Ecco la «riforma» Gratteri: spiati anche con video e mail

Nelle proposte del procuratore al governo più spazio alle intercettazioni. Stretta sui mafiosi e sanzioni più severe per i politici che chiedono il voto di scambio

Sono le principali proposte della Commissione presieduta dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, che a gennaio ha consegnato in forma riservata la relazione finale al premier Matteo Renzi, al sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio e del Guardasigilli Andrea Orlando. In tutto 266 pagine che contengono una riforma «di sistema», in cui ogni intervento è collegato con l'altro e tutti puntano a «contrarre i tempi del processo, senza alcun sacrificio delle necessarie garanzie difensive per gli imputati», dice la premessa alla relazione. Alcuni suggerimenti sembrano recepiti dal governo nelle leggi in discussione in Parlamento, altri no. Ad esempio, in quella anticorruzione approvata mercoledì dal Senato, ci sono pene più pesanti per i mafiosi ma non l'agente sotto copertura. Un «gravissimo errore», per Gratteri. Né nella riforma della prescrizione, uscita pochi giorni fa dalla Camera, si ricalca il modello tedesco scelto dalla Commissione. E ci sono suggerimenti inascoltati per autoriciclaggio e intercettazioni. Il governo, insomma, fa lavorare i tecnici ma poi li ascolta solo se conviene. I 15 membri dell'organismo insediatosi a fine luglio, magistrati come Piercamillo Davigo, avvocati e docenti universitari di diritto penale, hanno deciso che per rendere più efficiente la lotta anche patrimoniale alla criminalità organizzata, servono interventi su molti istituti che «incidono sull'azione repressiva dello Stato». Perché «la legislazione antimafia italiana è la migliore al mondo», come dice Gratteri, ma il sistema giudiziario non funziona.

Prescrizione e taglio della pena per le vittime dei processi-lumaca

Il «diritto di ciascun imputato all'oblio» non può trasformarsi in «improprio rimedio all'irragionevole durata dei processi», scrive la Commissione. Chiede che dopo la prima sentenza la prescrizione si blocchi per sempre. Si corregge l'ex Cirielli, ritornando al codice Rocco per gli atti che interrompono il processo e si elimina il trattamento differenziato per i recidivi. Dal modello tedesco e spagnolo si recepisce «il rimedio della riduzione della pena» per il colpevole che ha subito un processo lungo: oltre allo sconto per il periodo di custodia cautelare, il giudice dovrà dedurre «una quota proporzionale all'entità del pregiudizio subito». Ma l'interessato non potrà chiedere i danni secondo la legge Pinto, salvo che abbia scontato una pena eccessiva. Si prevedono «non trascurabili risparmi sul fronte degli indennizzi».

Sanzioni più pesanti per i mafiosi

La Commissione vuole eliminare la differenza tra pene ai mafiosi (da 7 a 12 anni per gli associati, da 9 a 14 per i boss) e ai trafficanti di droga (mai sotto i 10): nella pratica, sottolinea, si arriva anche sotto i 3 anni, con sconti e attenuanti. Si prevede poi la confisca «per l'equivalente del profitto del reato».

Voto di scambio politico-mafioso

Sanzioni non solo al candidato che ottiene l'impegno della mafia a votarlo, ma anche a quello che si accorda solo con un mafioso. Stessa pena che per partecipazione all'associazione.

Reato per la pubblicazione di intercettazioni, anche postali e video

Due nuovi mezzi di ricerca della prova che il giudice deve autorizzare, oltre alle telefonate. E il reato di «pubblicazione arbitraria di intercettazioni». Non dovranno più esserci trascrizioni integrali negli atti, se non nelle sentenze, salvo che «la riproduzione testuale non sia rilevante a fini di prova». Gli avvocati potranno avere copia di intercettazioni e verbali prima del deposito.

Tempi più brevi dei processi

Tutto si sveltisce anche con le nuove tecnologie. Gli atti si potranno avere sempre «su supporto informatico e, solo se non disponibile, cartaceo». Si restringe la possibilità di sentire testimoni, consulenti, periti già ascoltati e la videoripresa documenta la prova. Incentivi a giudizio abbreviato, applicazione della pena su richiesta delle parti, giudizio immediato. I detenuti dovranno partecipare al processo in videoconferenza, anche come testimoni.

Freno ai ricorsi in Cassazione

Si snelliscono le procedure e responsabilizzano le parti, anche con dichiarazione d'inammissibilità del giudice a quo, imposta di bollo sul ricorso e incentiv o della cancellazione delle spese processuali per chi rinuncia alla camera di consiglio. Abolito il ricorso personale dell'imputato, senza avvocato, per l'alta specializzazione necessaria.

Corpo di giustizia come i Marshall

Agenti di custodia, assistenti sociali, educatori penitenziari in un unico Corpo con nuove competenze. Non solo in carcere, ma scorte ai magistrati e la sorveglianza di detenuti esterni e collaboratori di giustizia. Drastico taglio dei dirigenti e risparmi. Novità che servono anche a incentivare le misure alternative al carcere.

Le pagine redatte da Gratteri in qualità di presidente della commissione per le nuove norme di lotta alle mafie

Commenti

cicero08

Ven, 03/04/2015 - 17:42

ma si facessero rispettare almeno le norme in vigore aggirate spesso, ad es., facendo ricorso a fantomatici reati associativi. Senza trucchi e senza inganni residuerebbe solo la possibilità di intercettare nel solo 50% della totalità dei casi...... e oggi dovrebbe essere molto più facile perchè chi sbaglia paga del suo!