Fari e suoni descrivono l'energia urbana Ecco LightHenge, l'installazione di Boeri

Realizzata per Edison, è una metafora della città che non spreca

Camilla Golzi Saporiti

Una struttura solida e una proiezione luminosa impalpabile. La struttura è formata da una base in alluminio e legno, rivestita in vinile, a forma circolare: misura sessanta centimetri di altezza e otto metri di diametro. Sopra di essa poggia una piccola foresta di coni in poliestere espanso sinterizzato, alti ciascuno dai quaranta centimetri ai tre metri e mezzo e tutti slanciati verso l'alto. Le due parti, pennellate di blu, raccolgono all'interno un impianto audio (che non si vede) e, all'esterno, invitano i passanti a sedersi e rilassarsi, cullati da una melodia che fa da sfondo sonoro dalla mattina al tramonto, quando la musica si interrompe e parte un gioco di luci dall'estremità dei coni.

Come raggi di sole nella notte, fasci luminosi stretti e larghi solcano il buio e si riflettono sulle pareti specchiate dei grattacieli di piazza Gae Aulenti. È qui che si trova l'installazione «LightHenge». Ideata da Stefano Boeri Architetti in esclusiva per Edison, prima ancora di progetto di design, vuole essere una metafora urbana e culturale in miniatura, un'anticipazione astratta di città del futuro all'insegna del risparmio energetico.

«LightHenge è un'installazione di luce e suoni, un'oasi cittadina alimentata da energia luminosa che rende scenografica e condivisa l'idea di energia urbana e le sue implicazioni nella società», spiega l'architetto Stefano Boeri, padre del Bosco Verticale. «E di notte LightHenge diventa un accogliente satellite, che proietta nel cielo i suoi raggi di luce». Per tutta la Design Week, l'installazione luminosa regolerà le energie urbane, accenderà l'attenzione dei flussi di persone e pensieri che ruotano attorno al Fuorisalone. La scelta della posizione non è stata casuale. Piazza Gae Aulenti quest'anno è il cuore del nuovo Innovation Design District (iDD) che, compreso tra Porta Nuova e Porta Volta e presentato l'anno scorso, in quest'edizione scende in campo a tutti gli effetti, presentandosi come laboratorio a cielo aperto in cui raccontare la costruzione di un futuro sostenibile e alimentare il dibattito sui nuovi modi di vivere la città e l'abitazione. Edison, main partner dell'iDD, «vuole essere protagonista della trasformazione di Milano e sceglie l'Innovation Design District per far sperimentare l'idea di città smart», spiega Cristina Parenti, direttore Relazioni esterne e Comunicazione Edison. Ecco che Edison e l'iDD illuminano la settimana del design con un calendario di incontri e dibattiti con architetti, designer, urbanisti e progettisti. A ingresso libero e gratuito, gli appuntamenti si svolgono attorno a piazza Gae Aulenti, tra la Microsoft House di viale Pasubio 21 e il Palazzo del Cinema Anteo, e vertono sulla realizzazione di edifici sostenibili, sulle più innovative applicazioni dell'Internet of Thing nelle smart city e sulle soluzioni di e-mobility (il programma è su www.edison.it/it/milano-design-week-2018). In più due workshop, questa volta organizzati presso Casa Facile Design Lab (in piazza Alvar Aalto). Il primo è fissato per oggi pomeriggio (dalle 15 alle 16) e si intitola «Smart Living: la casa connessa e la luce del futuro in un'app».

Il secondo va in scena venerdì 20 aprile, dalle 16 alle 17, ed è dedicato allo «Smart Living: più comfort e sicurezza in casa... con un'app». Non solo parole, ma anche fatti. Ha inaugurato ieri sera al Museo Teatrale alla Scala la mostra «Gioachino Rossini al Teatro alla Scala» insieme a un nuovo sistema d'illuminazione a basso consumo energetico. Per la realizzazione, Edison ha messo in campo metri e metri di binari elettrificati a sospensione, quasi 300 faretti, sagomatori a ottiche varie insomma, il meglio della tecnologia per un impianto sostenibile dalle dimensioni concentrate e dall'effetto tutto da vedere.