Ecco la «Buona scuola»: crolla un altro soffitto sui bambini in classe

Due alunni e una maestra feriti dai calcinacci a Ostuni. L'istituto era stato appena ristrutturato. Il governo però minimizza: non strumentalizzate

C rolla il soffitto in una scuola elementare di Ostuni (Brindisi) e con esso crolla pure il castello di splendide promesse per una scuola migliore costruito in questi mesi da Matteo Renzi. Nel febbraio del 2014 il premier prese un impegno con gli italiani. «Ogni settimana mi recherò in una scuola diversa per dare un segnale simbolico - assicurò - Perché è dalla scuola che riparte il Paese». Le visite però si sono fermate quasi subito. Forse perché nelle prime occasioni venne duramente contestato dentro e fuori gli istituti. Tranne che a Siracusa dove invece gli alunni gli cantarono una canzoncina celebrativa scritta ad hoc e fatta imparare a memoria dalle maestre, episodio che suscitò polemiche a non finire.

Ecco questa delle visite settimanali è una delle tante promesse non mantenute da Renzi. Eppure il premier non appena si è insediato ha messo il progetto per La Buona Scuola tra i primi punti del suo programma, assicurando risultati clamorosi in tempi brevissimi. Evidentemente anche il suo progetto è stato compromesso dall'uso di materiali scadenti, le promesse non mantenute appunto. Come forse deve essere accaduto per il crollo del soffitto nell'istituto di Ostuni. La scuola Pessina infatti era stata appena riaperta, il 7 gennaio scorso, dopo una ristrutturazione durata 4 anni. Sono bastati tre mesi per far crollare il soffitto in testa a due piccoli alunni di 7 anni che sono rimasti feriti seriamente ma, per fortuna, non gravemente. Anche la maestra subito accorsa per soccorrerli si è ferita. Ora la scuola è stata posta sotto sequestro, si aprirà un'indagine per stabilire che cosa è successo mentre intanto tutti gli alunni, oltre 600, sono rimasti senza una scuola e senza lezioni. I genitori di un piccolo alunno ferito, Luca, dall'ospedale di Brindisi dove hanno portato il figlio per accertamenti, raccontano del «terribile spavento» e si chiedono come sia possibile crolli un solaio «in un edificio appena ristrutturato».

Ora il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, garantisce che verranno individuate le responsabilità e pure il sottosegretario, Davide Faraone, promette che «chi ha sbagliato pagherà». Il governo chiede di non strumentalizzare l'episodio e mette le mani avanti, sbandierando il Piano per l'edilizia scolastica, annunciato un anno fa per un totale di 21.230 interventi e già partito, che prevede la messa in sicurezza delle scuole più a rischio e poi anche la costruzione di nuovi istituti. Ma proprio questo Piano era già stato considerato assolutamente insufficiente da Cittadinanzattiva che da più di un decennio stila un Rapporto annuale sullo stato delle scuole italiane. A fronte della drammatica situazione degli istituti (il 70% presenta «lesioni strutturali» e un 40% non ha sufficiente manutenzione) gli esperti rimproveravano al governo di non aver agito «secondo criteri oggettivi e misurabili di urgenza e gravità». Sbagliato poi affidarsi «esclusivamente a quanto segnalato dai sindaci». Infatti lo studio rilevava come molte scuole in condizioni fatiscenti non fossero incluse nel piano di risanamento.

Oltre al Piano per l'edilizia Renzi ha messo in cantiere anche una poderosa Riforma della scuola anche questa però infarcita di promesse non mantenute. Un decreto per le assunzioni ad esempio, poi trasformato in un disegno di legge soggetto ai più incerti tempi parlamentari ed un numero di assunzioni passato da «sicuramente 148.000» a «forse 100.000». Soprattutto una promessa di maggiori investimenti mentre ora emerge che il Def appena varato prevede un taglio della spesa per l'istruzione sul Pil che passerà dal 3,7 al 3,5 per cento.