E De Luca in Campania torna a sperare

RomaLa Severino? Da rifare. Forse la legge non sarà incostituzionale, come sostiene Vincenzo De Luca, e nemmeno «un'idiozia», ma di certo ha molti buchi, «disposizioni divergenti», scollamenti, «lacune» varie. Servono 25 modifiche, soprattutto serve un «coordinamento tra le norme sull'inconferibilità degli incarichi e quelle su incandidabilità e sospensione». La bocciatura arriva dall'Autorità anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, che già prima del voto criticò la Bindi e la decisione di rendere pubblica una lista di impresentabili. Andrà a finire che, invece di sospendere De Luca, sospenderanno la legge?

Intanto il governatore può tornare a sorridere. Già nei giorni scorsi si parlava di soluzioni morbide, di tempi non brevissimi, di ricorsi, di un decreto che il governo emanerebbe solo dopo l'insediamento della giunta. Ora questo parere dell'anticorruzione sembra spianare politicamente la strada. La delibera è frutto del lavoro della commissione di studio istituita dall'Anac e «vuole contribuire alla discussione in atto in Parlamento», cioè il ddl Madia di riforma della Pubblica amministrazione. Diverse «le criticità» segnalate nel provvedimento, definito una «norma di grande importanza ma con alcune incongruenze e lacune».

Queste le più rilevanti: «Mancata disciplina delle inconferibilità a livello nazionale, con grave disparità di trattamento con i livelli regionali e locali; limitazione alle sole figure apicali della disciplina relativa alle aziende sanitarie; mancata armonizzazione delle divergenti discipline delle conseguenze sull'incarico per condanne penali non definitive». E alcune «definizioni incerte» degli enti pubblici, privati e misti «hanno prodotto rilevanti problemi applicativi» e il rischio di «pericolose confusioni di ruoli».

Per l'Autorità è necessario un coordinamento tra le ipotesi di inconferibilità degli incarichi per condanna non definitiva e le ipotesi di sospensione dalla carica previste dall'altro decreto attuativo, il 235/2012. Quest'ultimo è quello in cui potrebbe incappare De Luca, eletto presidente della Regione Campania, ma a rischio sospensione per una condanna in primo grado per abuso d'ufficio.