E la Ferro resta senza scranno per colpa della legge elettorale

E alla fine Wanda Ferro ( nella foto ) rimase senza seggio. La sfidante di Forza Italia alle Regionali vinte dal Pd Mario Oliverio non entrerà in Consiglio regionale dopo la decisione della Corte d'appello che ieri ha confermato la proclamazione degli eletti decisa lo scorso 23 novembre. «Colpa» dell'interpretazione della legge elettorale e del seggio da attribuire al cosiddetto «miglior perdente». Per i giudici di Catanzaro, che hanno ufficialmente proclamato governatore il democrat Oliverio, la candidata a presidente dello schieramento arrivato secondo per numero di voti non occuperà alcuno scranno a palazzo Campanella. La Ferro ha già annunciato ricorso.

La gaffe del sindaco «sponsorizzato» dall'amico Francesco Schettino. A Meta, in provincia di Napoli, paese d'origine del comandante sotto processo a Grosseto per il disastro della Costa Concordia - con le accuse di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime, omesse comunicazioni alle autorità, abbandono di incapaci e naufragio colposo - il Comune l'ha fatta grossa. Sull'albo pretorio del municipio di Meta è comparsa, infatti, la lista delle 34 famiglie indigenti che possono beneficiare di un bonus per la fornitura dell'acqua potabile. Il problema è che accanto alla disposizione, come segnalato dal sito Sorrentopress.it , è apparso anche un allegato dono sono indicati nomi e cognomi di coloro che potranno usufruire dell'agevolazione. Un errore che potrebbe costare al Comune campano una multa salatissima. Alla guida del Comune di Meta c'è, dal maggio scorso, Giuseppe Tito, del Partito democratico, che subito dopo la tragedia della Concordia, definì il suo amico Schettino «un eroe». Il comandante, in cambio, invitò gli elettori a votarlo. Fra «eroi», evidentemente, ci si intende.

Il ring era quello di Piazzapulita , la trasmissione di La7 condotta da Corrado Formigli. A darsele di santa ragione il direttore del Fatto Quotidiano Peter Gomez ( nella foto in alto ) e il presidente del Pd Matteo Orfini ( nella foto in basso ). Oggetto del contendere l'inchiesta sulle infiltrazioni mafiose a Roma. Gomez attacca: «Il Senato ha negato l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni di Antonio Azzolini ( Ncd) e Antonio Papania (ex Pd) è stata la prima reazione della classe politica». E Orfini si infuria: «Stai facendo una porcheria, devi spiegare il perché di quel voto!». «Capisco che lei si vergogna e alza la voce», replica Gomez. «Non è vero, non capisci proprio niente, Tu stai cercando di buttarla in caciara», risponde Orfini. «Giudicano gli spettatori», sentenzia Gomez. «Allora raccontagli la verità, non fare cialtronate», replica Orfini. «Mi lasci parlare!», sbotta Gomez. «No se dici scemenze», risponde Orfini. «Lei è un piccolo arrogante», conclude Gomez. «Si guardi lei invece... è così amabile...», ironizza Orfini. 0 a 0 e palla al centro.

Parata di vip, politici, giornalisti e personaggi della cultura a Roma per l'inaugurazione di «The Secret Garden», l'atelier di Signum Interiors, eccellenza del lusso made in Italy e della progettazione per interni. Alla serata hanno partecipato tra gli altri la giornalista e conduttrice Tv Paola Ferrari De Benedetti, editore con Daniela Santanché della rivista Ville e Giardini , il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, la coppia bipartisan Laura Ravetto e Dario Ginefra, Camilla Morabito, l'ex ministro dell'Agricoltura Francesco Saverio Romano, il capogruppo di Scelta Civica alla Camera Andrea Mazziotti, il senatore Fi Antonio Razzi, l'ex direttore generale della Rai Alfredo Meocci, il direttore di Isoradio Danilo Scarrone, il vicedirettore del Tg2 Ida Colucci e la giornalista Maria Antonietta Spadorcia, l'onorevole Gea Schirò, il giornalista del Tg5 Guido Del Turco, il presidente di Confassociazioni Angelo Deiana, la contessa Antonella Vitetti Martini, l'ambasciatore dell'Irak Barzanhi e la conduttrice Elisa Isoardi.

Democratici (ma non coi soldi). Otto parlamentari del Pd eletti in Campania rischiano di perdere la tessera per i debiti accumulati col partito. I patti erano chiari: il deputato/senatore avrebbe dovuto versare 40mila euro al Nazareno e, in più, 500 euro alla segreteria provinciale di Napoli. Pochi però sono quelli che hanno onorato l'impegno in toto. Altri hanno chiesto un piano di rientro (manco fosse Equitalia) e altri ancora sono in affanno con le scadenze. Il recordman (in negativo) è però il deputato marocchino Khalid Chaouki ( nella foto ), catapultato in Campania senza passare per le parlamentarie. Come scrive Il Mattino , non ha mai versato nemmeno un centesimo. Salvo poi scusarsi e dare la colpa a un non meglio identificato «problema di comunicazione».