E Chiara Boni fa sfilare tutti i colori delle rose

«Le rose sono come le donne: rifioriscono sempre» dice Chiara Boni nel backstage della seconda sfilata newyorkese de La Petite Robe. Il marchio creato dall'adorabile designer fiorentina attorno a un'idea semplicemente geniale (tagli e criteri dell'alta moda su un tessuto stretch senza peso, no stiro e lavabile in lavatrice) ha raddoppiato il fatturato negli ultimi sei mesi, sta per aprire la prima boutique milanese in via Sant'Andrea e potrebbe bissare entro la prossima estate qui a New York. Inevitabile il successo visto che la collezione presentata l'altro giorno era davvero fantastica: un inno ai colori delle rose («Tutti tranne il giallo - spiega Chiara - quello della natura non è riproducibile») declinati nei più desiderabili modelli che si possano immaginare. Ci sono i vestiti anni Cinquanta con gonna a ruota, la tuta palazzo, una serie infinita di abiti da cocktail e poi da sera con tanto di strascico oltre alle più belle maniche che si possano immaginare. A fiocco, a imbuto, a fascio di rose, a calice rovesciato, le maniche di Chiara sono come La Petite Robe: una risposta elegante e intelligente alle esigenze femminili. Infatti la prima cosa che si sciupa nel corpo di una donna sono le braccia e la cosa che tutte, dai 9 ai 90 anni, vogliono nascondere sono rotolini, pancetta e gonfiori. Con questi vestiti si può senza strizzarsi in un corsetto. Fenomenale la colonna sonora composta apposta dal giovane compositore italiano Giacomo Mazzuccato che ha scelto come nome d'arte Yakamoto Kotzuga. Titolo del brano 92 days, ovvero i 92 giorni di primavera per cui questa bella signora ha creato un guardaroba perfetto.