccomanda-zione ... e ci son tanti altri .. -zione che non indico, per pudore. Son loro che han creato un "Paese dove prevalgono statalismo e burocratismo, (dove) non prevale il merito, ma prosperano permessi e divieti di ogni" ecc. ecc. Com'è ben nota quest'acqua calda. Caro sig. Ostellino è inutile tentar di lavare con quell'acqua le teste inesistenti dell'italica genia che consegna il Paese nelle mani di burocrati incapaci.

Efesto

Ven, 27/03/2015 - 06:25

Parole sagge. Nel rapporto diretto tra società e persone ove l'unico obiettivo è l'efficienza non ha spazio la corruzione perché diverrebbe un costo inutile e non produttivo. L'obbedienza cieca alle regole, invece, comporta una corruzione endemica perché nella realtà oggettiva non sarà mai possibile che la disposizione normativa possa prevedere sempre la conformità totale di una qualsiasi azione di impresa o di servizio. E qui scatta l'autorità che deve determinare l'interpretazione. La conseguente sentenza del giudice e/o del burocrate non ha colpe perché basata appunto sull'esegesi della norma e quindi senza superiori valutazioni. Qui si apre la porta alla corruzione che può essere venale, sensoriale, o di potere (quest'ultima la più pericolosa).

jobact

Ven, 27/03/2015 - 11:10

Io speriamo che me la cavo. Corrompendo s'intende !

Aristofane etneo

Ven, 27/03/2015 - 11:20

Da sempre e quando capita, leggo i Suoi commenti con lo stesso piacere con cui leggo i commenti del "compianto" Marcello Veneziani. "Parole sagge" scrive "Efesto" a commento del Suo articolo. Ma ... non tralascerei per completezza il disastro etico, politico e sociale provocato dal "perdonismo" degli attuali cristiani e dal "buonismo" degli attuali sedicenti democratici del PD (ex PDS, ex PCI) e comunisti più o meno rossi.

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Ven, 27/03/2015 - 11:43

Quando la politica inquina il mercato - 1 mese 1 settimana fa L'Italia è una società chiusa: il mercato è il demonio, il profitto una sciagura, la speculazione un cancro. Tutti in galera, stato tasse e manette. Decide lo stato, savoiardo fascista o antifascista. Lo Stato deve dare la casa, il lavoro, la sicurezza, la sanità, la scuola. Deve essere onnipresente e onnipotente. Questi sono gli italiani, prendere o lasciare. La corruzione che ne consegue è frutto di uno stato chiuso e cieco che fa leggi a migliaia pletoriche e incomprensibili e che delega potere enorme al burocrate che le dovrà amministrare. Senza la corruzione, il falso in bilancio e con la piena osservanza delle norme niente si muoverebbe, tutto fallirebbe. Nella società e nel governo, ovunque.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Ven, 27/03/2015 - 11:57

Non sono tra gli indignati; ma rilevo che... “Ebbene, la segnalazione e persino la raccomandazione sono già, pregiudizialmente, il riconoscimento di un merito che altrimenti rimarrebbe sconosciuto.” Non è detto; potrebbero anche essere – ed il più delle volte lo sono – la falsa attestazione di un merito che non esiste o assai inferiore a quello che si vuole far credere. Quella di Ostellino è una petitio principii, un ragionamento ingannevole. E' questo tentativo che infastidisce.

mifra77

Ven, 27/03/2015 - 12:39

Morale e moralismo sono soltanto parole senza senso; tutti hanno un prezzo e più si va in alto, più aumenta il prezzo e più aumentano i ricavi. Facevo il moralista ed odiavo telefonate fatte e/o ricevute; ho pagato di persona ed oggi che vedo con quanti stenti sto affrontando la vita, se tornassi indietro sarei tutta un'altra persona.

Zizzigo

Ven, 27/03/2015 - 12:43

Chi è distorto ed ha superato l'età infantile, visto che l'intelletto non l'aiuta, non può e non vuole essere recuperato... e ce li abbiamo al potere!

Ritratto di Giano

Giano

Ven, 27/03/2015 - 13:38

Il sistema politico può favorire o limitare i danni, ma non è la causa prima della corruzione. L'Italia ha un sistema che è a mezzo fra lo statalismo ed il liberalismo. Se le aziende vanno bene incassano gli utili e, spesso, non pagano nemmeno le tasse. Se vanno male interviene lo Stato a salvarle con denaro pubblico. Insomma, abbiamo un sistema ibrido in cui il profitto è privato ed il debito è pubblico. E la corruzione ce l'abbiamo nel sangue.

Ritratto di Giano

Giano

Ven, 27/03/2015 - 14:00

La morale in natura non esiste. E se esistesse non sarebbe uguale per tutti. La morale delle gazzelle sarebbe diversa da quella dei leoni, quella dei gatti sarebbe diversa da quella dei topi e quella dei ragni sarebbe diversa da quella dei moscerini. Non esiste il bene e non esiste il male; esiste solo ciò che è come deve essere, per natura. E tutti, animali e piante, vivono secondo questa legge. La natura è amorale. Solo l’uomo, grazie alla sua presunzione, pensa di essere al di sopra di queste leggi e vorrebbe modificare il mondo per adattarlo al proprio concetto astratto di morale. Anch’io sogno un mondo migliore. Sogno un mondo senza malattie, guerre, sofferenza, catastrofi naturali, fame. Sogno un mondo in cui tutti siano sani, belli, ricchi e felici. Sogno un mondo perfetto. Sogno. Poi mi sveglio e mi tengo il mondo così com’è.

andrea da grosseto

Ven, 27/03/2015 - 14:20

conenna veramente lei tenta di paragonare la corruzione italiana o quella di un paese socialista con quella di USA e Gran Bretagna? E poi, USA liberista assoluto...mah. Con Obama poi.

mariolino50

Ven, 27/03/2015 - 15:00

Chi pensa che nei paesi sedicenti liberali, non esistono sono solo liberisti, non esista corruzzione sono dei poveri illusi. Lì vige la legge del più forte, ovvero la più ingiusta che ci possa essere, eintendo tutti i tipi di forza, non solo quella fisica, che ormai conta poco.

fisis

Ven, 27/03/2015 - 15:09

"Ho visto, giorno dopo giorno, crollare l'Unione Sovietica... e constato con raccapriccio che l'Italia è avviata sulla stessa strada." Dottor Ostellino, altro che raccapriccio, credo che bisogna essere felici se questa Italia, e soprattutto questa unione europea socialista, crollano. La cultura italiana, in particolare, è il risultato di un ibrido mostruoso tra cattolicesimo di sinistra e comunismo che ammorba tutte le istituzioni.

Ritratto di marinogorsini

marinogorsini

Ven, 27/03/2015 - 16:43

perfetta esegesi dell'attuale intendere nazionale

Ritratto di Imperatrice

Imperatrice

Ven, 27/03/2015 - 18:45

Complimenti a Giano per il Suo commento. Aggiungerei che la natura è l'unica maestra di vita, colei che ci indica la via e la verità. Ogni morale presupposta è dogma e sul fuoco del dogma si immolano gli individui e i loro liberi pensieri. La politica per ambire e conservare il potere genera dogmi che diventano stili di vita collettivi, modi di pensare comuni, cultura. La cultura della morale che soffoca quella della natura, e l'uomo diventa qualcosa di diverso da sè...

vitofarina

Ven, 27/03/2015 - 22:16

"Con lo Stato dilaga il moralismo" Gentile Ostellino, io cambierei il titolo in "con gli Incalza dilaga la corruzione". E mentre parliamo di moralismo, garantismo, liberismo, ismo, ismo, questi signori fanno il bello e cattivo tempo. Troppo comodo.

BRAMBOREF

Sab, 28/03/2015 - 07:07

gigi86 cI HA PRESO IN PIENO!!

volp

Sab, 28/03/2015 - 07:22

Mi sembra quanto meno contraddittorio tollerare le raccomandazioni invocando il merito definito espressione della cultura liberale. La verità' e' un'altra, siamo un popolo da sempre abituato ad aggirare le regole, a pretendere furbate e prevaricazioni basta vedere cosa succede nelle università', il caso delle Agenzie fiscali, basta studiare la storia del vostro padrone. Caro Ostellino rifiutare ciò' non significa rifiutare la realtà', significa solo aspirare a vivere in uno Stato che regoli la vita sociale con pochi principi ma chiari ed invalicabili. Non devo essere figlio di per essere qualcuno, ma da noi converrà' che è' ancora quasi sempre così. Fa bene perciò' a tollerare le raccomandazioni nel suo mondo di riferimento servono, eccome se servono, ma lasci perdere la cultura liberale, non sa di cosa parla.

johre

Sab, 28/03/2015 - 08:48

Mi sorprende che si sorprenda Ostellino. Chi accusa Berlusconi di non essere stato un vero liberale non capisce che prima di tutto, lo fosse o non lo fosse, il problema sarebbe stato l'attuazione di politiche che lo avrebbero lasciato senza pubblico. Ecco perchè la parola liberale è stata quasi abbandonata a favore di moderati. Moderati socialdemocratici.

GianniBene

Sab, 28/03/2015 - 09:00

Articolo esemplare, da allegare come postfazione riparatrice alla nostra Costituzione, per gli sciocchi "La più bella del mondo"... (A questo proposito, hanno notato i lettori di questo blog, spesso statalisti in incognito, che nella nostra Carta non ricorre mai il termine "Imprenditore"? Non suggerisce niente questa piccola casualità? )

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 28/03/2015 - 11:02

Grazie imperatrice. Statalismo e liberalismo eccessivi producono entrambi danni enormi. Bisognerebbe distinguere il servizio pubblico da quello privato. Ma spesso le due cose si confondono, non perché non sia chiaro il concetto, ma perché qualcuno usa l’equivoco a vantaggio proprio o della propria parte politica, o per fare i propri interessi personali. Basta pensare che a Cuba anche i barbieri erano statali. Infatti, quando si sono resi conto che lo statalismo socialista è un fallimento, e si é accennato timidamente a concedere una qualche forma di liberalizzazione, si è cominciato proprio con i barbieri. Per dire a quale livello di assurdità può arrivare un sistema socialista che, più che una ideologia, è una forma di psicopatologia sociale.

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 28/03/2015 - 11:04

Così, per demonizzare il servizio pubblico, si comincia con una campagna mediatica tesa a screditare ciò che è pubblico per arrivare a privatizzare dei servizi. Ma ferrovie, autostrade, scuole, ospedali, acquedotti, sono beni pubblici, costruiti con denaro pubblico, dei cittadini; quindi sono una “proprietà pubblica dei cittadini”. Privatizzarli significa regalare ad un privato ciò che è un bene appartenente all’intera comunità. Questo è in sintesi. Ma fanno di tutto per convincervi che “privato” è meglio. Ma se un servizio pubblico è inefficiente, forse è perché è gestito male. Ma allora basta miglioralo, non venderlo. E se qualcuno lo acquista significa che non è così fallimentare. Nessun imprenditore sarebbe così idiota da acquistare un’azienda che si dà per scontato che debba lavorare in perdita.

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 28/03/2015 - 11:07

Allora, forse, con la falsa idea che “privato” è meglio, qualcuno ci sta fregando, per suo interesse personale. Succede così che, per accontentare le diverse anime socialiste o liberali, chi va al governo cerchi di accontentare un po’ l’una, un po’ l’altra (con particolare riguardo ai propri elettori, sostenitori e finanziatori), spesso mettendole in contrapposizione e concorrenza; creando così un sistema vago ed in continua mutazione, che è la cosa più deleteria che si possa fare. Eppure basterebbe stabilire, una volta per tutte, cosa è pubblico e cosa è privato. Ma per farlo occorrerebbe che al governo ci fossero persone oneste, competenti, capaci e, soprattutto, disinteressate; cosa non dimostrata e non dimostrabile. Anzi, forse al governo non c’è la parte peggiore del Paese, ma di certo non è nemmeno la parte migliore. Diciamo che è la “casta” dei furbi.

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 28/03/2015 - 11:07

Allora, forse, con la falsa idea che “privato” è meglio, qualcuno ci sta fregando, per suo interesse personale. Succede così che, per accontentare le diverse anime socialiste o liberali, chi va al governo cerchi di accontentare un po’ l’una, un po’ l’altra (con particolare riguardo ai propri elettori, sostenitori e finanziatori), spesso mettendole in contrapposizione e concorrenza; creando così un sistema vago ed in continua mutazione, che è la cosa più deleteria che si possa fare. Eppure basterebbe stabilire, una volta per tutte, cosa è pubblico e cosa è privato. Ma per farlo occorrerebbe che al governo ci fossero persone oneste, competenti, capaci e, soprattutto, disinteressate; cosa non dimostrata e non dimostrabile. Anzi, forse al governo non c’è la parte peggiore del Paese, ma di certo non è nemmeno la parte migliore. Diciamo che è la “casta” dei furbi.

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 28/03/2015 - 11:18

Anche la democrazia è una truffa ideologica. Lasciando intendere che il potere appartenga al popolo, che sceglie liberamente i propri rappresentanti, attua una sottile e subdola azione di condizionamento mentale, di persuasione occulta, di plagio della volontà popolare, ed usa il consenso così ottenuto per consentire ai furbi di governare. Statalismo e liberalismo sono entrambi deleteri, se applicati male. Ciò che è di utilità pubblica e realizzato con denaro pubblico, deve restare pubblico. Ciò che è iniziativa privata deve essere libera da condizionamenti, da labirinti e ragnatele burocratiche che sembrano inventate apposta per scoraggiare l’impresa, ed autentici furti continuati perpetrati sotto forma di tasse, imposte, balzelli. Il lavoro lo creano le imprese, non i sindacalisti. Quando è lo Stato a crearlo, finisce come a Cuba, dove anche i barbieri erano statali.

antoniopochesci

Sab, 28/03/2015 - 11:38

Caro Ostellino,condivido in toto la Sua analisi. Sempre stimolante, mai piatta e banale.Ogni Suo scritto è un invito alla riflessione, alla problematizzazione e all'elaborazione personale dei fatti e delle notizie che ci propinano i media. Ricordo che compravo fino a qualche anno fa il Corriere della Sera proprio e soprattutto per leggere Lei, ricordo che mi scrisse in privato quando mi permisi pubblicamente di"sfiorare"il verbo moralista e predicatorio di un monumento dell'ovvio e dell'ipocrisia dei benpensanti, che in Italia veniva idolatrato ma che negli USA - come ebbe a sottolinearmi Lei - sarebbe stato solo un mediocre giornalista. Adesso che è approdato al Giornale mi fa immensamente piacere; non sono certo io però a ricordarLe che il moralismo è un'erbaccia quasi impossibile da estirpare perché innaffiata dall'acqua di ogni colore e di ogni ideologia.

brunicione

Sab, 28/03/2015 - 13:55

Carissimo Ostellino, uno come Lei, ha un cervello, che funziona molto bene, che ragiona, che spiega e che elabora. Con tutte queste caratteristiche non potrà mai fare il politico, attività per la quale è obbligatoriamente richiesto un encefalogramma rigidamente piatto.

GiovannixGiornale

Sab, 28/03/2015 - 13:56

La ringrazio anch'io per aver espresso con così poche e chiare parole, tanti concetti così reali e coerenti. Mi è piaciuto in particolare l'accenno al fascismo, in quanto avevo desunto la stessa idea dal fatto che la destra, che da ragazzo associavo all'ordine, al merito e al rigore, si era invece via via smentita con i pateracchi berlusconiani e con le connivenze affaristiche. Lei spiega chiaramente che prima di tutto ci vuole l'onestà intellettuale di accettare i fatti. Solo così si potrà ovviare, nei limiti del possibile e non dell'utopia, alle loro storture.

agosvac

Sab, 28/03/2015 - 14:01

Non è necessario essere un grande come Ostellino per capire che Pubblica Amministrazione e la burocrazia che ne è logica conseguenza siano le cause prime della corruzione in Italia!!! Se un imprenditore o un libero cittadino si ritrova tra le grinfie della burocrazia sia statale che regionale o provinciale o, peggio, comunale, non ha alcuna difesa, o paga la mazzetta oppure deve aspettare tempi biblici per la risoluzione anche delle pratiche più semplici. Dove c'è burocrazia, c'è corruzione, ma la corruzione non è dalla parte dell'imprenditore o del cittadino, è dalla parte di chi comanda ed a comandare sono loro , i burocrati, razza deleteria e perniciosa, la rovina dell'Italia. Tra l'altro sono anche agevolati da una magistratura che raramente vede le cose nel modo giusto, quasi sempre dà la colpa a chi colpe non ne ha!!!!! Se realmente si volesse salvare l'Italia si dovrebbe ridimensionare il potere della burocrazia e della magistratura.

gedeone@libero.it

Sab, 28/03/2015 - 16:50

Caro Ostellino, lei è nuovo a Il Giornale. Stia tranquillo. Chi la contesta non sono i lettori veri del quotidiano ma i troll sinistri che, le assicuro, sono più numerosi qui che al corriere.

gedeone@libero.it

Sab, 28/03/2015 - 16:54

Ostellino, le sue parole sono musica per le mie orecchie.

acam

Sab, 28/03/2015 - 18:36

caro ostellino la morale é una cosa molto relativa, qualcosa come la verità viene vissuta al momento, che una volta passato cambia

manente

Dom, 29/03/2015 - 00:38

Uno “Stato di Diritto” si fonda sulla comune accettazione del "patto" per il quale i conflitti si risolvono nell’ambito di un confronto democratico. Nella Costituzione, libera iniziativa, lavoro, professioni, banche, e quant'altro, sono legittime in quanto finalizzate al miglioramento delle condizioni di vita di tutti. Quando questo principio di Civiltà viene infranto ed una delle componenti, la finanza, prevale sul resto, la democrazia diventa tirannia, tanto più grave se esercitata “in obbedienza” a direttive esterne, troika o wall-street, non cambia. In un contesto in cui la finanza, come nel 1929, è di nuovo in grado di creare bolle speculative che devastano l’economia degli Stati e la vita di milioni di persone, è evidente che il problema è politico, prima che di dottrina economica. Il “liberismo” renziano è uno statalismo di sinistra al servizio delle lobby della finanza, un mostro che è la negazione del concetto stesso di libertà.