Evasione fiscale: «Processate Gianna Nannini»

Milano A poche settimane dalla fortunata uscita della sua ultima fatica discografica «Hitalia», una nota stonata per Gianna Nannini arriva dalla Procura di Milano. Il pubblico ministero Adriano Scudieri, infatti, ha chiesto il rinvio a giudizio della cantante toscana, accusata di aver evaso il fisco per 3 milioni e 750mila euro.

Secondo quanto ricostruito dal pm, tra il 2007 e il 2012 la rockstar avrebbe sottratto all'erario le royalties dei dischi e dei concerti interponendo, tra la propria società milanese Gng Musica srle le case discografiche Sony e Universal, una società di diritto irlandese e una di diritto olandese che sarebbero state prive di effettiva struttura, e con il solo scopo di ottenere un regime fiscale più favorevole (5 per cento in Olanda, 8 per cento in Irlanda) rispetto a quello in vigore in Italia. In altre parole, la Nannini avrebbe creato una struttura «fantasma» per far figurare la società irlandese quale editrice e proprietaria dei diritti di sfruttamento delle canzoni, e la società olandese come licenziataria di questi stessi diritti a favore delle major discografiche. Un meccanismo che avrebbe consentito alla cantante di sottrarre al fisco i relativi ricavi, non dichiarati né da lei né dalla Gng Musica srl di cui è proprietaria e amministratrice unica.

Per la Procura, poi, oltre ad aver «occultato» quasi 4 milioni di euro, la cantautrice avrebbe anche evaso 126mila euro detraendoli dalle dichiarazioni dei redditi come costi «inerenti attività canora», ovvero spese sostenute per l'allestimento dei palcoscenici per i concerti, quando secondo l'accusa - che attraverso la guardia di finanza ha sentito fornitori e operai - sarebbero invece serviti ad arredare un'abitaizone alle porte di Bettola, nel Piacentino. Con parte della somma evasa, poi, la Nannini avrebbe comprato un appartamento nel quartiere londinese di South Kensington. Per questo, lo scorso aprile, il pm Scudieri aveva chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini prelimiari Gianfranco Criscione il sequestro di una villa con magazzini, scuderia e autorimessa nel senese.

«Nessuna evasione fiscale, nessuna violazione di leggi e nessun utilizzo di società fittizie», era stato il commento dell'avvocato Giulia Bongiorno, scelta come difensore dalla rockstar italiana all'indomani dei sequestri. Il legale non solo si diceva «convinta che sarà accertata la buonafede dell'artista», ma rilevava anche come «che dalla lettura delle prime carte si evince che la ricostruzione degli inquirenti è densa di errori». Il prossimo 3 marzo si aprirà l'udienza preliminare davanti al gup Fabio Antezza.

Commenti

cgf

Gio, 22/01/2015 - 13:41

NON voglio difendere al Giannini, ma se la Legge lo consente... quindi, perché no...se avessi avuto simili disponibilità avrei fatto questo e tanto altro che è CONSENTITO, non vi va bene? DATEVI DA FARE PER CAMBIARE LA LEGGE [e poi chi paga l'infrazione alle direttive CEE?] SI È VOLUTO L'EUROPA PERÒ.... SOLO QUELLO CHE FA COMODO.